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L'inviato speciale

 
REMARE SU UNA GALEA

AL MUSEO DEL MARE DI GENOVA PER CONOSCERE LA DURA VITA DI BORDO

Il miglior modo di conoscere un periodo storico sarebbe quello di viverlo. Una sorta di viaggio nel tempo, reso possibile, ad esempio, al Galata Museo del Mare di Genova, dove si può guidare un sottomarino, imbarcarsi in un piroscafo alla volta dell'America o sollevare il pesante remo di una galea con i ceppi alle caviglie.

La galea era un'imbarcazione stretta e agile che per secoli ha solcato il mar Mediterraneo mossa solo dalla forza dei suoi rematori, che in situazioni disumane, e spesso di schiavitù, sopravvivevano alla fame, alla sporcizia, alle frustate, alle epidemie. Non è un caso se il nome della galea, che deriva dal greco galeos, pesce spada, sia poi diventato sinonimo di prigione, ovvero galera. Nella zona del Porto Antico di Genova che un tempo ospitava l'arsenale (cioè il luogo in cui si costruivano le navi) troneggia la perfetta ricostruzione di una delle imbarcazioni che nel XVII secolo costituivano la flotta genovese di proprietà dell'ammiraglio Andrea Doria. 42 metri di lunghezza, 9 metri di altezza, con la forma allungata, e un rostro rosso che ricorda davvero la silhouette di un pesce spada (a destra in alto). I remi erano lunghi 11 metri e pesavano 90 chili.

galea

Nella nave si può salire e immedesimarsi nel clima dell'epoca, con le grida e le voci dell'equipaggio, e una serie di filmati interattivi in cui attori genovesi in costume interpellano il visitatore guardandolo dritto negli occhi: «Chi sei, uno schiavo, un forzato o un buonavoglia?». E, a seconda della risposta che diamo schiacciando un pulsante, ecco che l'attore ci racconta origini e mansioni di questi tre tipi di vogatori. Gli schiavi erano prigionieri, in genere quindi turchi (qui sopra), così come sulle navi turche al remo c'erano prigionieri genovesi

galea

Il referente degli schiavi era il papasso, una specie di rappresentante sindacale. Se i diritti degli schiavi non venivano rispettati, il papasso poteva invitare le navi turche a fare ritorsioni sugli schiavi cristiani. I forzati erano comuni galeotti, mentre i buonavoglia erano volontari, ricevevano una paga (10 lire al mese) e non erano legati alla catena. C'erano due tipi di contratto: quello con o senza mugugno.

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Ovvero, si veniva pagati di più se si rinunciava al diritto di lamentarsi, di mugugnare. La fatica per tutti era la stessa, bestiale: turni di quattro ore al remo, che si muoveva afferrandolo con entrambe le mani, sollevandosi in piedi e ricadendo giù sulla pancia.

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E i visitatori possono provare l'effetto che fa (sotto), con tanto di catena stretta alle caviglie. Il tutto con l'aguzzino che dava il ritmo e incitava a suon di frustrate; e sulla pelle riarsa dal sole e dal salmastro non doveva fare certo un bell'effetto... I propri bisogni corporali, il sonno, il magro pasto, tutta la vita dei rematori si svolgeva lì, su quella panca, senza alcun riparo. Il rancio arrivava una volta al giorno, la sera: una galletta dura chiamata "biscotto" (perché era stata cotta due volte), ammorbidita con l'acqua di mare. E quando la galea era in mare da più giorni, veniva annaffiata di aceto per coprire l'odore di marcio: da qui l'origine della parola rancio. L'odore su una galea doveva essere pestilenziale, appena mitigato dalla brezza marina.

E infatti divampavano le epidemie, con il solo barbiere-medico che doveva occuparsi sia di fare la barba, che di cavare denti guasti, che di rimediare come poteva a ferite e malattie. Ma la galea era fondamentalmente una nave da guerra, e quando arrivava il momento della battaglia solo ai buonavoglia veniva concesso di staccarsi dalla catena e di partecipare ai combattimenti. Per gli altri, schiavi e forzati, solo un po' di vino per annebbiare l'orrore che li aspettava quando, dopo i colpi di cannone, cominciava l'arrembaggio vero e proprio. Le galee scomparvero nel XVIII secolo, sostituite dai velieri. Ma ancora per molto tempo le navi funzionarono da galere viaggianti, con prigionieri costretti alla catena.


Fulvia Degl'Innocenti


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