Periodici San Paolo - Home Page Il Natale di Topo Gigio.
L’albero delle mille e una pallina.

              
   Il Giornalino n. 51 del 24/31-12-2000 - Home Page Ogni anno mi diverto a fare alberi di Natale sempre nuovi e più belli. Per quest’anno avevo deciso di battere il record dell’albero con più palline. Il primato spettava a Topo Leonardo: nientemeno che 1.000 palline. Bastava aggiungerne una, e il gioco era fatto. Già mi immaginavo che sulla mia impresa sarebbe sorta la leggenda del Gigio delle mille e una pallina.

Per prima cosa dovevo trovare un abete. Sono partito per il bosco insieme con mio cugino Gigetto. Non volevamo tagliare l’albero, condannandolo così a morire, ma avevamo pensato di sradicarlo per poi ripiantarlo in un vaso. E appena finito il Natale l’avremmo riportato al suo posto.

Vignetta.

«Ecco, questo mi sembra perfetto!», ho esclamato quando ho visto un giovane abete, bello, alto e frondoso.

«Al mio tre, tira», ho detto a Gigetto dopo aver saldamente abbracciato il tronco.

Uno, due, tre... Ops!
«Ahi, mi fate male!».

Da dove veniva quella voce un po’ stridula?

«Riproviamo!».
«Ahi, ahi, ho detto ahi!».
«Esci fuori, chiunque tu sia, razza di burlone», ho gridato al vento.
«Come faccio a saltare fuori, sono già qui!».
«Qui dove?».
«Fra le tue braccia, non mi vedi».

Io e Gigetto abbiamo fatto un balzo all’indietro cadendo con il sedere per terra. Per fortuna c’era la neve e non ci siamo fatti troppo male.

«Ma tu, tu parli?», balbettai rivolto all’abete.
«E perché, tu no?».

L’osservazione era davvero indiscutibile.

Vignetta.

«Si dà il caso», ha continuato l’albero, scuotendo leggermente i rami, «che io stia bene qui dove sono e non ho nessuna intenzione di andarmene».

Per non suscitare l’ira dell’abete, abbiamo deciso di provare con un altro albero.

«Uno, due, tre...».
«Ih, ih, ih, che ridere! Mi fate il solletico!».

Abbiamo sgranato gli occhi, sempre più stupiti.

Provammo allora con un terzo.

«Uh, uh, se c’è una cosa che non sopporto, è quando mi toccano la corteccia!».

Niente da fare, in quel bosco gli abeti non ne volevano sapere di seguirci a casa mia. Non avevo però nessuna intenzione di rinunciare al mio progetto.

«Vorrà dire che l’albero lo addobberemo direttamente qui, nel bosco!».

Siamo tornati a casa e ci siamo caricati sulle spalle le scatole con le mille e una pallina. «Prima pallina, seconda pallina, terza pallina...».

Vignetta.

Per fortuna l’abete non aveva nulla in contrario a essere addobbato. Anzi, era molto vanitoso, e continuava a chiedere: «Come sto? Questo filo dorato mi dona? Non trovate che il rosso mi ingrassi un po’ troppo?».

Ci è voluto un bel po’ di tempo per completare l’opera, ma alla fine il risultato era fantastico.

«Non si è mai visto al mondo un albero di Natale più bello e colorato!», esclamai.

E l’abete, tutto fiero di sé, ha gridato con tutto il fiato che aveva nel tronco ai suoi fratelli del bosco: «Ehi, ragazzi, guardate che meraviglia!».

L’annuncio suscitò la curiosità non solo degli alberi, ma di tutte le altre creature che vivevano nel bosco. Uno dopo l’altro sbucarono dai tronchi, dai rami, dai cespugli, dalle nuvole del cielo, persino dalle tane in cui erano stati risvegliati dal loro letargo... scoiattoli, lepri, passerotti, merli, lombrichi, porcospini, lucertole...

Tutta quella folla incuriosita, attratta dai colori e dalle luci delle palline, si è arrampicata sull’albero e in un istante del nostro capolavoro non è rimasta più traccia. Solo qualche pallina rotta sbriciolata sulla neve e qualche filo dorato. Tutti gli animali si erano portati via un ricordino della nostra creazione.Vignetta.

Il record era andato in frantumi, ma non nel modo in cui speravo. Ci voleva una nuova idea.

Abbiamo salutato il povero abete sconsolato, che di colpo era tornato uguale a tutti gli altri alberi del bosco, e siamo andati di corsa al supermercato. «Per fare cosa?», mi chiederete. Aspettate ancora un attimo e vi rivelerò la mia sorpresa.

Visto che spettacolo? Con il nostro abete (finto, stavolta) addobbato di formaggini avvolti nella loro bella carta stagnola, abbiamo vinto il premio come albero di Natale più originale. E con il vantaggio di poter, slurp!, riciclare le palline dopo il 6 gennaio!

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