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Che cos’è l’anamorfosi

              
   Il Giornalino n. 41 del 15-10-2000 - Home Page Caro Zio Giò, studiando la storia dell’arte, mi sono imbattuto nel termine "anamorfosi". Mi spieghi che cos’è?

Fabio Gasparini - Brescia

Il termine anamorfosi (dal greco anamorphosis, "trasformazione") è usato nell’arte per indicare la voluta distorsione di un’immagine in un dipinto tramite il cambio del punto di vista. All’osservatore esterno viene chiesto di "correggere otticamente" l’immagine distorta, il più delle volte guardando il quadro quasi di profilo.

Il ritratto de Gli ambasciatori di Hans Holbein è forse l’esempio più famoso di anamorfosi in un quadro. Come puoi osservare, ai piedi delle due figure di uomini, l’artista ha inserito un elemento strano e a prima vista non riconoscibile; ma se guardiamo il quadro mettendoci quasi di profilo alla sua destra, lo strano oggetto prende forma e diventa un macabro teschio umano.

Gli ambasciatori, di Hans Holbein. In basso è evidente l’anamorfosi di un teschio, riconoscibile guardando di profilo il quadro.
Gli ambasciatori, di Hans Holbein. In basso è evidente l’anamorfosi di un teschio, riconoscibile guardando di profilo il quadro.

Ma perché si fa ricorso a questo effetto ottico? Sicuramente va tenuto presente il gusto, soprattutto da parte degli artisti fiamminghi, per il particolare curioso, ma poi non va dimenticato il loro desiderio di mettere in mostra tutta l’abilità pittorica.

Nel caso de Gli ambasciatori di Holbein, la scelta del teschio, come oggetto dell’anamorfosi, ha un significato allegorico, e sta a indicare la futilità e la vanità dell’impegno umano davanti all’inevitabilità della morte. È probabilmente un modo un po’ grottesco, quello scelto da Holbein, per trasmetterci il suo messaggio; ma se ora ne stiamo parlando, significa che è stato efficace: non trovi?

Segue: Acqua su Europa, la luna di Giove

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