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Gazzetta d'Alba, n. 40 del 27 ottobre 2009

n. 40 del 27-10-20098
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La crisi non è finita
di A.R.

31 mila piemontesi in cassa integrazione
di AGD

Primi segnali di ripresa
di M.G.O.

 


 

ECONOMIA-1 - OCCUPAZIONE-1 - La parola ai sindacati

La crisi non è finita

di A.R.
 

 

Anna Trovò. Il Segretario nazionale Fim-Cisl: «Rileviamo ancora il massiccio utilizzo della cassa integrazione e abbiamo una grande preoccupazione per i lavoratori delle aziende in cui è stata utilizzata in misura elevata».

Angela Migliasso. L’Assessore regionale al lavoro ha inviato al ministro Maurizio Sacconi una lettera per sollecitare lo stanziamento urgente da parte del Governo di ulteriori risorse per affrontare l’emergenza occupazionale.
  

Giovedì 15 ottobre Federmeccanica, Fim e Uilm (non Fiom) hanno firmato l’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. La riunione del Direttivo dei metalmeccanici Fim-Cisl della provincia di Cuneo, svoltasi a Castellar, venerdì 23 ottobre, è stata occasione per Gazzetta d’Alba per incontrare Anna Trovò, segretario nazionale del sindacato, che ha preso parte alla contrattazione, e per porle alcune domande.

Segretario, come giudica il contratto in questo frangente di crisi?

«Giudico positivamente l’accordo che abbiamo definito il 15 ottobre e che viene in questi giorni illustrato nelle aziende a tutti i lavoratori attraverso una campagna di assemblee, perché è un accordo che consente di garantire il rinnovo del contratto prima della sua scadenza, di avere una tutela reale del salario e introduce normative migliorative rispetto a quelle preesistenti, nonché alcuni strumenti che si riveleranno sicuramente utili per migliorare la tutela dei lavoratori. Penso all’ente bilaterale, all’allargamento della contrattazione di secondo livello attraverso una modalità guidata anche per la piccola e piccolissima impresa».

Nelle ultime settimane sembra si possano riscontrare miglioramenti nella situazione di crisi economica: è un’impressione che corrisponde alla realtà?

«Sono segnali molto timidi dal nostro osservatorio. Rileviamo ancora il massiccio utilizzo della cassa integrazione ordinaria e straordinaria e abbiamo una grande preoccupazione per le attività e i lavoratori delle aziende in cui la cassa integrazione ordinaria è stata utilizzata in misura molto elevata nell’ultimo anno: in molti casi siamo vicini al tetto delle 52 settimane. I segnali positivi che abbiamo riscontrato fanno riferimento alla punta più bassa raggiunta quest’anno, rispetto al trend, ma sono ancora molto insoddisfacenti e non sufficienti per farci dire che si è aperta una fase diversa».

È più difficile per una donna ricoprire un ruolo come il suo?

«Ci sono ostacoli e complicazioni aggiuntive, specie per chi, come me, non rinuncia ad avere una famiglia e dei figli e deve quindi conciliare questo lavoro impegnativo e complicato con responsabilità personali che sono a tutti immaginabili».

a.r.
    

OCCUPAZIONE-2

La situazione non è migliorata affatto

Tiziana Mascarello, segretario provinciale cuneese Fim-Cisl, è concorde con Trovò per quanto riguarda la crisi: «Attualmente in Provincia di Cuneo la situazione è statica. Abbiamo nel fossanese un’azienda che sta per chiudere l’attività, la Cas. Per quanto riguarda l’albese e il braidese, rileviamo ancora per Rolfo una situazione di cassa integrazione ordinaria, tranne che per il reparto degli isotermici, dove continua a esserci lavoro: questa, che già non era una situazione allarmante, continua a non esserlo tuttora; Fimet si avvale ancora della cassa integrazione in deroga, che è stata prorogata. La cassa integrazione continua, inoltre, anche per Roero meccanica e Merlo. Qualche segnale positivo di utilizzo meno forte in questo senso arriva dalla Michelin di Fossano, e dalla Alstom di Savigliano, dove ci sono stati rientri dalla cassa straordinaria per rispondere ad alcune commesse, fatto che non rappresenta una soluzione rispetto all’impasse dell’azienda, ma consente di tirare un po’ il fiato sul salario dei lavoratori».

a.r.


      

  
OCCUPAZIONE-3 - Ma il Governo assegna al Piemonte 60 milioni su 200, mentre in Lombardia ne arrivano 250

31 mila piemontesi in cassa integrazione

di ADG.
   

Continua a crescere il ricorso alla cassa integrazione in Piemonte e dal Governo non arrivano i fondi. L’assessore regionale al welfare e lavoro Angela Migliasso esprime preoccupazione e sconcerto e annuncia di aver inviato al ministro Maurizio Sacconi una lettera per sollecitare lo stanziamento urgente da parte del Governo di ulteriori risorse per affrontare l’emergenza occupazionale. A fronte di un fabbisogno stimato per tutto il 2009 in circa 200 milioni, l’Esecutivo fino a oggi ne ha assegnati sessanta. Ma quello che sconcerta l’Assessore è il fatto scoperto «per caso su Internet» che il Governo ha deliberato, il 15 settembre, 250 milioni solo per la vicina Lombardia. Mentre il precedente stanziamento era stato elargito con un’unica delibera per tutte le regioni italiane.

Piemonte. «La Regione ha fatto la sua parte», sottolinea Migliasso, «impegnando 100 milioni del Fondo sociale europeo e 15 del bilancio per concretizzare l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga, stanziando ulteriori 22,5 milioni per sostenere i lavoratori in situazioni di difficoltà, approvando una delibera per anticipare la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori coinvolti da fallimento o chiusura di azienda. Ora tocca al Governo provvedere a emanare le disposizioni per l’erogazione a tutte le Regioni degli ulteriori finanziamenti per la cassa integrazione in deroga».

460 per cento. I dati della Regione evidenziano che la cassa straordinaria registra un’impennata da luglio e che nel solo terzo trimestre 2009 si contano circa 17 milioni di ore autorizzate con un aumento interannuale del 460 per cento, a indicare come i problemi congiunturali si stanno tramutando in difficoltà di ordine strutturale per un numero crescente di imprese. A fine settembre si stimano in 31 mila i lavoratori interessati. Le ore medie autorizzate per occupato nei primi nove mesi del 2009 sono 235, la punta massima a livello nazionale, rispetto alle 142 della Lombardia e alle 72 di Veneto ed Emilia-Romagna, con una media nazionale di 115.

Le piccole imprese. Il ricorso alla cassa integrazione in deroga, che con l’accordo Regione-Inps-parti sociali del 27 maggio è stato esteso a tutti i settori e tipologie d’impresa, registra un’impressionante accelerazione delle domande: tra gennaio e settembre ne sono pervenute 6.200 circa, che interessano 3.086 imprese, in gran parte artigiane, e che coinvolgono oltre 20.000 lavoratori con un impegno di spesa che a preventivo si attesta a metà settembre a circa 150 milioni.

agd