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L'inviato speciale

 
UNA RAGAZZA DI CARATTERE

MARIA DI NAZARETH LA MADRE DI GESÙ
UNA FIGURA DA SCOPRIRE

«Autonomia e decisione sono le caratteristiche che mi vengono in mente parlando di Maria, perché Maria è una ragazzina di carattere».

Così ci dice la scrittrice Michela Murgia, con un passato di animatrice nei gruppi preadolescenti di Azione Cattolica.

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Romanzieri, scrittori e poeti, musica, cinema e fumetto (sopra, un lavoro di Roberto Rinaldi), non c'è linguaggio che non abbia provato a raccontare Maria, la giovane ragazza di Nazareth che ha detto sì a Dio.

I Vangeli sono abbastanza sintetici nel darci sue notizie, ma quelle che vi troviamo sono sconvolgenti: una ragazza che si fida di Dio per un'impresa impensabile. Tra i quattro evangelisti è Luca quello che ci parla maggiormente di Maria, mentre Giovanni ogni volta che racconta di lei la chiama «la Madre di Gesù».

Un personaggio da scoprire, anche se tutti pensano di sapere chi sia. Un esempio, una compagna di viaggio, una testimone, una credente, una madre. Spesso ci si riferisce a lei come "Madonna" che altro non significa che "mia signora" (dal latino mea domina).

CHI È MARIA?

Di lei si è detto un po' di tutto e diverse tradizioni religiose le hanno dedicato attenzione. Maria è raccontata nel Nuovo Testamento della Bibbia, ma anche in alcuni scritti del mondo ebraico e dei primi secoli del cristianesimo; il Corano racconta alcuni episodi della sua vita e le dedica una sura (una sorta di capitoli in cui è diviso il testo sacro dell'Islam) dal titolo: Myriam.

La vita di Maria, un'altra vignetta dalle tavole di Roberto Rinaldi

Maria o Myriam, secondo il Vangelo, è originaria di un piccolo villaggio della regione della Galilea chiamato Nazareth. A lei l'angelo Gabriele annuncia la nascita di un figlio, che sarà «figlio dell'Altissimo» e, seguendo l'indicazione dell'angelo, andrà a trovare e aiutare una parente, Elisabetta, che diventa la madre di Giovanni il Battista.

Con il suo sposo Giuseppe si reca per il censimento a Betlemme, dove nasce Gesù. Maria e Giuseppe presentano Gesù al tempio e vi ritornano con lui quando compie 12 anni. Sappiamo di Maria che segue Gesù e i suoi discepoli e con loro partecipa a un matrimonio a Cana, dove Gesù trasforma l'acqua in vino. Troviamo Maria sotto la croce dove Gesù muore, così come la incontriamo con gli apostoli dopo la Resurrezione di Gesù.

L'IMPRESA DI MARIA

«Una figura di grande fascino», ci dice Silvia Vecchini che a Maria ha dedicato un libro dal semplice titolo "Miryam" (2011, San Paolo).

Myriam, di Silvia Vecchini, la copertina

Un lavoro attento, di ricerca, per ricostruire la vita quotidiana ai tempi di Maria, come viveva una ragazzina in quel tempo: una condizione abbastanza dura, «ma non ho voluto fare un romanzo storico» racconta Silvia.

E infatti, il suo è un romanzo corale dove prendono voce tanti personaggi per raccontare Maria, una ragazza forte e coraggiosa, abile nella tessitura e capace di ascolto, in grado di andare oltre le logiche del tempo in cui viveva per realizzare la grande impresa affidatale da Dio.

«All'inizio», racconta Silvia, «pensavo di far parlare Maria in prima persona, ma sentivo anche la difficoltà di entrare in zone segrete, intime e temevo di essere presuntuosa. Allora ho scelto di raccontare brevi ritratti di Maria dal punto di vista di diversi personaggi: la madre, il padre, l'amica del cuore, Giuseppe e naturalmente Maria stessa».

