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Gazzetta d'Alba, n. 1 del 5 gennaio 2010

n. 1 del 5-1-2010
Questa settimana
scelti per voi...

Ottimismo da saldi
di CRISTINA BORGOGNO

Ad Alba, tutti pazzi per gli sconti
Le stime negative non valgono nell’isola
che vuol essere felice

di CRISTINA BORGOGNO

Se il negozio non c’è più
di CRISTINA BORGOGNO

Alla maestra pensa il Comune
di
ENRICO FONTE

Ultimo dell’anno all’Avis
di SEVERINO MARCATO

Antonio e i suoi 23 agenti
di ALESSIO BOTTIGLIERO

Al primo posto mettiamo la vita
di ADRIANA RICCOMAGNO e 
BRUNO MURIALDO

Cosmetici dannosi. Attenti al marchio!
di C.D.P.

Cresce l’utile della Ferrero
di G.S.

I bimbi nati tra il vecchio e il nuovo anno

Doc e Docg: novità in arrivo
di GIANCARLO MONTALDO

Aria: 110 giorni inquinati
di VALTER MANZONE

Dellarossa: «Daremo battaglia
fino in fondo»

di G.O.

Gallizio: «Le cose migliori 
sono nate dalla collaborazione»

di G.O.

L’Itis di via Mendicità sarà
messo in vendita

di DIEGO LANZARDO

Il 118 sarà più efficiente
di FABIO GALLINA

Chiuso per frana
di ROBERTA BERTERO

 


 

COMMERCIO-3 - Secondo Roberto Cavallo, della cooperativa Erika, nei prossimi otto mesi chiuderanno cinquanta attività commerciali

Se il negozio non c’è più

di CRISTINA BORGOGNO
  

 

Già a novembre Roberto Cavallo, presidente della cooperativa albese Erika, scriveva a Gazzetta a proposito dei nostrani negozi di prossimità che, «stritolati dalle offerte dei grandi supermercati, chiuderanno nei prossimi otto mesi» (cinquanta, secondo i suoi dati). Questa settimana, visto il nostro approfondimento sui centri commerciali delle scorse settimane, ne riparliamo con lui.

  • Da che cosa viene questo interesse, Cavallo?

«Sono presidente di una cooperativa che fornisce consulenze ambientali a numerosi enti pubblici, anche in ambito europeo. Credo di avere sufficienti nozioni in materia e termini di paragone anche al di fuori della nostra realtà. Sono stato assessore all’ambiente e mosso dal senso morale a dire e fare qualcosa per preservarlo».

  • Ha citato l’Europa. Che cosa succede al di là dei confini italiani in termini ambientali?

«Il movimento ecologista a livello europeo e mondiale ha una connotazione diversa, è organizzato in modo più organico nell’interesse dei cittadini. Non parlo di partiti, ma di temi che sono nelle agende anche delle forze politiche più conservatrici. Parlando di supermercati, in Francia dove Auchan e Carrefour hanno aperto molto prima, c’è un vero e proprio cambio di rotta, tant’è che vengono a insediarsi da noi».

  • Quali sono secondo lei i problemi in Italia?

«In Italia non si guarda al futuro, le scelte si fanno con una tempistica che non va al di là del mandato elettorale e questo danneggerà non poco i nostri figli. Il secondo difetto è l’abitudine a lavorare con una procedura puntuale, mentre in tutta l’Unione europea le valutazioni ambientali sono di tipo strategico. Si ragiona cioè su un raggio di valutazione molto ampliato; nel caso di aperture di centri commerciali ad esempio si prendono in esame tutte le dinamiche micro e macroeconomiche, sociali, culturali, ambientali».

  • Parliamo di occupazione. I nuovi centri commerciali la favoriscono?

«Un posto di lavoro in un centro commerciale ne sottrae cinque ai negozi di quartiere (il dato è riportato da Christian Jacquiau nella pubblicazione Les coulisse du commerce equitable). Secondo l’Institut national de la statistique et des études économiques, l’Istat francese, la diffusione dei super e ipermercati in Francia negli ultimi venti anni ha fatto sparire 17.800 panetterie, 73.800 salumerie, 4.300 negozi di casalinghi. Perché, poi, nessuno coglie la contraddizione tra una Regione che finanzia l’insediamento di centri multifunzionali nei paesi e le amministrazioni locali che autorizzano l’insediamento di centri commerciali dall’altro? Il negozio di prossimità garantisce un presidio del pezzo di via su cui si affaccia. Il titolare pulisce il marciapiede, vi butta il sale in inverno, toglie le foglie d’autunno, elimina le cartacce buttate dai passanti. Il gestore di un negozio di prossimità è il primo a volere la sicurezza del quartiere. I negozi di prossimità rendono vivo un quartiere».

  • L’ipermercato inquina?

