Il giorno più corto dell’anno è il 21 dicembre, data
del solstizio d’inverno, quando il Sole resta sopra l’orizzonte solo 9
ore e 7 minuti, mentre il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, il Sole
resta sopra l’orizzonte per 9 ore e 10 minuti. Ma forse questo proverbio
ha il suo fondo di verità.
Nel Medioevo, quando era ancora in vigore, il calendario
giuliano prevedeva un anno bisestile ogni 4 anni, cioè correggeva un
ritardo annuo della Terra di 6 ore su 365 giorni; quindi bastava
accumulare il ritardo di quattro anni (24 ore) e aggiungere un giorno al
calendario, il 29 febbraio, per rimettere a posto le cose.

Presso le culture nordiche, Santa
Lucia equivale al nostro Natale.
In realtà, quel sistema non teneva conto del vero
ritardo annuo della Terra, che è di 5 ore e 49 minuti. La rettifica fatta
ogni 4 anni era eccessiva e quel piccolo scarto di 11 minuti è andato
accumulandosi anno dopo anno.
Nel 1582 l’errore era già di 10 giorni e fu papa
Gregorio XIII a rimediare, passando dal 4 ottobre al 15 ottobre (il
recupero dei 10 giorni ), e riformando il calendario (che oggi infatti si
chiama gregoriano), che "taglia" alcuni anni bisestili.
Dunque, prima della riforma del calendario, verso il
1400, lo scarto accumulato era di soli 8 giorni, come ci sono 8 giorni fra
il 13 dicembre (Santa Lucia) e il 21 dicembre. Per un certo periodo,
dunque, il giorno di Santa Lucia fu davvero il più corto dell’anno,
perché in realtà corrispondeva all’attuale 21 dicembre.