Già
a novembre Roberto Cavallo, presidente della cooperativa albese Erika,
scriveva a Gazzetta a proposito dei nostrani negozi di prossimità
che, «stritolati dalle offerte dei grandi supermercati, chiuderanno nei
prossimi otto mesi» (cinquanta, secondo i suoi dati). Questa settimana,
visto il nostro approfondimento sui centri commerciali delle scorse
settimane, ne riparliamo con lui.
- Da che cosa viene questo interesse, Cavallo?
«Sono presidente di una cooperativa che fornisce consulenze ambientali
a numerosi enti pubblici, anche in ambito europeo. Credo di avere
sufficienti nozioni in materia e termini di paragone anche al di fuori
della nostra realtà. Sono stato assessore all’ambiente e mosso dal
senso morale a dire e fare qualcosa per preservarlo».

- Ha citato l’Europa. Che cosa succede al di là dei confini
italiani in termini ambientali?
«Il movimento ecologista a livello europeo e mondiale ha una
connotazione diversa, è organizzato in modo più organico nell’interesse
dei cittadini. Non parlo di partiti, ma di temi che sono nelle agende
anche delle forze politiche più conservatrici. Parlando di supermercati,
in Francia dove Auchan e Carrefour hanno aperto molto prima,
c’è un vero e proprio cambio di rotta, tant’è che vengono a
insediarsi da noi».
- Quali sono secondo lei i problemi in Italia?
«In Italia non si guarda al futuro, le scelte si fanno con una
tempistica che non va al di là del mandato elettorale e questo
danneggerà non poco i nostri figli. Il secondo difetto è l’abitudine a
lavorare con una procedura puntuale, mentre in tutta l’Unione europea le
valutazioni ambientali sono di tipo strategico. Si ragiona cioè su un
raggio di valutazione molto ampliato; nel caso di aperture di centri
commerciali ad esempio si prendono in esame tutte le dinamiche micro e
macroeconomiche, sociali, culturali, ambientali».

- Parliamo di occupazione. I nuovi centri commerciali la favoriscono?
«Un posto di lavoro in un centro commerciale ne sottrae cinque ai
negozi di quartiere (il dato è riportato da Christian Jacquiau nella
pubblicazione Les coulisse du commerce equitable). Secondo l’Institut
national de la statistique et des études économiques, l’Istat
francese, la diffusione dei super e ipermercati in Francia negli ultimi
venti anni ha fatto sparire 17.800 panetterie, 73.800 salumerie, 4.300
negozi di casalinghi. Perché, poi, nessuno coglie la contraddizione tra
una Regione che finanzia l’insediamento di centri multifunzionali nei
paesi e le amministrazioni locali che autorizzano l’insediamento di
centri commerciali dall’altro? Il negozio di prossimità garantisce un
presidio del pezzo di via su cui si affaccia. Il titolare pulisce il
marciapiede, vi butta il sale in inverno, toglie le foglie d’autunno,
elimina le cartacce buttate dai passanti. Il gestore di un negozio di
prossimità è il primo a volere la sicurezza del quartiere. I negozi di
prossimità rendono vivo un quartiere».
«I clienti raggiungono l’ipermercato con l’auto. Dato uno
spostamento medio di 10 chilometri e un’emissione media di 150 g di CO2
per chilometro per le macchine più moderne e considerando che lo stesso
supermercato per poter sopravvivere deve avere almeno 120.000 visite all’anno
(dato medio gruppo Sma-Auchan), vuol dire che la sua presenza
provoca 180.000 kg di CO2 in più nell’aria. Non dimentichiamo la
cementificazione; per ognuno dei 3.650 metri quadrati di un ipermercato
(superficie media dei 98 ipermercati in Piemonte secondo i dati di Infocommercio)
o dei 16.215 metri quadrati di un centro commerciale (media in Italia,
fonte Nielsen) cene vogliono altrettanti per i parcheggi, cui vanno
sommate le aree di servizio per il carico e scarico e per l’accesso. In
pratica, un ipermercato di 5.000 metri quadrati ne porta via in totale
25.000».
Cristina Borgogno

