 |
Caro Zio Giò, ho sentito parlare di un
cataclisma ai tempi dell’Impero romano, ma sul mio libro di storia non
se ne parla. Come mai? Deborah
Cattaneo -
Bergamo
Non lo puoi trovare sul sussidiario scolastico, perché
si tratta ancora di un’ipotesi al vaglio degli studiosi.
L’idea è stata formulata dal professor Baillie, dell’Università
di Belfast, il quale sostiene che nel 540 dopo Cristo un evento
catastrofico avrebbe causato un improvviso e violento abbassamento della
temperatura terrestre. Questo provocò carestie, pestilenze e distruzioni
che coinvolsero l’intero pianeta. L’inizio degli anni oscuri che
seguirono la fine dell’Impero romano (476 d.C.) e la scomparsa del più
grande centro politico e culturale del mondo potrebbero, dunque, essere
legati all’impatto sulla Terra di un frammento gigantesco di una cometa
oppure a un’enorme eruzione vulcanica.

Nel disegno l’ipotesi della
caduta di un grosso meteorite
ai tempi dell’Impero romano.
Il terrificante e affascinante panorama tratteggiato
dallo scienziato irlandese si è ovviamente scontrato con lo scetticismo
degli storici, ai quali ha chiesto un confronto. Ma l’ipotesi di una
catastrofe naturale avvenuta nel VI secolo d.C. sembra trovare conferma
dai suoi recenti studi sulla crescita delle strutture arboree: analizzando
lo sviluppo delle querce in Irlanda in quel periodo e confrontando
analoghe analisi svolte in Germania, Scandinavia, Siberia, Nordamerica e
Cina, lo studioso è arrivato alla conclusione che attorno al 540 dopo
Cristo si è avuto un raffreddamento violento della temperatura della
Terra. E la causa di un simile cambiamento potrebbe essere stata solo la
caduta di un enorme metorite, oppure una spaventosa eruzione vulcanica.
Segue: Il
deserto avanza? Lo combatte il "Super-pioppo"
|