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L'inviato speciale

 
Il primo esame non si scorda mai

Diamo qualche consiglio ai ragazzi di terza media

Ultimi giorni di scuola per l'esercito degli studenti: per oltre 500.000 ragazzi dopo la fine delle lezioni (il 10 giugno) ci sarà l'esame di terza media, il primo della carriera scolastica.

Per quelli di voi che si stanno preparando all'esame e per tutti quelli che lo sosterranno nei prossimi anni tiriamo un po' le fila di questa formula abbastanza recente e non proprio semplicissima.

Esami senza paura

Primo giorno, classico, come ai tempi dei vostri genitori: il tema di italiano. Tre tracce fra cui scegliere, i fogli bianchi, quattro ore di tempo, prima la brutta, poi la bella, si consegna e si torna a casa.

Relax! Studiare quel pomeriggio serve a poco.

Il giorno dopo vi aspetta la prova di lingue comunitarie. Qui dipende dalle scuole se farle entrambe scritte e in due giorni diversi o se fare l'inglese scritto e la seconda lingua (quasi sempre lo spagnolo) orale. Avete tre ore di tempo per mettere in campo lo studio di tre anni.

Arriva il momento della terza prova: matematica ed elementi di scienze e tecnologia, sempre di tre ore. Calcoli, problemi geometrici, esercizi di statistica, insomma tutto ciò su cui i prof vi hanno fatto esercitare in abbondanza.

Qui può essere utile il giorno prima dedicare un paio di ore al ripasso delle formule, poi farsi una bella dormita e affrontare i quesiti con mente serena.

Ed ecco la quarta prova, ministeriale (Invalsi, sigla che significa Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione); uguale per tutti gli studenti d'Italia, si svolge nello stesso giorno, quest'anno il 17 giugno (mentre le date delle altre prove sono a discrezione dei singoli istituti).

Due tranche di quiz a scelta multipla: italiano - breve intervallo - e matematica. Fanno media, è vero, e se non si risponde a tutti in modo corretto il 10 diventa un miraggio. Quindi meglio mettere in campo una sana dose di fatalismo: se vi siete sempre impegnati al massimo non fatevi mettere in crisi dall'eventualità di un quiz astruso a cui forse non saprebbe rispondere neanche il prof.

Infine, la prova orale: un colloquio di una ventina di minuti davanti ai vostri prof, con un presidente di commissione esterno. Si parte da una tesina, cioè un lavoro di approfondimento che avete deciso voi, e che con un filo conduttore unisca tutte le materie. Internet, enciclopedie, e qualche fascicolo di "Conoscere insieme" e articoli del "Giornalino" vi permetteranno di fare un bel lavoro. L'importante è scegliere un tema che vi appassiona.

Esami di terza media: le prove scritte

STUDIO E TRANQUILLITÀ

Tutto abbastanza semplice alla fine. Eppure c'è in giro un po' di timore. Sentite che cosa ci scrive "Mirtilla":

«Faccio la III media e ho paura per l'esame; le Invalsi fanno media e all'orale i prof ci dicono che possono fare domande su tutto il programma studiato quest'anno. Io ho paura di non riuscire a rispondere!».

Già, tutta colpa delle famigerate Invalsi, uno spauracchio che rende perplessi studenti e anche professori. E che incombono su questo esame moltiplicando l'ansia che è comunque abbastanza normale quando ci si deve misurare con una nuova prova. Urge sdrammatizzare!

Mamma Francesca, di La Spezia, in questi giorni alle prese con l'esame di Martina: «Da lei mi aspetto un'ottima votazione. Farò il possibile per aiutarla nel ripasso, "lasciando" il sostegno e l'incoraggiamento per gli ultimi giorni nei quali più dello studio serve la tranquillità e la fiducia».

Aula pronta!

Tranquillizzarsi, questa è la parola chiave: e poiché a volte i prof, forse per spronarvi, mettono un po' troppa ansia, sono proprio i genitori che giocano un ruolo importante: «Secondo me», dice Francesca di Sant'Angelo Lodigiano, «occorre mostrarsi tranquilli e dire ai figli che se si è fatto il proprio dovere, si tratta di una prova come un'altra. Nessuna delle mie due figlie ha voluto che entrassimo ad assistere, però sapevano che noi genitori eravamo fuori ad aspettare, e alla fine siamo andati tutti a comprarci un mega-gelato».

Il suo metodo ha funzionato. Sentite che dice la figlia Elena: «L'esame di terza media, rispetto a quello che ci avevano detto, è stato molto più "leggero". Le prove scritte, in fondo, sono come le verifiche che fai durante l'anno e all'orale... beh, i professori ti conoscono e, se sei un po' teso, cercano di metterti a tuo agio. La sensazione dopo l'esame: grande sollievo!».

Mamma Paola in vista del futuro esame del figlio dice: «È una prova che va affrontata con serietà, ma senza angosce e con fiducia in se stessi. E se va male?... non importa! Non è una disgrazia, la vita non si misura con i numeri!». Un bell'incoraggiamento per Mirtilla.

Tutto quello che abbiamo detto però vale a una condizione: bisogna studiare. Se non si è disposti a farlo, tanto vale non avere nemmeno paura. Ricorda Orsola, una mamma di Milano: «Antonio, che è uno che studia ed è molto autonomo, ha affrontato tutto con la sua solita calma. Forse solo il giorno prima dell'orale l'ho visto un po' emozionato al punto che mi ha chiesto, cosa mai successa in otto anni di scuola, se poteva ripetermi la tesina che aveva preparato. Gli ho detto: "Vai tranquillo, sai tutto!". Ed è andata benissimo».

STUDIO E TRANQUILLITÀ

Abbiamo chiesto un parere sull'esame a Roberto Pavanello, professore di Lettere e noto scrittore per ragazzi.

Affrontare gli esami serenamente: non è difficile, studiando!

«L'esame di terza media ha ormai poco valore dal punto di vista didattico e dal punto di vista legale, visto che l'obbligo scolastico è stato innalzato ai 16 anni. Tuttavia può ancora servire ai ragazzi per almeno tre motivi:

1) Per la prima volta si affronta una prova "ufficiale", prova fatta di regole, di date e orari precisi, di formalità; e per un altro momento come questo dovrete attendere l'esame della patente e della maturità. Altre prove vi aspetteranno nella vita, ma se mai si comincia, mai si è pronti.

2) Ci si misura con se stessi. Provare per una volta a domandarsi seriamente: "Quanto valgo?" "Cosa so fare?". Non è cosa da poco e i ragazzi dovrebbero essere abituati anche in altre occasioni a guardarsi allo specchio senza finzioni e trucchi. Indispensabile per crescere!

3) Si deve controllare la paura. Anche gli adulti più esperti hanno le gambe molli prima di una prova importante, di una prestazione decisiva. Eppure la prova va affrontata ugualmente e la paura va dominata. Chi non impara a essere più forte delle sue paure, diventerà una splendida "mozzarella" nella vita.

Infine un consiglio: almeno 8 ore di sonno durante la settimana degli esami, dieta leggera e niente strapazzi. E una raccomandazione: prendete l'esame sul serio. Insomma, ditevi: "Faccio tutto il possibile perché vada alla grande". I risultati potrebbero stupirvi!».

Barare agli esami: non ne vale la pena, siate onesti!

Fulvia Degl'Innocenti


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