«I clienti raggiungono l’ipermercato con l’auto. Dato uno spostamento medio di 10 chilometri e un’emissione media di 150 g di CO2 per chilometro per le macchine più moderne e considerando che lo stesso supermercato per poter sopravvivere deve avere almeno 120.000 visite all’anno (dato medio gruppo Sma-Auchan), vuol dire che la sua presenza provoca 180.000 kg di CO2 in più nell’aria. Non dimentichiamo la cementificazione; per ognuno dei 3.650 metri quadrati di un ipermercato (superficie media dei 98 ipermercati in Piemonte secondo i dati di Infocommercio) o dei 16.215 metri quadrati di un centro commerciale (media in Italia, fonte Nielsen) cene vogliono altrettanti per i parcheggi, cui vanno sommate le aree di servizio per il carico e scarico e per l’accesso. In pratica, un ipermercato di 5.000 metri quadrati ne porta via in totale 25.000».

Cristina Borgogno


      

  
FINANZE-1 - Con la riforma Gelmini alcuni ragazzi hanno perso il sostegno. Piazza Duomo integra con il fondo di riserva

Alla maestra pensa il Comune

di ENRICO FONTE
   

Dove non arriva lo Stato, ci pensa il Comune. Ad Alba sembra di essere tornati indietro di quarant’anni, quando a garantire il supporto scolastico agli alunni disabili non era il Governo, ma l’Amministrazione civica. La capitale delle Langhe fu tra le prime città italiane a favorire l’inserimento dei ragazzi portatori di handicap, istituendo, negli anni Settanta, gli insegnanti comunali di sostegno che, in seguito, vennero sostituiti dai docenti di sostegno statali.

Fondo di riserva e disabilità. Oggi, però, con la riforma di Mariastella Gelmini, è tornato a suonare l’allarme sociale, perché alcuni studenti disabili hanno perso parte del sostegno finora garantito dallo Stato. Per "tappare i buchi" lasciati dal Governo è scesa in campo la Giunta guidata da Maurizio Marello, che ha deciso di destinare parte dei 158 mila euro del fondo di riserva al sostegno delle autonomie scolastiche e, in modo particolare, degli alunni portatori di handicap. Spiega la vicesindaco, delegata ai servizi sociali Mariangela Roggero Domini: «Le Amministrazioni albesi degli ultimi quarant’anni, sia di centro-destra che di centro-sinistra, hanno sempre riservato grande attenzione all’inserimento degli alunni disabili. La nostra Giunta ha voluto dare un nuovo segnale, stanziando, nei mesi scorsi, fondi per garantire il sostegno dei portatori di handicap. Rimanevano, però, ancora tre casi "scoperti", che abbiamo deciso di coprire, attingendo dal fondo di riserva. Alla ripresa delle lezioni, questi alunni potranno contare sull’impegno di alcuni operatori, provenienti da cooperative specializzate. I nostri ragazzi, soprattutto quelli con difficoltà, devono ricevere un adeguato sostegno. Faremo il possibile per evitare che la scuola perda quei valori di integrazione e solidarietà da sempre presenti nella nostra società».

La recente manifestazione albese contro la riforma Gelmini.
La recente manifestazione albese contro la riforma Gelmini.

Stranieri. Il fondo di riserva favorirà anche l’integrazione dei giovani stranieri. Aggiunge la Vicesindaco: «Molti ragazzi immigrati, pur sapendo parlare un buon italiano, non sono in grado di distinguere con precisione i tanti significati che può assumere una parola. Questo limite frena il cammino scolastico degli stranieri. Per questo aiuteremo i ragazzi immigrati nel processo di alfabetizzazione, istituendo, in collaborazione con il Centro territoriale permanente, delle figure professionali che fungano da mediatori».

Prevenzione. L’amministrazione Marello si darà da fare anche nel campo della prevenzione al disagio giovanile. «Fino a oggi, ci siamo concentrati sul neonato Assessorato alla famiglia; ora, vogliamo fornire un segnale forte anche per i giovani. Attuare una politica giovanile, però, non significa per forza operare contro il disagio. Il miglior modo per prevenire il disagio giovanile è stimolare l’agio. Grazie al fondo di riserva, un educatore di strada potrà operare a tempo pieno con i giovani, con il compito di diventare un punto di riferimento», ha infine dichiarato la Domini.

Ambiente, sport e cultura. L’utilizzo del fondo di riserva permetterà agli amministratori di piazza Duomo di intervenire a 360 gradi su talune tematiche. Sottolinea il sindaco Maurizio Marello: «Circa la metà del budget sarà impiegato per progetti innovativi, tra cui spicca quello dedicato al rispetto ambientale. Aumenteremo il numero di isole ecologiche e di cassonetti per la differenziata e, in collaborazione con il Consorzio per i rifiuti, potenzieremo il compostaggio domestico. Per quanto concerne la cultura, il fondo di riserva ci consentirà d’integrare i finanziamenti esistenti. Nel campo dello sport, potremo portare avanti il Tutor sportivo, progetto rivolto ai giovani e alle scuole».

Enrico Fonte