FINANZE-1 -
Con la riforma Gelmini alcuni ragazzi hanno perso il sostegno. Piazza
Duomo integra con il fondo di riserva
Alla
maestra pensa il Comune
di
ENRICO FONTE
Dove
non arriva lo Stato, ci pensa il Comune. Ad Alba sembra di essere tornati
indietro di quarant’anni, quando a garantire il supporto scolastico agli
alunni disabili non era il Governo, ma l’Amministrazione civica. La
capitale delle Langhe fu tra le prime città italiane a favorire l’inserimento
dei ragazzi portatori di handicap, istituendo, negli anni Settanta, gli
insegnanti comunali di sostegno che, in seguito, vennero sostituiti dai
docenti di sostegno statali.
Fondo di riserva e disabilità. Oggi, però, con la riforma di
Mariastella Gelmini, è tornato a suonare l’allarme sociale, perché
alcuni studenti disabili hanno perso parte del sostegno finora garantito
dallo Stato. Per "tappare i buchi" lasciati dal Governo è scesa
in campo la Giunta guidata da Maurizio Marello, che ha deciso di destinare
parte dei 158 mila euro del fondo di riserva al sostegno delle autonomie
scolastiche e, in modo particolare, degli alunni portatori di handicap.
Spiega la vicesindaco, delegata ai servizi sociali Mariangela Roggero
Domini: «Le Amministrazioni albesi degli ultimi quarant’anni, sia di
centro-destra che di centro-sinistra, hanno sempre riservato grande
attenzione all’inserimento degli alunni disabili. La nostra Giunta ha
voluto dare un nuovo segnale, stanziando, nei mesi scorsi, fondi per
garantire il sostegno dei portatori di handicap. Rimanevano, però, ancora
tre casi "scoperti", che abbiamo deciso di coprire, attingendo
dal fondo di riserva. Alla ripresa delle lezioni, questi alunni potranno
contare sull’impegno di alcuni operatori, provenienti da cooperative
specializzate. I nostri ragazzi, soprattutto quelli con difficoltà,
devono ricevere un adeguato sostegno. Faremo il possibile per evitare che
la scuola perda quei valori di integrazione e solidarietà da sempre
presenti nella nostra società».

La recente manifestazione albese contro la
riforma Gelmini.
Stranieri. Il fondo di riserva favorirà anche l’integrazione dei
giovani stranieri. Aggiunge la Vicesindaco: «Molti ragazzi immigrati, pur
sapendo parlare un buon italiano, non sono in grado di distinguere con
precisione i tanti significati che può assumere una parola. Questo limite
frena il cammino scolastico degli stranieri. Per questo aiuteremo i
ragazzi immigrati nel processo di alfabetizzazione, istituendo, in
collaborazione con il Centro territoriale permanente, delle figure
professionali che fungano da mediatori».
Prevenzione. L’amministrazione Marello si darà da fare anche nel
campo della prevenzione al disagio giovanile. «Fino a oggi, ci siamo
concentrati sul neonato Assessorato alla famiglia; ora, vogliamo fornire
un segnale forte anche per i giovani. Attuare una politica giovanile,
però, non significa per forza operare contro il disagio. Il miglior modo
per prevenire il disagio giovanile è stimolare l’agio. Grazie al fondo
di riserva, un educatore di strada potrà operare a tempo pieno con i
giovani, con il compito di diventare un punto di riferimento», ha infine
dichiarato la Domini.
Ambiente, sport e cultura. L’utilizzo del fondo di riserva
permetterà agli amministratori di piazza Duomo di intervenire a 360 gradi
su talune tematiche. Sottolinea il sindaco Maurizio Marello: «Circa la
metà del budget sarà impiegato per progetti innovativi, tra cui
spicca quello dedicato al rispetto ambientale. Aumenteremo il numero di
isole ecologiche e di cassonetti per la differenziata e, in collaborazione
con il Consorzio per i rifiuti, potenzieremo il compostaggio domestico.
Per quanto concerne la cultura, il fondo di riserva ci consentirà d’integrare
i finanziamenti esistenti. Nel campo dello sport, potremo portare avanti
il Tutor sportivo, progetto rivolto ai giovani e alle scuole».
Enrico Fonte