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La bambina principessa

La bambina principessa
    
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iulia è una bambina perfetta. Lo dicono le amiche della mamma: «Sei proprio fortunata, tesoro. Una bimba così ordinata, obbediente, gentile…». E le amiche della nonna vanno anche più in là: «Che modi, che educazione. E guarda, non è mai, mai spettinata. Una vera principessa». La mamma è contenta, ovvio. Giulia un po' meno.

Il problema è che Giulia non fa proprio niente per essere come è. Le buone maniere? Be', invece che mangiare come un orso e sporcarsi è meglio essere un po' civili, no?

Quanto a obbedire, se i grandi ti chiedono gentilmente di fare una cosa, e la cosa che ti chiedono di fare non è assurda e non ti fa dispiacere, perché protestare? Se qualcuno domandasse a Giulia di andare sempre a nanna alle otto o di mangiare le cose che non le piacciono sarebbe pronta a ribellarsi. Ma siccome i grandi che circondano questa bambina sono molto ragionevoli, e per giunta il papà è un ottimo cuoco e prepara cose buonissime, e la mamma la lascia andare a dormire alle nove, anche nove e un quarto, e prima si fanno un sacco di coccole, non c'è bisogno di fare la selvaggia e dire sempre no.

Quanto al fatto di essere pettinata, è semplice: Giulia ha i capelli drittissimi. Non potrebbe arricciarseli nemmeno se volesse. E quindi le cadono sulle spalle e non si annodano mai. Giulia non è pettinata: lo sembra. Alla fine è lo stesso. E così Giulia si è meritata la fama di bambina principessa.

Il problema sono gli altri bambini. Agli altri bambini non piace che Giulia sia una bambina principessa, perché i grandi continuano a ripetere: «Hai visto Giulia com'è brava, gentile, obbediente? Hai visto che bei capelli in ordine? Hai sentito come obbedisce e non risponde male e non dice parolacce? È una principessina, te lo dico io». E questo è molto irritante se sei, per esempio, una bambina ricciuta che ha la tendenza a macchiarsi e ogni tanto perde la pazienza e strilla. Non vuol dire che sei una cattiva bambina. Ma certo non sei una bambina principessa.

E così Giulia è sempre da sola. Ai giardini, gli altri bambini stanno alla larga, perché non vogliono che ai loro genitori, osservandola, vengano strane idee su come devono essere i bambini perfetti. Alle feste idem. A scuola pure. E Giulia da sola si stufa.

Così un giorno le viene in mente un piano. Esce di casa saltellando per andare a giocare, e appena vede una pozzanghera ci salta dentro. Divertente! Poi vede una fontanella e siccome fa caldo va a bere e si bagna tutto il vestito. Che fresco! Infine si passa le mani umide nei capelli che all'improvviso sembrano un covone di fieno. Che buffa!

I bambini subito sono esterrefatti: ma Giulia è impazzita? Poi la guardano bene e finalmente si accorgono che è proprio una bambina come loro. «Vuoi giocare?», le dice una ricciolina con le ginocchia nere di terra. «Sicuro!», risponde Giulia. E alla fine del pomeriggio sembra un'altra. Non è più perfetta: è una bambina e basta.

La mamma, che si è distratta chiacchierando con le amiche, la vede e strilla: «Ma che ridicola la mia Giulia!» E scoppia a ridere allegra. Poi le prende la mano tutta sabbiosa e vanno a casa insieme, come
se niente fosse.

Testi di Beatrice Masini * illustrazione di Angela Marchetti

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