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Gazzetta d'Alba, n. 30 del 27 luglio 2010

n. 30 del 27-7-2010
Questa settimana
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Progetto per rifare il ponte

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MONCHIERO - Approvato dalla Provincia. L’intervento (350 mila euro) sarà finanziato con l’avanzo di amministrazione

Progetto per rifare il ponte
 

 

La Giunta provinciale ha approvato il progetto esecutivo per la demolizione di una parte del ponte sul Tanaro e la ricostruzione del manufatto, già chiuso al traffico per problemi di stabilità causati dal maltempo e crollato il 27 giugno. Già ad aprile i tecnici della Provincia, dopo un sopralluogo sul ponte avevano constatato la presenza di cedimenti delle fondazioni della pila in sponda sinistra.

Il ponte sul Tanaro crollato.
Il ponte sul Tanaro crollato (foto di Silvia Muratore).

Per garantire la sicurezza il ponte era stato chiuso al traffico veicolare e pedonale e, allo scopo di limitare eventuali ulteriori erosioni delle fondazioni, era stata disposta l’immediata sistemazione provvisoria della briglia di valle, anch’essa in parte danneggiata. Nel contempo, con un incarico di progettazione allo studio Simete di Torino erano state verificate le effettive condizioni di stabilità della struttura, oltre a modalità, risorse e tempi per l’intervento di consolidamento e ripristino. Non è stato possibile iniziare subito i lavori di consolidamento a causa dell’elevata portata d’acqua del fiume, dovuta alle forti piogge di maggio e giugno, che hanno anche influito sulla stabilità della struttura.

Dopo la perizia di demolizione e lo sgombero delle strutture crollate, lavori considerati indifferibili e urgenti, è stato già elaborato un progetto di rifacimento del ponte. L’intervento, che ammonta a 350 mila euro, sarà finanziato con l’avanzo di amministrazione. «Anche a seguito alle iniziative assunte sul territorio ci eravamo impegnati con la presidente Gianna Gancia a definire un quadro degli interventi entro il mese di luglio che comprendesse la regolazione del flusso delle acque, la rimozione delle macerie e il progetto di ricostruzione che è in corso di approfondimento», ha dichiarato il vicepresidente della Provincia Giuseppe Rossetto.


      

  
CANOVE - Dopo le polemiche dei giorni scorsi l’Anas ha accelerato i lavori, che avrebbero dovuto concludersi in ottobre

La 231 riapre tra 10 giorni
  

Martedì 20 luglio, nella sede del municipio di Govone, si è riunito il tavolo tecnico convocato per discutere la problematica viaria innescata dalla chiusura della statale 231 in località Canove di Govone. Alla presenza del sindaco Giampiero Novara, si sono riuniti gli assessori provinciali Roberto Russo e Giuseppe Rossetto, Nicola Montesano ed Enrico Piscitelli dell’Anas, Sergio Bloise dell’Asti-Cuneo spa, il segretario dell’Astra Cuneo (l’Associazione trasportatori) Guido Rossi insieme agli altri rappresentanti delle associazioni di categoria.

La novità emersa dall’incontro è arrivata dall’ing. Montesano e riguarda una decisa accelerazione dei lavori sul cavalcavia di Govone: inizialmente prevista da Anas a metà ottobre, grazie a uno sforzo operativo in queste settimane, la riapertura del tratto sopraelevato avverrà tra una decina di giorni. A fine agosto è previsto il via libera anche nell’arteria inferiore.

Si risolve così di fatto il problema del passaggio dei mezzi pesanti nel centro di Canove, che aveva obbligato il primo cittadino a vietare il transito ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate: una decisione che in questi 40 giorni ha comportato un danno notevole agli autotrasportatori, costretti, in assenza di strade alternative (poco praticabili le deviazioni su Ceresole o San Damiano), a percorrere il tratto autostradale, caratterizzato da un oneroso pedaggio di 6,20 euro per una decina di chilometri di percorrenza.

«Il metodo inaugurato con la riunione di oggi dovrà diventare la prassi operativa per tutti i futuri casi in cui chiusura o deviazioni per lavori su strade statali o provinciali comportino l’obbligo di utilizzo del tratto autostradale, così come avvenuto in situazioni simili nelle vicine province di Asti e Alessandria», commenta l’assessore ai trasporti Roberto Russo.

«Apprezziamo l’impegno e l’attenzione dimostrati dagli assessori Russo e Rossetto, che hanno evidenziato il ruolo "di regia" tra soggetti diversi giocato dalla Provincia di Cuneo», le parole del segretario Astra Cuneo Guido Rossi. «L’approccio proposto da Roberto Russo ci convince pienamente, anche se nel caso specifico sarebbe stata opportuna un’attivazione antecedente alla chiusura del tratto così da discutere con anticipo, di concerto con tutti i soggetti interessati, le soluzioni alternative».

Il "caso Govone" apre per la prima volta in provincia di Cuneo il problema del caro-pedaggi, di cui si è anche largamente discusso nel tavolo della settimana scorsa. La proposta di Astra, condivisa dai convenuti, è quella di dimezzare il pedaggio dei mezzi pesanti sul tratto autostradale Govone-Castagnito per tre anni, in attesa del completamento della Asti-Cuneo.

«È un obiettivo ambizioso, da raggiungere tutti insieme, attuando un pressing su Anas e Governo in quanto la tariffe autostradali sono frutto di convenzioni a seguito di concessioni governative. Una "politica" che a nostro avviso consentirebbe di deviare quote importanti di traffico pesante sulle arterie autostradali, limitando i disagi sulla viabilità ordinaria e nel contempo potrebbe rappresentare un’opportunità commerciale per la società di gestione della AstiCuneo », chiosa Guido Rossi.