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Caro Zio Giò, è
vero che ci sono farfalle che vivono un solo giorno? Giuliana
-
Scicli
(Ragusa)
È un po’ problematico stabilire l’età media di un
insetto come la farfalla, che conta oltre 150.000 specie oggi conosciute.
Partiamo col dire che il tempo di vita medio di una farfalla è
solitamente molto più breve del massimo a cui potrebbe arrivare, e ciò a
causa del maltempo, dei predatori e di altri fattori negativi.
Nella immensa varietà delle specie di farfalle, alcune
hanno un potenziale di vita molto più lungo di altre, anche se il limite
massimo sembra quello di un anno. La vita media complessiva varia dai 2 ai
14 giorni; se però raggiungesse la "vecchiaia", una farfalla
potrebbe vivere fino a 11-12 mesi in determinate specie.
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Sopra: una
Papilio Weiskei, originaria della Nuova
Guinea.
A sinistra:
una farfalla Argema Mittrei.
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Comunque, nell’affollato mondo delle farfalle, si può
tentare una grande distinzione tra le specie che, una volta raggiunto lo
stadio di adulto, continuano a nutrirsi, e quelle che invece lo fanno solo
da larva o crisalide. Le farfalle che si nutrono vivono da 2 a 4 settimane
in media; quelle che, al contrario, non assumono più nessun cibo dopo
aver raggiunto lo stadio adulto hanno una vita molto breve, giusto il
tempo di accoppiarsi per i maschi e di depositare le uova per le femmine;
in ogni caso, vivono solo pochi giorni e talvolta addirittura poche ore.
Cosa curiosa, come nella specie umana, anche nel caso
delle farfalle le femmine vivono in genere più a lungo dei maschi.
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Caro Zio Giò,
vorremmo sapere come nasce la sensazione del solletico.
Matteo Angelo Lezzi
- Castelraimondo
(Macerata)
Maurizio Favole - Bra
(Cuneo)
Come i riflessi, il
solletico è un meccanismo neurologico e consiste nella sollecitazione
di quelle zone del corpo che sono particolarmente ricche di
terminazioni nervose: ascelle, pianta del piede, gomiti, eccetera. E
come i riflessi condizionati, il solletico ci "obbliga" a
reagire agli stimoli: infatti, quando ci fanno il solletico, ci
contorciamo in preda all’euforia e non riusciamo a stare fermi.
A differenza, però, dei
riflessi condizionati (come alzare la gamba quando il dottore ci
colpisce il ginocchio in un punto ben preciso), il solletico è anche
un modo per comunicare, soprattutto usato dalle mamme con i bambini
piccoli che ancora non parlano: stuzzicarlo sulla pianta dei piedi o
sulla sua pancia sollecita nel bambino fragorose risate, che sono la
sua risposta personale allo stimolo provocato dalla mamma. |
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