Noi abbiamo Fede. È così che i suoi compagni di
squadra dicono quando devono esprimere una certezza. Anche se, in
questo caso, non si tratta di convinzioni religiose ma di Federica
Pellegrini. Fiore all’occhiello del nuoto italiano, pronta a
guidare gli azzurri ai Campionati di Budapest a partire dal 4
agosto. Detiene due record del mondo, ha vinto tutto e ha solo 21
anni.

La sua storia è piena di successo, di bellezza e di vittorie, però
non troppo tempo fa ha affidato a un libro anche i giorni bui, i
problemi privati, i giorni in cui si guardava nello specchio e si
vedeva grassa e non riusciva a mangiare come dovrebbe fare un’atleta
con regolarità e con equilibrio, non certo in maniera compulsiva,
alternando abbuffate, digiuni e sensi di colpa.
Perché, Federica, raccontare questo?
«Perché non sono una superdonna, perché ho i problemi di
tutti e farlo sapere può servire a qualcuno».
È un messaggio per le ragazze?
«Sì, se state male, chiedete aiuto come ho fatto io».

Non si può farcela da soli?
«No, la mente in quei momenti non ha un approccio razionale, ci
vuole uno sguardo esterno che ti faccia vedere le cose da un altro
punto di vista».
Cosa è accaduto in quel periodo?
«Il nuoto mi aveva portata via da casa. Mi sentivo grande a 17
anni, ma avevo ancora bisogno della mia famiglia. Ho capito dopo che
quando i genitori ti consigliano non lo fanno per rimproverarti, ma
per il tuo bene».

E poi che è successo?
«Ho cambiato tutto: sono tornata ad allenarmi vicino a casa, ho
cambiato allenatore, avevo bisogno di dare un taglio a quel passato
difficile».
E hai ricominciato a vincere...
«Sì, ora mi sento in equilibrio, con l’immagine ho un buon
rapporto. Sono diventata più forte dentro».