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n.
6 del 9-2-2010
Questa
settimana
scelti per voi... |
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M’illumino di meno
di E.F.
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Asti-Cuneo:
Anas pensa
al ponte sopra il Tanaro
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Un albese da De Filippi
di CHIARA CAVALLERIS
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Finite le
indagini ad Apro
di DIEGO LANZARDO
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Un’Alba nuova in 7 mosse
di M.G.O.
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Il Piano regolatore?
Sarà approvato entro la primavera
di M.G.O.
■
3 milioni risparmiati
di M.G.O.
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Per Verduno
di G.S.
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Trau: il Comune anticipa
la cassa integrazione
di DIEGO LANZARDO
■ Vestebene:
orario ridotto
per poter lavorare tutti
di FRANCO BURDESE
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Movicentro: via libera da Rfi.
Il Comune può utilizzarlo
di
DIEGO LANZARDO
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Una
discoteca nell’ex "Bennet"?
di VALTER MANZONE
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Depuratore: in futuro sarà eliminato
di DIEGO LANZARDO
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Piscina chiusa per un mese
di ENRICO FONTE
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Via libera per i fondi-Acna
di CORRADO OLOCCO
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Cultura e turismo all’Arneis
di ELENA CHIAVERO
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SERVIZI PUBBLICI
- Il Comune lavora per portare le acque nere all’impianto
di Canove di Govone
Depuratore:
in futuro sarà eliminato
di
DIEGO LANZARDO
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Mentre
si stanno concludendo gli interventi sul depuratore comunale di località
La Bassa (circa 700 mila euro), per eliminare rumori e cattivi odori e
migliorare la qualità dell’acqua in uscita, l’Amministrazione
comunale braidese si sta impegnando per realizzare un’idea di cui si
discute da tempo: eliminare l’impianto esistente e collegare il sistema
fognario braidese alla rete dell’Azienda consortile ciclo idrico di
Alba-Langhe-Roero (Acci), convogliando le acque nere fino al depuratore di
Canove di Govone. Una parte del territorio braidese, l’area di Pollenzo,
è già collegata alla rete dell’Azienda consortile ciclo idrico.

Il depuratore di La Bassa da anni è
motivo di protesta per i residenti della zona.
Il progetto di allacciare pure l’area urbana braidese, anche se
richiederà notevoli risorse economiche e tempi lunghi, sembra l’unico
praticabile per risolvere definitivamente il problema. Il depuratore di La
Bassa, ormai vecchio (è stato costruito oltre trent’anni fa, uno dei
primi in provincia) e ora attorniato dalle abitazioni, è causa di
ricorrenti disagi per i residenti della zona e non garantisce la qualità
delle acque. La prospettiva è dunque quella di dover investire in futuro
altre consistenti somme per garantirne la funzionalità. Immediatamente a
valle dell’impianto è presente un’area agricola di pregio per le
coltivazioni orticole caratterizzata dalla presenza di molte serre,
insediamenti produttivi sempre meno conciliabili con lo scarico del
depuratore, dal momento che avviene in un canale a uso irriguo.

L’assessore Luciano Messa.
Il programma della giunta Sibille consiste dunque nell’allacciare la
rete braidese a quella del Consorzio nell’ambito di un piano più ampio
di miglioramento delle reti di scarico delle acque bianche e nere. «Per
portare i reflui di Bra a Canove di Govone», spiega l’assessore ai
lavori pubblici Luciano Messa, «dovrà essere costruito un collettore
fino a Pollenzo e dovrà essere potenziata la rete fino al depuratore
consortile. Nell’ambito del programma di razionalizzazione del sistema
di depurazione dell’area albese-braidese, in accordo con Regione
Piemonte, Provincia di Cuneo e Autorità d’ambito, la Società
intercomunale servizi idrici (Sisi), il braccio operativo dell’Azienda
consortile, ha approvato il progetto preliminare denominato
"Razionalizzazione del sistema di collettamento e depurazione dei
reflui del Comune di Bra e Comuni limitrofi". Come Giunta braidese
nei giorni scorsi abbiamo approvato questo progetto con una delibera».
Dall’analisi dei costi di realizzazione, il collegamento dell’intero
territorio di Bra al depuratore di Canove di Govone richiederebbe somme
inferiori rispetto a ulteriori lavori di adeguamento dell’impianto di La
Bassa o alla costruzione di un nuovo depuratore.
«Ora lavoreremo per reperire le risorse necessarie», conclude l’assessore
Messa, «e vigileremo che gli interventi di potenziamento della rete dell’Azienda
consortile non trascurino l’area braidese. Dovremo poi decidere quale
destinazione dare all’area dell’attuale depuratore. Non ci nascondiamo
che il progetto richiederà molti anni per diventare realtà, ma è la
migliore soluzione al problema».
Diego Lanzardo

