|
La
Giunta provinciale ha approvato il progetto esecutivo per la demolizione
di una parte del ponte sul Tanaro e la ricostruzione del manufatto, già
chiuso al traffico per problemi di stabilità causati dal maltempo e
crollato il 27 giugno. Già ad aprile i tecnici della Provincia, dopo un
sopralluogo sul ponte avevano constatato la presenza di cedimenti delle
fondazioni della pila in sponda sinistra.

Il ponte sul Tanaro crollato (foto di
Silvia Muratore).
Per garantire la sicurezza il ponte era stato chiuso al traffico
veicolare e pedonale e, allo scopo di limitare eventuali ulteriori
erosioni delle fondazioni, era stata disposta l’immediata sistemazione
provvisoria della briglia di valle, anch’essa in parte danneggiata.
Nel contempo, con un incarico di progettazione allo studio Simete di
Torino erano state verificate le effettive condizioni di stabilità
della struttura, oltre a modalità, risorse e tempi per l’intervento
di consolidamento e ripristino. Non è stato possibile iniziare subito i
lavori di consolidamento a causa dell’elevata portata d’acqua del
fiume, dovuta alle forti piogge di maggio e giugno, che hanno anche
influito sulla stabilità della struttura.
Dopo la perizia di demolizione e lo sgombero delle strutture
crollate, lavori considerati indifferibili e urgenti, è stato già
elaborato un progetto di rifacimento del ponte. L’intervento, che
ammonta a 350 mila euro, sarà finanziato con l’avanzo di
amministrazione. «Anche a seguito alle iniziative assunte sul
territorio ci eravamo impegnati con la presidente Gianna Gancia a
definire un quadro degli interventi entro il mese di luglio che
comprendesse la regolazione del flusso delle acque, la rimozione delle
macerie e il progetto di ricostruzione che è in corso di
approfondimento», ha dichiarato il vicepresidente della Provincia
Giuseppe Rossetto.

CANOVE -
Dopo le polemiche dei giorni scorsi l’Anas ha accelerato i lavori, che
avrebbero dovuto concludersi in ottobre
La 231
riapre tra 10 giorni
Martedì
20 luglio, nella sede del municipio di Govone, si è riunito il tavolo
tecnico convocato per discutere la problematica viaria innescata dalla
chiusura della statale 231 in località Canove di Govone. Alla presenza
del sindaco Giampiero Novara, si sono riuniti gli assessori provinciali
Roberto Russo e Giuseppe Rossetto, Nicola Montesano ed Enrico Piscitelli
dell’Anas, Sergio Bloise dell’Asti-Cuneo spa, il segretario dell’Astra
Cuneo (l’Associazione trasportatori) Guido Rossi insieme agli altri
rappresentanti delle associazioni di categoria.
La novità emersa dall’incontro è arrivata dall’ing. Montesano e
riguarda una decisa accelerazione dei lavori sul cavalcavia di Govone:
inizialmente prevista da Anas a metà ottobre, grazie a uno sforzo
operativo in queste settimane, la riapertura del tratto sopraelevato
avverrà tra una decina di giorni. A fine agosto è previsto il via
libera anche nell’arteria inferiore.

Si risolve così di fatto il problema del passaggio dei mezzi pesanti
nel centro di Canove, che aveva obbligato il primo cittadino a vietare
il transito ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate: una decisione che in
questi 40 giorni ha comportato un danno notevole agli autotrasportatori,
costretti, in assenza di strade alternative (poco praticabili le
deviazioni su Ceresole o San Damiano), a percorrere il tratto
autostradale, caratterizzato da un oneroso pedaggio di 6,20 euro per una
decina di chilometri di percorrenza.
«Il metodo inaugurato con la riunione di oggi dovrà diventare la
prassi operativa per tutti i futuri casi in cui chiusura o deviazioni
per lavori su strade statali o provinciali comportino l’obbligo di
utilizzo del tratto autostradale, così come avvenuto in situazioni
simili nelle vicine province di Asti e Alessandria», commenta l’assessore
ai trasporti Roberto Russo.
«Apprezziamo l’impegno e l’attenzione dimostrati dagli assessori
Russo e Rossetto, che hanno evidenziato il ruolo "di regia"
tra soggetti diversi giocato dalla Provincia di Cuneo», le parole del
segretario Astra Cuneo Guido Rossi. «L’approccio proposto da Roberto
Russo ci convince pienamente, anche se nel caso specifico sarebbe stata
opportuna un’attivazione antecedente alla chiusura del tratto così da
discutere con anticipo, di concerto con tutti i soggetti interessati, le
soluzioni alternative».
Il "caso Govone" apre per la prima volta in provincia di
Cuneo il problema del caro-pedaggi, di cui si è anche largamente
discusso nel tavolo della settimana scorsa. La proposta di Astra,
condivisa dai convenuti, è quella di dimezzare il pedaggio dei mezzi
pesanti sul tratto autostradale Govone-Castagnito per tre anni, in
attesa del completamento della Asti-Cuneo.
«È un obiettivo ambizioso, da raggiungere tutti insieme, attuando
un pressing su Anas e Governo in quanto la tariffe autostradali
sono frutto di convenzioni a seguito di concessioni governative. Una
"politica" che a nostro avviso consentirebbe di deviare quote
importanti di traffico pesante sulle arterie autostradali, limitando i
disagi sulla viabilità ordinaria e nel contempo potrebbe rappresentare
un’opportunità commerciale per la società di gestione della
AstiCuneo », chiosa Guido Rossi.
|