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1823: da una
"costola" del calcio nasce il rugby
Perché non parlate mai del rugby?
Almeno dateci qualche curiosità...
Marco Frison
- Pove del Grappa (Vicenza)
Andrea Colaiacono - Colleferro (Roma)
Purtroppo nel nostro Paese il rugby non è molto diffuso, forse perché
danneggiato dall’impressione che sia più violento di altri sport. Ma
proprio per evitare degenerazioni, il rugby fu il primo sport ad avere
regole scritte, prima ancora del calcio.
Curioso è l’aneddoto che riguarda la sua nascita. Rugby è,
innanzitutto, una graziosa cittadina nel cuore della campagna inglese, a
pochi km da Coventry. In un giorno qualunque del 1823, durante una partita
a calcio con i compagni della Rugby School, l’alunno Webb Ellis,
annoiato da quel gioco, decise di infrangere le regole: raccolse il
pallone con le mani e iniziò a correre verso la porta avversaria.
Possiamo immaginare gli sguardi attoniti dei suoi compagni assistendo a
quella scena paradossale: nessuno di loro si rese, però, conto che quell’infrazione
alle antiche regole del football sarebbe passata alla storia come il primo
vagito di un nuovo gioco destinato a conquistare il mondo.

Una partita di rugby tra
Australia (in giallo) e Nuova Zelanda.
Oggi, grazie ai successi della nostra Nazionale, che dall’anno scorso
è stata ammessa a partecipare al trofeo Cinque Nazioni (ora ribattezzato
Sei Nazioni), anche in Italia il rugby si sta ritagliando uno spazio
sempre maggiore, cercando di sottrarre pubblico all’antico
"padre" football.
I bianconeri del
16° scudetto
Sono appassionato della
storia della Juventus e vorrei sapere quali giocatori hanno militato nella
Juve 1974-75.
Emanuel Gottardi
- Sommariva Bosco (Cuneo)
La tua Juventus vinse quell’anno il suo sedicesimo scudetto con Carlo
Parola allenatore. Questa era la formazione: Zoff in porta; Gentile e
Cuccureddu terzini; Furino mediano, Morini stopper e Scirea libero;
Damiani e Bettega erano le ali, Causio e Capello i centrocampisti e
Anastasi il centravanti. Da notare che, oltre agli undici titolari, furono
impiegati, per le trenta partite di un campionato a 16 squadre, solo altri
quattro giocatori (Spinosi, Longobucco, Viola e Altafini), una cosa che
oggi sarebbe impensabile.

Una formazione della Juventus
1974-75.
Schmeichel, il
gigante con l’hobby del pianoforte
Scriviamo per avere
informazioni su un nostro grande mito, il portiere danese Schmeichel.
Riccardo e Michele
- Allumiere (Roma)
Giorgio Sannicolò - Rovereto (Trento)
Per voi dev’essere stata una sorpresa, l’anno scorso, non vederlo
più nelle file del Manchester United. Il grande Peter Schmeichel aveva
deciso di abbandonare la Premier League per il meno stressante
calcio portoghese, dove difende i pali dello Sporting Lisbona.
Nato il 18 novembre 1963 a Gladsaxe, in Danimarca, Schmeichel è alto
193 cm per 98 kg di peso. Ha esordito nel club del suo paese, il Gladsaxe
Hero, per poi passare al Hvidovre e al Bröndby. Il salto all’estero lo
fa quando viene chiamato dagli inglesi del Manchester United, e a una
società così prestigiosa Peter non sa dire di no. La sua si rivela una
scelta azzeccata, perché in otto anni col Manchester vince di tutto:
Campionati, Coppe d’Inghilterra e una Champions League.
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Il
portiere Peter Schmeichel
con la maglia della Nazionale danese,
di cui è capitano. |

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Peter è sposato con Bente e ha due figli, Kasper e Cecilie. Coltiva l’hobby
della musica classica, tanto che prima di ogni partita si rilassa suonando
Mozart al pianoforte.
Capitano della Nazionale danese, ha difeso in 124 partite la porta del
suo Paese, compresa la sfortunata partecipazione all’Europeo 2000,
conclusasi con tre sconfitte in tre incontri.
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