Il termine anamorfosi (dal greco anamorphosis,
"trasformazione") è usato nell’arte per indicare la voluta
distorsione di un’immagine in un dipinto tramite il cambio del punto di
vista. All’osservatore esterno viene chiesto di "correggere
otticamente" l’immagine distorta, il più delle volte guardando il
quadro quasi di profilo.
Il ritratto de Gli ambasciatori di
Hans Holbein è forse l’esempio più famoso di anamorfosi in un quadro.
Come puoi osservare, ai piedi delle due figure di uomini, l’artista ha
inserito un elemento strano e a prima vista non riconoscibile; ma se
guardiamo il quadro mettendoci quasi di profilo alla sua destra, lo strano
oggetto prende forma e diventa un macabro teschio umano.

Gli ambasciatori, di Hans Holbein.
In basso è evidente l’anamorfosi di un teschio, riconoscibile guardando
di profilo il quadro.
Ma perché si fa ricorso a questo effetto
ottico? Sicuramente va tenuto presente il gusto, soprattutto da parte degli
artisti fiamminghi, per il particolare curioso, ma poi non va dimenticato il
loro desiderio di mettere in mostra tutta l’abilità pittorica.
Nel caso de Gli ambasciatori di
Holbein, la scelta del teschio, come oggetto dell’anamorfosi, ha un
significato allegorico, e sta a indicare la futilità e la vanità dell’impegno
umano davanti all’inevitabilità della morte. È probabilmente un modo un
po’ grottesco, quello scelto da Holbein, per trasmetterci il suo
messaggio; ma se ora ne stiamo parlando, significa che è stato efficace:
non trovi?