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Esempio albese.
Mercoledì 14 ottobre il settore Protezione civile del Comune ha accolto
una delegazione di esperti nella gestione delle emergenze e funzionari di
uffici governativi provenienti da tutto il mondo.
Alluvione del 1994. Gli esperti del Centro
internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del
lavoro si sono confrontati con un esempio concreto d’emergenza, l’alluvione
del 1994, e con i provvedimenti adottati.
Alba,
un esempio nella gestione delle emergenze. Mercoledì 14 ottobre il
settore Protezione civile del Comune ha accolto una delegazione di esperti
nella gestione delle emergenze e funzionari di uffici governativi
provenienti da tutto il mondo: Belize, Cambogia, Fiji, Gabon, India,
Kenya, Nigeria, Pakistan, Stati Uniti, Panama, Filippine, Santa Lucia,
Tanzania, Thailandia, Uganda. I tecnici stanno frequentando un corso al
Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale
del lavoro presso l’Agenzia delle Nazioni unite di Torino. L’appuntamento,
cui ha partecipato l’assessore ai lavori pubblici e alla Protezione
civile Paolo Minuto, ha permesso agli esperti di confrontarsi con un
esempio concreto di situazione d’emergenza, l’alluvione del 1994, e
con i provvedimenti adottati per limitare i rischi.
Laura Campigotto, responsabile del settore Protezione civile di
Alba, ne ha illustrato l’organizzazione, ha mostrato un video con le
immagini dell’alluvione e ha infine descritto l’attività di
prevenzione svolta dal Dipartimento. Sergio Sordo, che si è occupato
della progettazione delle opere di difesa, si è concentrato sugli aspetti
più tecnici, relativi alla costruzione degli argini. Gli ospiti stranieri
hanno manifestato il loro interesse, ponendo numerose domande e hanno poi
visitato due tratti delle opere di difesa fluviale – ad Alba, vicino
alla centrale termica Alba Power e alla Mondo a Gallo di
Grinzane Cavour –, dove sono stati accompagnati anche da Fulvio
Fogliacco, responsabile del territorio per l’Agenzia interregionale per
il Po (Aipo).

I commenti. «Le alluvioni da noi, in Pakistan, sono diventate più
frequenti a causa dei cambiamenti climatici e sono pericolose, perché in
certi casi le abitazioni e i terreni agricoli si trovano vicino al fiume:
per questo mi ha interessato il tema della "compensazione" dello
sviluppo con la natura», dice Ishaq Mohmand, direttore della
gestione delle emergenze della German technical cooperation.
Dominique Kuitsouc, direttore dell’United nations
international strategy for disaster reduction, ha spiegato: «La
Protezione civile è ben organizzata in Gabon, il problema è la carenza
di fondi».

«È stato molto interessante conoscere questa esperienza. Da noi è
molto forte l’integrazione fra i Ministeri: agricoltura, salute,
alimentazione e Protezione civile», ha commentato Edgar Senga,
dell’Ufficio del primo ministro della Tanzania.
Njoki Mungai dell’Unisdr Africa, proveniente dal Kenya, ha
detto: «È stata una mattinata ricca d’informazioni. Purtroppo, quando
da noi accadono eventi come le alluvioni, ci sono molte perdite. Il
problema fondamentale è la carenza di fondi».

Nel fotoservizio gli esperti albesi e i
visitatori internazionali dell’Agenzia
delle Nazioni unite ad Alba la scorsa settimana. Fotografie di Severino
Marcato.
La canadese Sarah Whitfield, consulente dell’Unifem Pacific,
che opera nelle Fiji, ha spiegato: «Ho trovato interessante l’interazione
fra pubblico e privato in eventi catastrofici. Mi ha colpita inoltre l’esempio
della Ferrero, che ha ripreso a lavorare in pochi giorni dopo l’alluvione
grazie agli sforzi dei propri dipendenti. Il contesto è logicamente
diverso, ma risulta molto utile confrontarsi con altre realtà e vedere
esempi come questo».
Alice Vozza, organizzatrice del corso: «Negli anni scorsi avevamo
organizzato incontri a Torino, presso la sede della Protezione civile, ma
devo ammettere che non avevo riscontrato un simile entusiasmo da parte dei
partecipanti».
a.r.

TRASPORTI - LA DENUNCIA
- Pendolari e disagi
Qualcuno salvi
i treni
di
M.V.
La
difesa di Costa. Il 14 ottobre, grazie alla voce del difensore del
cittadino, l’ex presidente cuneese Raffaele Costa, i problemi dei
viaggiatori sono giunti all’orecchio del ministro dei trasporti Altero
Matteoli e di Marco Zanichelli, presidente di Trenitalia.
Accuratezza
del servizio e comodità non sembrano essere i termini più consueti con
cui la gente allude al servizio ferroviario erogato da Trenitalia.
Tendenza comune, ma mai considerata dall’alto. Poi, il 14 ottobre, la
svolta: grazie alla voce del difensore del cittadino Raffaele Costa, ex
presidente della Granda da sempre sensibile al tema viabilità, i disagi
di pendolari e viaggiatori giungono all’orecchio dei vertici
istituzionali, il ministro dei trasporti Altero Matteoli e Marco
Zanichelli, presidente di Trenitalia.
Risposte. Il prologo è l’appello che studenti, lavoratori e
pendolari rivolgono a Costa: i treni della linea fra Cuneo e Torino sono
sporchi, sovraffollati, immancabilmente in ritardo. Le carrozze
insufficienti e le porte – anche quelle dei servizi igienici – spesso
rimangono chiuse. Situazione intollerabile, soprattutto per l’habitué.
Carta e penna alla mano, Costa stende e invia una missiva di sollecito a
Matteoli, che a sua volta comunica a Zanichelli. Non tarda la risposta: il
Presidente di Trenitalia, a difesa della compagnia, cita le
rilevazioni dei sistemi informativi sulla circolazione ferroviaria,
secondo le quali «nel primo semestre dell’anno il livello di
puntualità registrato sulla linea Torino-Cuneo è stato dell’88 per
cento, nel senso che i ritardi sono stati contenuti in pochi minuti,
nonostante le forti precipitazioni nevose dei primi due mesi dell’anno».
Inoltre, «nello stesso periodo la percentuale dei posti occupati
risultava pari al 40 per cento di quelli disponibili».
Risultati e no. La discrasia fra le rilevazioni di Zanichelli e l’esperienza
degli utenti sembra evidente. Spiega Costa: «Le giustificazioni addotte
dal Ministero e daTrenitalia si riferiscono alle fasce orarie della
giornata in cui i treni sono meno affollati. Tuttavia, per esperienza
personale posso affermare che nelle ore comprese fra le sette e le nove
del mattino e fra le cinque e le sette di sera la situazione della linea
è davvero problematica. Sul fronte dei ritardi e del sovraffollamento non
sono state ancora messe in atto misure concrete, ma un significativo passo
in avanti si è verificato sul fronte dell’igiene: le Ferrovie hanno
bandito, su tutto il territorio nazionale, le gare d’appalto per l’affidamento
del servizio. Un’operazione che garantirà, tra l’altro, prestazione e
qualità erogate facili da esaminare e da sanzionare in caso di risultati
inadeguati». Costa conclude riferendosi alle testimonianze, anche
fotografiche, pervenutegli di recente: «Mi impegnerò in questa
battaglia, sperando di raggiungere gli obiettivi in un periodo di tempo
accettabile».
m.v.
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