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ivevano
un tempo due sorelle. Avevano lunghi capelli turchini e si assomigliavano
come due gocce d’acqua, tanto che venivano confuse l’una con l’altra.
«Buongiorno, Rita».
«Buongiorno a lei, ma io sono Giulia».
E ancora: «Buonasera, Giulia. Come sta?».
«Io benissimo, grazie! Se però volete sapere come sta
Giulia, dovete chiederlo a lei!».
E così via. Perfino i loro amici non le riconoscevano.
Le due sorelle in principio si arrabbiavano moltissimo, ma poi si
abituarono. Anzi, si divertivano. Una prendeva il posto dell’altra e si
scambiavano i ruoli. Accadeva così che un giovane innamorato di Rita
scoprisse di essere andato a passeggiare con Giulia e poi non osava più
farsi vedere.
Non lo facevano con cattiveria, ma un po’ per giocare,
e soprattutto perché Rita era Rita e Giulia era Giulia e non volevano
essere confuse.

Una sera il re di un paese confinante diede una grande
festa.
Erano invitate tutte le fanciulle in età da marito.
Le sorelle indossarono un abito leggero e luminoso come
una stella e andarono alla reggia.
Il principe vide Rita e se ne innamorò. Ballò con lei
tutti i valzer, dalle dieci alle undici di sera. Poi Rita si allontanò e
Giulia prese il suo posto.
Il principe ballò ancora, fino a mezzanotte. Quando
Giulia fece per allontanarsi, questi le disse: «Sei la fanciulla più
bella e dolce che abbia mai visto».
«Principe, non sapete ciò che dite».
«Non c’è nessun altro al mondo come te».
«Non é vero».
«Dubitate delle mie parole?».
«Le vostre parole non sono sincere. Volete la prova?
Eccola!».
E in quel momento entrò Rita, si avvicinò al principe
e gli sorrise.
«Voi avete ballato con me per un’ora, dalle dieci
alle undici, dicendomi le stesse dolci parole».
Il principe, se era rimasto colpito, non lo diede a
vedere e rispose prontamente: «Niente affatto. Io non ho ballato con voi».
E, mentre diceva questo, le sorelle videro arrivare un
altro principe, identico al primo. Erano stati entrambi sinceri... e
innamorati!
Allora Rita e Giulia sposarono ognuno il proprio
principe. Da quel momento smisero di scambiarsi i ruoli e vissero insieme
felici.
Antonella Pandini
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