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Diventare grandi

EDUCELL: GESTIRE IL TELEFONINO

Molti possiedono il CELLULARE, ma come lo usano? E voi, DI quale gruppo SIete: quello dei "cellular-dipendenti" o quello dei "cellular-intelligenti"?

«Mamma (sms) mi prepari (squillo col cell) un panino (twitterata) con il prosciutto (squillo del cell)?!». Se un marziano scendesse sulla Terra e finisse in una casa in cui ci sono dei ragazzi, rimarrebbe affascinato da questi giovani terrestri che usano, per vivere, una strana appendice tecnologica, il cellulare, da loro inseparabile. Al punto che è impossibile vedere i ragazzi in una stanza e il cellulare in un'altra. Risposte, squilli, messaggi, sms, chiacchiere attraverso la messaggistica istantanea: ogni messaggio o comunicazione passa attraverso il telefono. Questo cambiamento è importantissimo, perché è riuscito a trasformare anche il modo in cui le persone stanno insieme e si relazionano con le altre.

Cellulare a tavola

Chi sa come si usa il cellulare?

Un conto è sapere sfruttare tutte le funzionalità dei telefoni o degli smartphone, gli apparecchi che consentono non solo di telefonare, ma anche di controllare la posta elettronica e navigare in Internet, rimanendo sempre connessi anche a Skype e alle chat della messaggistica istantanea; un conto è capire come-quando-per quanto usare il telefono durante la giornata. L'esempio scherzoso di inizio pagina non è tanto lontano dalla realtà: ogni ragazzo è capacissimo di fare più cose insieme, mangiare, inviare un sms e guardare la tivù.

Il problema è che il cervello, per quanto sveglio, deve dividersi tra diverse attività, con il risultato che nessuna è seguita alla perfezione. Ideale sarebbe eseguire un'attività alla volta. Credete sia impossibile staccarvi dal cellulare per qualche ora?

È solo questione di esercizio. Facciamo un esempio: durante i compiti, nel pomeriggio, potete lasciare il telefono con la suoneria bassa in un'altra stanza. Solo in questo modo non verrete interrotti da sms e squilli, e potrete finire gli esercizi e studiare in meno tempo rispetto al solito e in modo più efficace, cioè con più concentrazione.

Cellulare mentre si studia?

Che si mangia per cena? Din! Arriva l'sms

Se in una famiglia di quattro persone – papà, mamma e due figli – ogni componente possiede un cellulare e lo appoggia sul tavolo durante la cena… il risultato sarà una grande confusione. Le persone staranno insieme, ma non condivideranno uno spazio e un tempo: ciascuna butterà un occhio al telefono, risponderà alle sollecitazioni dell'apparecchio, avrà la testa da un'altra parte. Mangiare le polpette accompagnati dai trilli del cellulare non fa bene… né alla digestione né alla famiglia nel suo complesso. Come fare?

Anche in questo caso, un piccolo sforzo sarà ben ripagato: cellulari lontani, e tutti si impegnano a non rispondere durante la cena. Semmai si richiama dopo. Anche gli adulti si lasciano condizionare dal "potere infido" del cellulare, e anche loro possono imparare a disintossicarsi e a vivere per qualche ora senza (a meno che non si stia attendendo una telefonata di vita o di morte).

Auricolari

Ci guardiamo in faccia?

Il telefono è riuscito a infilarsi anche tra gli amici e le chiacchiere. Possibile? Fate caso a quante volte, mentre un amico vi sta parlando, di una cosa magari importante, vi distraete per rispondere a un sms che vi è appena arrivato, o per tirare fuori il telefono dalla tasca e vedere chi vi ha squillato. La persona che vi sta parlando non è certo felice di venire "sorpassata" dal cellulare. È come se una parte del vostro cuore e della vostra mente fosse sempre da un'altra parte, legata ai suoni che emette il cellulare. Vivere in armonia 30 con gli amici e con il telefono non significa per forza sempre segregare il cell lontano. Chi comanda, tra voi e il telefono? Voi. Chi può decidere di non rispondere o di aspettare a chiamare? Voi. Chi ha intelligenza, volontà e cuore? Voi. Ecco chi vince: voi. Il cellulare, protagonista di una fetta bella grossa della vostra vita, resta comunque un pezzo di plastica, vetro e metallo. Senza anima, senza volontà.

Non ha il calore di un abbraccio, non conforta come una parola dolce, non risponde in caso di richiesta di aiuto da parte di un amico. È uno strumento, e come tale possiamo re-imparare a usarlo. Volete essere certi di non diventare schiavi del telefono e del suo uso? Pensate sempre, quando siete in casa, o in mezzo alle altre persone, che il primo punto di contatto con loro è lo sguardo, seguito dal pensiero e dal dialogo. Che avviene quando le due persone sono vicine. E se proprio questo non è possibile, allora sì che il cellulare diventa essenziale.

Dei trucchetti per non fare diventare il telefono un peso in euro già sapete tutto. Idem per le ultime "app" o per le funzionalità per fare le foto, inserire le faccine negli sms e così via. Cosa vi resta da ricordare? Che è possibile comunicare con il cellulare senza disturbare – per esempio in treno e sui mezzi pubblici – quelli che ci stanno accanto. Chiacchiere a ruota libera sì, ma con intelligenza.

Elena Giordano, disegni di Simone Nicoli

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