Il
bel Nicola. Dal pubblico di Uomini e donne – la
trasmissione di Canale 5 condotta da Maria De Filippi – alla "tronista"
Monica il celeberrimo studio di Cinecittà pare affascinato dal carisma
del giovane albese Nicola Foderaro, alla conquista della fama.
L’inchiesta. La televisione, con i suoi reality
e talent show, propone un modello che punta alla notorietà. La tv
dell’apparire ha ormai oscurato la buona trasmissione italiana, ma,
soprattutto, allontana o attrae le nuove e vecchie generazioni?
Pare
abbia convinto tutti. Dal pubblico di Uomini e donne – la
trasmissione di Canale 5 condotta da Maria De Filippi – alla tronista
Monica il celeberrimo studio di Cinecittà pare affascinato dal
carisma dell’albese Nicola Foderaro. Giunto a metà del programma,
quando Monica sembrava voler scegliere un altro concorrente come suo
futuro compagno, Nicola è infatti riuscito a cambiare le sorti della
trasmissione, diventandone uno dei protagonisti, ora rivale in amore del
bell’Emiliano.
Ironia. «Sono stati l’ironia dei miei interventi e lo spirito
ludico con cui ho affrontato le esterne a giocare a mio favore», ci
spiega Nicola, giustificando gli elogi del pubblico parlante in studio. Un
umorismo brillante il suo, notato fin dalle prime puntate dalla
presentatrice, che ha voluto sottolinearlo, interpellando spesso il
ragazzo, fino a chiedergli ripetutamente, divertita, le imitazioni dei
personaggi di Uomini e donne. In una trasmissione che da anni mette
in vetrina begli imbusti sempre attenti al ciuffo fuori posto, dimentichi
dello scopo del programma, quello di conquistare il cuore della tronista,
pare ci sia una novità albese. Ecco che un carattere a tutto tondo,
quello di Nicola, sorprende con allegria e commozione alternati, con una
risata spontanea e una lacrima che sembrano passare lo schermo.

Diversità. Perché Nicola pare tanto diverso dai valletti di Uomini
e donne? «A me Monica piace veramente. La motivazione che mi ha
spinto a partecipare non è stata solo la voglia di giocare, ma l’intenzione
di corteggiarla. Da casa mi ha incuriosito, e ho avuto l’impressione che
nessuno la comprendesse davvero; così sono andato lì per conoscerla»,
racconta Nicola. Poi aggiunge: «Le gerarchie nel programma sono cambiate
quando lei mi ha chiesto che cosa provassi: è stata la svolta. Credo di
averla davvero capita».
Verità. Viene spontaneo chiedere al giovane Nicola se il programma
della De Filippi sia reale o se i corteggiatori recitino una parte: «La
trasmissione è vera e posso assicurare che non c’è alcun copione.
Tuttavia, nulla impedisce a ciascuno di comportarsi come meglio crede, di
essere sincero o meno. Io sono stato me stesso fin dalla prima puntata».
Aspettiamo la scelta quindi, sperando che Monica premi i sentimenti di
Nicola, il quale con un po’ di orgoglio ci rivela: «Persino gli addetti
ai lavori hanno ammesso che è raro vedere un corteggiatore tanto
coinvolto».
Meglio la vita reale o la tv?
Chiara Cavalleris

IL CASO
- Le ipotesi di reato per sei persone vanno
dalla malversazione al falso in bilancio; truffa aggravata per Domenico
Rossetto e Gianni Desana
Finite le
indagini ad Apro
di
DIEGO LANZARDO
L'inchiesta
su presunte violazioni nella gestione di Apro formazione è
giunta al primo punto fermo. Nei giorni scorsi la Procura della
Repubblica di Alba ha notificato le comunicazioni di conclusione delle
indagini preliminari a sei persone.
Ipotesi di reato. Per Domenico Rossetto – fratello dell’ex
sindaco di Alba, Giuseppe, il quale non ha ruoli nella vicenda –,
nella sua veste di allora membro del Consiglio di amministrazione, l’ipotesi
di reato è di truffa aggravata ai danni della Regione; stessa accusa
per l’ex amministratore delegato Gianni Desana, ma su di lui la
Procura ha indagato anche per malversazione.

Foto Severino Marcato.
Secondo gli investigatori, nel 2006 e nel 2007 i due amministratori
avrebbero stipulato contratti non regolari con una società torinese per
la progettazione di corsi di formazione, ottenendone un ingiusto profitto
del valore di 600 mila euro. Desana inoltre avrebbe utilizzato fondi della
società per spese personali – una festa per il compleanno della moglie
e il rifacimento di un bagno di casa sua –; da qui l’ipotesi di reato
di malversazione.
Collegio sindacale. Per Pieruccio Cirio, Gianpaolo Brignolo,
Piergiorgio Reggio e Valter Seitone, componenti del Collegio sindacale
della società, l’ipotesi di reato è falso in bilancio. Gli altri nove
membri dell’allora Consiglio di amministrazione, per i quali si
ipotizzava l’abuso di ufficio, non rientrano nelle comunicazioni di fine
indagine e per loro la vicenda sembra quindi essere conclusa.
Il nuovo Procuratore. La prima a sollevare la questione di presunte
irregolarità nella gestione di Apro formazione era stata proprio Gazzetta
d’Alba, che nel 2007 aveva raccolto le dichiarazioni di un
dipendente della società mista pubblico-privata. L’allora procuratore
capo della Repubblica Luigi Riccomagno aveva aperto un fascicolo, che era
poi passato al suo successore ad interim Luciano Tarditi e infine
al nuovo procuratore capo Domenico Manzione, il quale da circa tre mesi è
alla guida dell’Ufficio giudiziario albese. «Nei giorni scorsi sono
stati notificati gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari»,
spiega Manzione. «Ora le persone hanno tempo per chiedere di essere
sentite o presentare richieste o memorie. Scaduto il termine, venti giorni
dall’invio, l’ufficio deciderà se chiedere il rinvio a giudizio degli
indagati».
Diego Lanzardo
| La
parola agli avvocati
Il
silenzio di Domenico Rossetto e le barricate di Gianni Desana. La
chiusura delle indagini preliminari del caso Apro viene accolta in
maniera differente dai due principali accusati. L’ex
amministratore delegato Desana, attraverso il legale alessandrino
Claudio Simonelli, ha respinto innanzitutto l’accusa di
malversazione relativa alla festa di compleanno della moglie e
alle piastrelle e ai sanitari per rifare il bagno di casa pagati
con i soldi dell’Apro. «Il dottor Desana era creditore di Apro
– spiega l’avvocato Simonelli – e nel saldo gli sono stati
forniti servizi che peraltro ha pagato per intero, non appena gli
sono stati quantificati. Desana ha poi ottenuto quanto dovutogli
da Apro a seguito di una causa civile davanti al Tribunale di Alba».
Per le accuse di truffa aggravata nei confronti della Regione e di
falso in bilancio, Desana produrrà una memoria difensiva al
Pubblico ministero. Domenico Rossetto, componente del Consiglio d’amministrazione,
invece attende di poter visionare la voluminosa massa dei
documenti prima di esporsi. «Si sta estraendo copia degli atti
– commenta l’avvocato Roberto Ponzio, che lo difende insieme
al torinese Alberto Mittone – e prenderemo posizione solo dopo
aver analizzato ogni fatto».
g.o. |