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Dalla bicicletta a... cose grandi!

              
   Il Giornalino n. 47 del 24-11-2002 - Home Page Tutto iniziò dalla proibizione di uscire da solo in bicicletta la sera. Era questione di freddo? Bastava coprirsi. Per Gigi i pericoli non esistevano: lui era un forte! E poi, perché bisognava credere a qualcuno: lui sapeva già tutto!

«Sei un ficcanaso, devi sempre vedere e toccare tutto per crederci. Lo dice anche la mamma».

«Non è vero; e poi io sono uno "scientifico" e gli scienziati devono provare tutto».

«Ma dài! Se la Tv dice che uno ha rubato, tu ci credi anche se non hai visto! Se la mamma dice che non si deve uscire da soli in bici la sera, ti devi fidare...». Il dialogo tra Anna e Gigi era serratissimo: lui non credeva mai a quello che gli altri dicevano, si fidava solo di se stesso, e a volte era più testardo di un mulo.

«La mamma dice che tu vedi solo le cose alla tua misura, cioè da piccolo; e così rimarrai piccolo di cervello anche se hai il quaranta di piede!».

illustrazioni di Raffaella Zardoni

Imparare a fidarsi!? Per Gigi la cosa non era certo facile: troppe volte gli chiedevano di credere a cose che lui non capiva.

Intanto, nel parlare, la voce di Anna raggiunse diecimila decibel, così che nonno Matteo e la suora del gruppo di catechismo ascoltarono e intervennero.

«Come fai allora a credere in Gesù che dice cose tanto grandi? Dice che abbiamo vicino un Padre che ci vuole bene, che lui è risuscitato, che un giorno anche noi risusciteremo con lui... Gli apostoli ce lo hanno raccontato e scritto, ma queste cose, oggi, non le puoi toccare o vedere: o ci credi o non ci credi!».

«Suor Chiara», disse il nonno, «Gigi non può crederci perché prega poco, parla poco con il Signore, legge poco il Vangelo e il "poco" non porta a cose belle e grandi. Il poco non fa crescere».

Quella pettegola di Anna approfittò subito per dire che lei credeva in Gesù, proprio tanto, e diceva le preghiere ogni sera. E il nonno? Il nonno non la guardò nemmeno, invece fece una carezza a Gigi, mentre lui, in cuor suo, aveva già deciso di fermarsi ogni giorno un momento nel silenzio della sua chiesa; era sicuro: il Signore gli avrebbe regalato la fede in cose grandissime. «Chissà», pensò, «poi, forse, riuscirò a fidarmi degli altri. Anche di Anna...».
  

Illustrazioni di Raffaella Zardoni.

La sai?

Un accademico francese, Jean Guitton, così ha scritto nel suo Piccolo catechismo: «La fede è anche un atto di amore: si tratta di ammettere che Dio non ci inganna, ci dice sempre la verità, anche se noi non possiamo verificarla. La fede ci insegna che Dio ci ama e, se siamo nella sofferenza, è come una stella che ci guida nella notte».

   

La campionessa della fede

Sai chi è? È Maria, la mamma di Gesù. Nella sua casa di Nazaret ella riceve un annuncio sconvolgente da un angelo: «Sii piena di gioia. Il Signore è con te. Sarai la madre di un bimbo che chiamerai Gesù. Egli sarà grande e chiamato Figlio di Dio».

Davanti a questo annuncio, Maria tace, è perplessa e chiede come potrà avvenire.

L’angelo la rassicura: la forza di Dio, il suo Spirito, genererà in lei il figlio, «perché nulla è impossibile a Dio».

Maria fa un grande atto di fede: accetta; mette se stessa a disposizione di Dio dicendo: «Avvenga di me secondo la sua parola» (confronta Luca 1,26-38).

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