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mercanti di sale si stavano recando insieme al mercato, ciascuno con il
proprio asino carico di merce. Avevano deciso di fare il viaggio insieme
per farsi compagnia, ma soprattutto per essere più sicuri, nel caso
qualche brigante avesse voluto attaccarli per derubarli delle loro cose.
Fra i tre ce n’era uno, però, che dall’inizio del
viaggio rimuginava tra sé e sé, pensando: «Se fossi da solo, a vendere
il mio sale al mercato, di sicuro non solo riuscirei a venderlo tutto, ma
anche al prezzo che dico io, e potrei tornarmene a casa con un bel
gruzzolo di soldi!». Pensa che ti pensa, si andava sempre più
convincendo che gli altri due mercanti gli erano di fastidio, e che doveva
assolutamente arrivare al mercato prima di loro.
Dopo tre giorni di cammino, i tre si fermarono in una
radura vicino a un fiume, per far bere le bestie e riposarsi per la notte.
«Ormai siamo quasi arrivati, compagni miei», disse il primo mercante. «Ancora
un giorno di cammino e, passato il ponte in fondo alla valle, arriveremo
là dove siamo diretti».

«Facciamoci una bella dormita, allora», disse il
secondo mercante, «e domani affronteremo finalmente l’ultimo tratto che
ci resta».
Il terzo mercante non disse nulla, ma in cuor suo pensò
che era giunto il momento di mettere in pratica quello che da giorni stava
pensando.
Alle prime luci dell’alba, mentre gli altri dormivano,
prese il suo asino e piano piano si allontanò. «Ormai manca poco, e
posso andare anche da solo», pensava. «Se arrivo prima di loro,
riuscirò a fare gli affari migliori!».
E per fare ancora più in fretta e guadagnare tempo sui
suoi compagni, decise di prendere una scorciatoia, attraversando il fiume
in un punto in cui l’acqua era molto bassa.
Mercante e asino erano ormai quasi arrivati all’altra
riva, quando l’animale inciampò e cadde in acqua. La povera bestia,
nonostante gli sforzi, non riusciva più ad alzarsi, un po’ per il
carico di sale che aveva sulla schiena, un po’ perché le zampe gli si
incastravano tra le pietre del fiume.
Fu con molta fatica che i due riuscirono, alla fine, a
raggiungere la sponda, esausti. A contatto con l’acqua, però, tutto il
sale che l’asino portava sulla schiena si era sciolto. «E adesso? Che
cosa vado a vendere al mercato?!», si disperò il mercante. «Ahimè, se
fossi rimasto con i miei compagni, tutto questo non sarebbe successo!».
Ormai, però, era troppo tardi: non gli restava che
tornarsene a casa a mani vuote, pentendosi per la propria avidità.
Francesca Mascheroni
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