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Qualcuno ha mai visto un unicorno?

              
   Il Giornalino n. 47 del 24-11-2002 - Home Page Caro Zio Giò, mi parli degli unicorni?

Teodoro Santini - Loro Piceno (Macerata)

L’unicorno, simbolo di purezza e saggezza e portatore di poteri magici e cure miracolose, appare in forme diverse nelle leggende di varie parti del mondo.

Quello cinese è un drago con la testa di cervo e un solo corno, mentre l’unicornis romano era un semplice rinoceronte.

Il primo a descriverlo come un equino fu il medico greco Ctesia, nel IV secolo a.C., che lo definiva come una specie di asino selvatico bianco, con la testa rossastra e sulla fronte un corno che, ridotto in polvere, era "efficace contro l’epilessia e il più potente dei veleni". Ancora nel Rinascimento, infatti, in tempi in cui spesso si rischiava di finire avvelenati e quindi gli assaggiatori scarseggiavano, unico rimedio era cospargere i cibi sospetti con un po’ di polvere di corno d’unicorno!

Il mitico cavallo bianco con il suo corno dai poteri magici...
Il mitico cavallo bianco con il suo corno dai poteri magici...

Grazie a Ctesia, l’unicorno diventò una delle più famose e poetiche creature della mitologia, tanto che, ancora nel Medioevo, le zanne di mammut fossilizzate erano vendute, a scopo "medico", come corna di unicorno.

Nei quadri dell’epoca era raffigurato in coppia con una dama, che rappresentava l’amore casto che doma le pulsioni animali...

Secondo certe credenze popolari, per catturarlo bisognava rintracciare una vergine casta e pura, quindi lasciarla in un bosco e aspettare che l’animale, attratto da lei, si facesse vedere e perdesse le forze accoccolandosi sul suo grembo, divenendo quindi facile preda dei cacciatori.

Ma già nell’antichità greco-romana l’unicorno appariva in compagnia di una figura femminile, una giovane guerriera e cacciatrice (la dea Artemide-Diana).

Segue: Un duomo di lava alto come una montagna

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