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egina
vive in un castello tutto di ghiaccio. Anche il tavolo in cucina, la
poltrona in salotto, e persino il letto sono di ghiaccio. In un castello
di ghiaccio, anche se è molto freddo, non si può accendere il fuoco
perché altrimenti il ghiaccio si scioglierebbe.
E allora come fa Regina a scaldarsi? Beh, lei è una
fata, e sa fare le magie. La sua preferita, per portare il caldo nel suo
cuore e in quello di tutti i suoi amici, è organizzare una festa. Ne fa
una quasi tutti i giorni.
Scrive gli inviti con ricami di neve che poi affida al
vento. Ecco che arriva l’invito a casa di mamma orsa e dei suoi due
orsacchiotti. Poi l’invito giunge nella tana della lepre delle nevi, in
quella della volpe argentata, e si fa strada attraverso un buco nel
ghiaccio della signora foca. Anche il signor tricheco è stato invitato, e
le sorelle renne, e il piccolo lemming. Il ricamo di neve raggiunge anche
la sterna artica e la civetta delle nevi, che volano nel cielo ghiacciato.

Si presentano tutti con il loro bel vestito bianco. Il
tricheco e qualche foca, che bianchi non sono, mostrano un po’ di
vergogna, ma la fata ha una parola gentile per tutti: «L’importante»,
dice sempre, «è portare con sé il più splendente dei sorrisi». E
allora il tricheco si dà un gran daffare con i suoi dentoni, e anche la
foca ride sotto i baffi!
Regina, oltre al sorriso, a ogni festa indossa abiti di
colori sgargianti: rosso, turchese, verde smeraldo.
La sala delle feste è grande perché gli amici sono
tanti. Sul tavolo di ghiaccio ci sono i ghiaccioli: al gusto di pesce, di
alga marina, di muschio e licheni, tutte specialità polari. Qualche volta
Regina racconta una fiaba, o chiede alla volpe o alla sterna se hanno
qualche storia da condividere con gli amici.
Per finire, si fa musica. Regina tira fuori dalla sua
borsetta dorata la bacchetta magica; con lievi tocchi sulle stalattiti di
ghiaccio, crea una melodia e tutti si mettono a cantare. E allora il
"groan" dell’orso, il fischio acuto della foca, il
"tu-tu" della civetta si mescolano e formano un solo canto. Che
gioia e che calore! E così, quando la festa finisce e ognuno torna nella
sua tana o nel suo buco nel ghiaccio, tutti portano con sé il ricordo dei
momenti passati insieme, e la notte non è più fredda né buia.
Provate anche voi questa magia: funziona anche senza le
stalattiti! Bastano una fatina, una canzone e tante piccole voci.
Parola di Regina!
Fulvia Degl Innocenti
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