«Dopo l’assestamento iniziale», commenta Federico Dellarossa,
capogruppo del Popolo della libertà, «ora stiamo affilando le armi per
mettere
in difficoltà la giunta Sibille e far emergere tutte le discrepanze tra
quanto hanno promesso e quanto potranno realmente mantenere».
Il centro-destra negli ultimi Consigli ha alzato il tono della polemica
e delle contraddizioni, al punto di far scivolare il centro-sinistra sulla
vicenda del crocifisso.
«Ripartiamo da questi ultimi segnali», rilancia Dellarossa,
rappresentante del partito più votato a Bra nelle elezioni di giugno, «e
con spirito costruttivo daremo battaglia fino in fondo». L’assenza di
Gianni Comoglio nella minoranza non ha pesato solo nell’ordine delle
votazioni, ma anche nell’organizzazione dell’opposizione. Progetto
Bra, che era sempre stato il punto di riferimento, nella sostanza ha
fatto un passo indietro con i restanti consiglieri Ellena e Lacertosa. In
questo modo è emersa la figura del giovane Dellarossa, nipote dell’ex
Sindaco, che guida il gruppo Pdl composto anche dall’assessore
provinciale Russo, dall’ex presidente del consiglio Vuerich e dall’ex
assessore comunale Balestra.
«Finora la mia esperienza personale è stata molto positiva»,
riflette Dellarossa. «Se ho deciso di impegnarmi vuol dire che sentivo un
bisogno, una volontà di mettermi a disposizione dei cittadini. È una
grande esperienza formativa e come minoranza siamo stati molto uniti in
questi mesi. Le elezioni hanno visto un’attenzione fortissima e i
candidati erano tantissimi, ma da quando siamo in Consiglio si è lavorato
sempre insieme con totale unità tra i vari gruppi. Ognuno ha la propria
sensibilità, poi si ragiona collettivamente. Dall’altra parte, invece,
parla solo il Sindaco con rare eccezioni. E ferma restando l’abnegazione
del Sindaco, che è sotto gli occhi di tutti, sono piantati come Giunta:
fanno tanti annunci, ma sono poco concreti».
C'è
soddisfazione nel centro-sinistra per il 2009 chiuso col ritorno sui
banchi della maggioranza in Consiglio comunale e la prospettiva di un 2010
intenso e proficuo.
«Stiamo lavorando bene e con grande unità», spiega Claudio Gallizio,
capogruppo del Partito democratico, «e penso che questo i cittadini l’abbiano
capito. La battaglia elettorale è stata dura, ma ci regala ancora adesso
grande felicità visto che la squadra messa in campo ha stravinto il
ballottaggio». Gallizio, insieme a Giancarlo Balestra (Pdl),
è
uno dei consiglieri "anziani", visto che frequenta l’assemblea
dal 1980.
«E di cose ne ho viste», scherza, «anche relativamente agli
equilibri e al potere. Non solo per l’attuale dieci pari tra maggioranza
e opposizione, dacché in questi anni siamo passati da un proporzionale
puro al maggioritario, dai 30 consiglieri ai 20 attuali, dal potere
esecutivo del Consiglio all’attuale sistema. Io sono molto contento di
poter fare il capogruppo del Pd, che è il partito di maggioranza relativa
con quattro consiglieri, e di fare da chioccia ai nuovi che sono entrati a
luglio».
Il 2010 in ogni caso si preannuncia "bollente" anche per le
elezioni regionali di marzo, ma nel centro-sinistra la speranza è che il
clima resti positivo e di collaborazione. «Mi aspetto che questo fair
play istituzionale prosegua così», commenta Claudio Gallizio, «e
poi ognuno farà le proprie battaglie. Però ci sono documenti in cui si
può trovare l’unità di intenti e mi piace ricordare che le cose
migliori per Bra sono nate dalla costante collaborazione tra maggioranza e
minoranza. Tipo l’ospedale, la tangenziale, l’autostrada. Il muro
contro muro della precedente legislatura non ha fatto del bene e spero
proprio che si mantenga questa cooperazione».
In ogni caso Bra si conferma come laboratorio politico vista l’alleanza
Udc-Pd che ha permesso di eleggere la Sibille sindaco e adesso potrebbe
funzionare in chiave Regione per la Bresso. «Speriamo porti fortuna anche
ai piani superiori», si augura Gallizio, «e già nel passato siamo stati
precursori delle linee politiche viste poi a livello nazionale: un merito
in più per noi».
g.o.

SCUOLE
- Edificio ceduto per costruire una nuova sede delle
superiori in piazza Arpino
L’Itis di
via Mendicità sarà messo in vendita
di
DIEGO LANZARDO
Dell’argomento
si era discusso circa un mese fa nel corso dell’incontro, svoltosi a
Pollenzo, tra l’Amministrazione provinciale e la Giunta comunale
braidese: vendere l’attuale sede dell’istituto tecnico industriale Sobrero
in via Mendicità istruita e costruire un nuovo polo tecnico per le
scuole superiori braidesi. Le due Amministrazioni avevano concordato sulla
validità del progetto, prevedendone la formalizzazione a breve.
Così nei giorni scorsi la Giunta comunale di Bra ha approvato la bozza
del protocollo d’intesa da firmare con la Provincia.
«Il documento prevede la costruzione in piazza Giovanni Arpino di un
edificio in grado di accogliere una o più scuole superiori braidesi»,
dice il sindaco Bruna Sibille. «In futuro si deciderà quali scuole
debbano trasferirsi, in un quadro più ampio di revisione delle varie sedi
scolastiche».

L’edificio ospita l’istituto tecnico
industriale statale "Sobrero".
Il nuovo edificio sorgerà quindi ai margini della nascente piazza
Arpino, su cui si affacciano già la piscina, l’hotel Cavalieri e
la sede della Confartigianato.
Sulla base dell’accordo, la Provincia di Cuneo, proprietaria dell’immobile
di via Mendicità istruita che oggi ospita l’istituto tecnico
industriale Sobrero, venderà il fabbricato e vincolerà la
destinazione dei fondi alla realizzazione del nuovo polo scolastico. Il
documento è stato approvato anche dall’Amministrazione provinciale.
Il Comune da parte sua provvederà a mutare la destinazione urbanistica
dell’edificio di via Mendicità, da immobile destinato a servizi
pubblici a residenziale o per uffici.
La firma ufficiale dell’accordo tra Comune e Provincia avverrà il 13
gennaio.
Il fabbricato, per le sue ampie dimensioni e la posizione centrale,
sembra poter essere appetibile sul mercato immobiliare.
A essere interessata all’acquisto potrebbe essere anche l’associazione
Slow Food. Voci attendibili danno il movimento fondato da Carlo
Petrini intenzionato a partecipare a un’eventuale asta.
La struttura operativa di Slow Food attualmente si trova infatti
frammentata in diversi punti del centro braidese (oltre alla sede storica
di via Mendicità, un altro ufficio nella stessa strada e altri in vicolo
Chiaffrini) con alcuni problemi di natura logistica. L’acquisto di un
grande edificio permetterebbe di accorpare in un solo luogo i vari settori
dell’associazione, consentendo di mantenere l’indirizzo di via
Mendicità istruita, un elemento che ormai è parte del "marchio di
fabbrica" di Slow Food.
Diego Lanzardo