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Le bugie hanno i nasi lunghi.

   

   Il Giornalino n. 47 del 24-11-2002 - Home Page Come fare a smascherare un bugiardo? Non c’è bisogno di ricorrere alla macchina della verità. Basta osservare il suo naso: sembra davvero che si modifichi quando si racconta una bugia.

Attenti al naso quando raccontate una bugia, perché sembra che dietro la fiaba di Pinocchio si nasconda una verità. Secondo alcuni studiosi americani, è possibile smascherare i bugiardi guardando i loro nasi, che cambiano dimensione, ovvero si ingrossano. A raccontar frottole, infatti, un po’ ci si emoziona: il sangue affluisce in maggiore quantità ai tessuti nel naso, che si dilatano. In ogni caso le persone che dicono le bugie tendono a grattarsi o anche solo a sfiorarsi la punta del naso.

Due cuccioli di babbuino, anch’essi in grado di mettere in scena una "bugia".
Due cuccioli di babbuino, anch’essi in grado
di mettere in scena una "bugia".

Sono tanti altri i gesti tipici dei "Pinocchi" grandi e piccoli. Come la tendenza a non guardare negli occhi la persona con cui si parla e a sbilanciare il corpo in avanti. Inoltre, nei bugiardi il tono della voce è più acuto, il respiro diventa più affannoso, il sorriso è forzato, diminuisce la saliva e quindi il bugiardo continua a passarsi la lingua tra le labbra e a schiarirsi la voce.

Una scena del film Pinocchio, di Roberto Benigni.
Una scena del film Pinocchio, di Roberto Benigni.

Ma che cos’è una bugia? È un’affermazione falsa che viene detta volontariamente per ottenere un vantaggio. Per esempio, per sentirsi più importanti («Mio padre è un attore famoso»), oppure per giustificare una brutta azione («Non sono venuto a scuola perché ero malato»). Altre volte si fa un’affermazione non vera per consolarsi di qualcosa, come fece la volpe della celebre favola di Esopo, che dopo aver tentato invano di mangiare un grappolo d’uva che si trovava troppo in alto, disse che in fondo non gli importava granché, tanto l’uva era acerba.

Alessandro Geri, uno dei vincitori dell’edizione 2002.
Alessandro Geri, uno dei vincitori dell’edizione 2002.

Altre volte si mente solo per divertirsi; in alcuni casi mentire diventa una malattia, detta mitomania. I mitòmani si costruiscono una realtà immaginaria, a cui però finiscono per credere davvero.

Fino ai 5-6 anni quelle dei bambini, però, non sono vere e proprie bugie, perché quando si è piccoli ancora non si distingue bene la realtà dalla fantasia. Spesso, infatti, i bimbi, con l’aria più seria del mondo, raccontano storie inverosimili di cui si dicono protagonisti.

Il simbolo del Campionato italiano della bugia.
Il simbolo del Campionato italiano della bugia.

Sembra che ci siano astuti "bugiardi" anche nel mondo animale. Osservando i babbuini, gli etologi hanno assistito alla seguente scena: due cuccioli litigano per avere un frutto. Arrivano mamma e papà e prendono le difese del più piccolo. L’altro si immobilizza e comincia a fissare un oggetto qualsiasi. Incuriositi, anche gli altri si mettono a guardare quell’oggetto. E così l’astuto babbuino approfitta della loro distrazione, arraffa il frutto e scappa via.

Ecco un altro comportamento che gli etologi hanno osservato nella savana: due giovani scimmie lottano per ottenere una radice. La più piccola comincia a urlare, anche se l’altra non ha fatto nulla. Arriva di corsa la mamma, che non ha esitazioni: scaccia la scimmia "innocente" e lascia che l’altra si mangi la sua radice.

Fulvia Degl’Innocenti
  

Spesso i bambini raccontano storie incredibili. Non si tratta di vere e
 proprie bugie, perché ancora non distinguono la realtà dalla fantasia.
  

Dica la verità, nient’altro che la verità

C’è anche un modo scientifico per smascherare i bugiardi. Si chiama macchina della verità, o poligrafo, o lie detector, ed è usata in particolare negli Stati Uniti, da Fbi e Cia. Una persona viene collegata a quattro sensori: due bende attorno al petto e allo stomaco, per controllare il respiro; un manicotto al braccio per il battito del cuore; elettrodi di metallo intono alle dita per misurare il sudore.

Alla persona collegata viene rivolta una domanda: se la risposta è una bugia la macchina segnala delle alterazioni. Questo perché, se anche il mentitore riesce a controllarsi e a rimanere impassibile, una serie di risposte automatiche del sistema nervoso simpatico sfuggono al suo controllo. Il battito cardiaco accelera, la respirazione è affannosa, la pelle comincia a sudare... La macchina della verità non è però infallibile: per esempio, anche chi non ha nulla da nascondere, se è una persona emotiva, tende ad agitarsi quando viene collegata al poligrafo e interrogata.

  

Il Bugiardino d’oro

«Lo scorso anno era così freddo che ghiacciò anche l’ombra della fontana». «L’altra estate la temperatura fu così elevata che cuocevamo la polenta coi raggi del sole ed era difficile girarla perché i mestoli si incenerivano».

Niente male come mega frottole: e pensare che gli inventori sono dei bambini! Partecipano anche loro, ogni anno, al Campionato italiano della bugia che si svolge dal 1966 a Piastre (Pistoia), in cui si conquista il "Bugiardino d’oro". Uno dei vincitori dell’ultima edizione è stato Alessandro Geri, che è salito sul palco e ha detto con voce serissima al microfono: «Il mio babbo è andato a funghi e l’ha morso una vipera, ma non è morto perché è abituato ai morsi della mia mamma». Al campionato, che si svolge in agosto, può partecipare chiunque, o presentandosi direttamente alla finale o inviando un testo o un disegno. Per informazioni 0573/47.20.01, oppure www.zen.it/bugia/.

  

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