CORTEMILIA -
A causa di un guasto (non ancora individuato) all’impianto di
riscaldamento. Riapertura a marzo?
Piscina chiusa per un mese
di
ENRICO FONTE
Brutte
notizie per gli appassionati di nuoto valbormidesi che, almeno fino a fine
febbraio, dovranno rinunciare alle bracciate nella piscina coperta di via
Salino. Lunedì scorso, infatti, l’Associazione nuoto ha imposto la
chiusura della struttura comunale per far fronte a un guasto che, da
alcuni mesi, impedisce il corretto riscaldamento dell’acqua. I primi
campanelli d’allarme erano suonati in autunno, quando nelle due vasche
(una 25 metri e una, per i più piccoli, da venti metri quadrati) la
temperatura dell’acqua aveva sfiorato i 24 gradi, troppo pochi per l’attività
natatoria, soprattutto se si considera che solitamente la temperatura è
intorno ai 28 gradi.
Il sodalizio presieduto da Beppe Cigliuti aveva rimediato effettuando,
ogni quindici giorni, una pulizia straordinaria dello scambiatore di
calore e in un primo momento la soluzione-tampone era risultata efficace. «La
temperatura dell’acqua, anche se con qualche difficoltà, era tornata a
salire», chiarisce il presidente dell’Associazione nuoto e assessore
comunale Beppe Cigliuti, che aggiunge: «Con questi interventi speravamo
di poter garantire il servizio fino alla chiusura estiva».
La situazione, però, è andata via via peggiorando, tanto che l’ultimo
intervento allo scambiatore non ha sortito alcun effetto. Con la
temperatura dell’acqua ferma a 24°, la chiusura è stata inevitabile.

Sottolinea Cigliuti: «Abbiamopreso la decisione a malincuore,
consapevoli che la chiusura arrecherà disagi all’Associazione e ai
circa settecento fruitori della piscina. Mai avremmo voluto sospendere l’attività
in questo periodo. Purtroppo, però, non c’erano alternative». In dieci
anni è il primo guasto "importante" per la piscina comunale
che, secondo un’ipotesi ottimistica, dovrebbe rientrare in funzione all’inizio
di marzo, anche se l’Associazione nuoto si augura di poter anticipare la
riapertura.
Molto, però, dipenderà dall’entità e dalla tipologia del guasto,
che al momento non è ancora stato individuato. Comunque, si può
ipotizzare che nell’impianto sia presente una perdita. Spiega Cigliuti: «Lo
scambiatore, che a detta dei tecnici non era più adeguato, è stato
sostituito, ma il problema permane. Quindi è probabile che la falla sia
nelle tubature, anche perché, ultimamente, la piscina sta richiedendo all’acquedotto
comunale quantitativi di acqua sempre maggiori. Nei prossimi giorni, l’impianto
idrico verrà svuotato per permettere ai tecnici di individuare il guasto».
I gestori approfitteranno della chiusura forzata per effettuare alcuni
interventi già programmati per agosto, tra cui la sostituzione dei teli
delle vasche e la risistemazione delle canaline di scolo. Prosegue
Cigliuti: «A livello economico, avendo già preventivato le opere
ordinarie e potendo contare su alcuni finanziamenti, siamo pronti ad
affrontare quest’intervento».
Gli associati che avevano già sottoscritto abbonamenti o acquistato
ingressi in piscina verranno indennizzati. Assicura il presidente: «Il
Direttivo farà recuperare i servizi e i corsi che, a causa della
chiusura, non si sono potuti svolgere. Proseguiranno invece regolarmente
le attività sportive e atletiche non acquatiche».
Enrico Fonte
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