"Miriam delle cose perdute" , di Marta Barone, la copertina

Marta Barone nel suo romanzo "Miriam delle cose perdute" (2008, Rizzoli) ha accolto la sfida di dare voce a Maria e ce la racconta vitale e piena di grinta, piccolissima al tempio dove diventa amica di un angelo di nome Alexiel.

Una Maria vivace che tesse, cucina, medita e prega, lavora nell'orto e litiga. Marta ha scritto questo libro che aveva 16 anni, affascinata dalla Maria cantata da Fabrizio De André nel suo disco "La buona novella".

Su quello stimolo Marta ha iniziato a documentarsi leggendo i vangeli apocrifici (scritti cristiani dei primi secoli dove si raccontano tradizioni e leggende sulla vita di Gesù) restando affascinata dalla figura di Maria.

«Da subito», racconta Marta, «mi ha colpito la solitudine di questo personaggio, le caratteristiche di questa ragazzina che la rendevano unica, che sceglie di diventare la madre di Gesù e diventa eroina della propria storia».

Marta ci dice anche che la sua vicinanza all'età di Maria quando partorisce, almeno al tempo della scrittura del romanzo pubblicato tre anni dopo la sua stesura, le ha permesso di sentirla vicina.

«Il personaggio di Maria» aggiunge «è cresciuto da sé nel romanzo, scrivendo per esempio ho dato molto spazio alla dimensione della nostalgia, cosa che non avevo previsto. Elemento che poi è entrato nel titolo: ho descritto le cose che Maria ha perduto nel corso della sua vita, lei a cui nel romanzo faccio dire: "Volevo tutto questo e pretendevo di ottenerlo"».

Michela Murgia, Ave Mary, la copertina

La scrittrice Michela Murgia esce in libreria in questo mese con un libro che non è un romanzo e non è per ragazzi ma che riflette, fra l'altro, sulla figura di Maria e sul suo influsso ai nostri tempi.

«Di Maria», dice Michela, «mi colpisce la straordinaria autonomia, la capacità di decidere. Se noi prendiamo il momento dell'annunciazionne ce ne accorgiamo subito. Al suo tempo di fronte all'annuncio dell'angelo si sarebbe detto: "Parlane con mio padre", invece Maria risponde, si fa coinvolgere.

Il Vangelo mette sulla bocca di Maria il Magnificat e Maria ogni volta che prende la parola nel Vangelo dice cose straordinarie, di grande forza. Maria dice, compie gesti, è una ragazza normale ma straordinaria nello stesso momento».

«La vocazione diretta di una ragazza così giovane per una cosa così importante credo che possa permettere a un ragazzo di rivalutare il suo rapporto con Dio. Gli fa capire che se Dio ha qualcosa da chiederti lo chiede a te, non a tuo padre, tua madre o all'insegnante».

MARIA E I RAGAZZI

Se per Michela Murgia Maria è lo stimolo al protagonismo dei ragazzi,

L'incontro tra Maria ed Elisabetta a fumetti

Silvia Vecchini vede in Maria «una presenza forte, ferma, quasi luminosa. È un modello di ascolto per chi cerca la propria strada. Per Maria è stata una via straordinaria, ma penso che lo possa essere anche per ognuno.

Nel libro io ho insistito sulla tessitura, un filo che accompagna la crescita delle persone e penso che ognuno di noi tesse la propria vita». Maria Barone vede in Maria la possibilità di immedesimarsi, un'occasione per capire cosa significa essere bambina e ragazza in un tempo lontano, «un'esperienza che vale per tutti nella vita, il provare a coglierecosa sente l'altro e a guardare le sue azioni e le sue scelte, si può imparare molto».

Fascino, forza, determinazione, non c'è che dire: Maria è stata una ragazza normale e straordinaria; è bello imparare a considerarla e ricordarla come una persona vicina, coraggiosa, capace di ascolto, in grado di portare a buon fine l'impresa affidatale nonostante le difficoltà e le fatiche: così ci piace pensare a Maria.

Stefano Gorla


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