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Gazzetta d'Alba, n. 39 del 20 ottobre 2009

n. 39 del 20-10-20098
Questa settimana
scelti per voi...

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di CORRADO OLOCCO

La cassa della Granda piange
di G.A.

Tanaro, rischio sotto controllo
di A.R.

Qualcuno salvi i treni
di M.V.

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di GIANCARLO MONTALDO

Costa si rivolge al Prefetto
di ROBERTO SAVOIARDO

Lavori 2010: al centro l’edilizia scolastica
di DIEGO LANZARDO

«Serve una scuola media unica»
di VALTER MANZONE

L’unione dei borghi più belli
di SILVANA FENOCCHIO

I Comuni dell’unità d’Italia
includono anche Dogliani

di MIRANDA CIRAVEGNA

Marello si tiene i suoi consiglieri
di M.G.O.

Ma Pdl e Lega nord non ci stanno
di M.G.O.

Il sesso della trifola
di A.R.

La differenziata piace
di BRUNA BONINO

Televisione. Il passaggio
al digitale "spegne" un’epoca

di GIULIO SEGINO

 


 

EMERGENZA - Protezione civile in primo piano

Tanaro, rischio sotto controllo

di A.R.
 

 

Esempio albese. Mercoledì 14 ottobre il settore Protezione civile del Comune ha accolto una delegazione di esperti nella gestione delle emergenze e funzionari di uffici governativi provenienti da tutto il mondo.

Alluvione del 1994. Gli esperti del Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro si sono confrontati con un esempio concreto d’emergenza, l’alluvione del 1994, e con i provvedimenti adottati.
  

Alba, un esempio nella gestione delle emergenze. Mercoledì 14 ottobre il settore Protezione civile del Comune ha accolto una delegazione di esperti nella gestione delle emergenze e funzionari di uffici governativi provenienti da tutto il mondo: Belize, Cambogia, Fiji, Gabon, India, Kenya, Nigeria, Pakistan, Stati Uniti, Panama, Filippine, Santa Lucia, Tanzania, Thailandia, Uganda. I tecnici stanno frequentando un corso al Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro presso l’Agenzia delle Nazioni unite di Torino. L’appuntamento, cui ha partecipato l’assessore ai lavori pubblici e alla Protezione civile Paolo Minuto, ha permesso agli esperti di confrontarsi con un esempio concreto di situazione d’emergenza, l’alluvione del 1994, e con i provvedimenti adottati per limitare i rischi.

Laura Campigotto, responsabile del settore Protezione civile di Alba, ne ha illustrato l’organizzazione, ha mostrato un video con le immagini dell’alluvione e ha infine descritto l’attività di prevenzione svolta dal Dipartimento. Sergio Sordo, che si è occupato della progettazione delle opere di difesa, si è concentrato sugli aspetti più tecnici, relativi alla costruzione degli argini. Gli ospiti stranieri hanno manifestato il loro interesse, ponendo numerose domande e hanno poi visitato due tratti delle opere di difesa fluviale – ad Alba, vicino alla centrale termica Alba Power e alla Mondo a Gallo di Grinzane Cavour –, dove sono stati accompagnati anche da Fulvio Fogliacco, responsabile del territorio per l’Agenzia interregionale per il Po (Aipo).

I commenti. «Le alluvioni da noi, in Pakistan, sono diventate più frequenti a causa dei cambiamenti climatici e sono pericolose, perché in certi casi le abitazioni e i terreni agricoli si trovano vicino al fiume: per questo mi ha interessato il tema della "compensazione" dello sviluppo con la natura», dice Ishaq Mohmand, direttore della gestione delle emergenze della German technical cooperation.

Dominique Kuitsouc, direttore dell’United nations international strategy for disaster reduction, ha spiegato: «La Protezione civile è ben organizzata in Gabon, il problema è la carenza di fondi».

«È stato molto interessante conoscere questa esperienza. Da noi è molto forte l’integrazione fra i Ministeri: agricoltura, salute, alimentazione e Protezione civile», ha commentato Edgar Senga, dell’Ufficio del primo ministro della Tanzania.

Njoki Mungai dell’Unisdr Africa, proveniente dal Kenya, ha detto: «È stata una mattinata ricca d’informazioni. Purtroppo, quando da noi accadono eventi come le alluvioni, ci sono molte perdite. Il problema fondamentale è la carenza di fondi».


Nel fotoservizio gli esperti albesi e i visitatori internazionali dell’Agenzia
delle Nazioni unite ad Alba la scorsa settimana. Fotografie di Severino Marcato
.

La canadese Sarah Whitfield, consulente dell’Unifem Pacific, che opera nelle Fiji, ha spiegato: «Ho trovato interessante l’interazione fra pubblico e privato in eventi catastrofici. Mi ha colpita inoltre l’esempio della Ferrero, che ha ripreso a lavorare in pochi giorni dopo l’alluvione grazie agli sforzi dei propri dipendenti. Il contesto è logicamente diverso, ma risulta molto utile confrontarsi con altre realtà e vedere esempi come questo».

Alice Vozza, organizzatrice del corso: «Negli anni scorsi avevamo organizzato incontri a Torino, presso la sede della Protezione civile, ma devo ammettere che non avevo riscontrato un simile entusiasmo da parte dei partecipanti». 

a.r.


      

  
TRASPORTI - LA DENUNCIA - Pendolari e disagi

Qualcuno salvi i treni

di M.V.
  

La difesa di Costa. Il 14 ottobre, grazie alla voce del difensore del cittadino, l’ex presidente cuneese Raffaele Costa, i problemi dei viaggiatori sono giunti all’orecchio del ministro dei trasporti Altero Matteoli e di Marco Zanichelli, presidente di Trenitalia.
  

Accuratezza del servizio e comodità non sembrano essere i termini più consueti con cui la gente allude al servizio ferroviario erogato da Trenitalia. Tendenza comune, ma mai considerata dall’alto. Poi, il 14 ottobre, la svolta: grazie alla voce del difensore del cittadino Raffaele Costa, ex presidente della Granda da sempre sensibile al tema viabilità, i disagi di pendolari e viaggiatori giungono all’orecchio dei vertici istituzionali, il ministro dei trasporti Altero Matteoli e Marco Zanichelli, presidente di Trenitalia.

Risposte. Il prologo è l’appello che studenti, lavoratori e pendolari rivolgono a Costa: i treni della linea fra Cuneo e Torino sono sporchi, sovraffollati, immancabilmente in ritardo. Le carrozze insufficienti e le porte – anche quelle dei servizi igienici – spesso rimangono chiuse. Situazione intollerabile, soprattutto per l’habitué. Carta e penna alla mano, Costa stende e invia una missiva di sollecito a Matteoli, che a sua volta comunica a Zanichelli. Non tarda la risposta: il Presidente di Trenitalia, a difesa della compagnia, cita le rilevazioni dei sistemi informativi sulla circolazione ferroviaria, secondo le quali «nel primo semestre dell’anno il livello di puntualità registrato sulla linea Torino-Cuneo è stato dell’88 per cento, nel senso che i ritardi sono stati contenuti in pochi minuti, nonostante le forti precipitazioni nevose dei primi due mesi dell’anno». Inoltre, «nello stesso periodo la percentuale dei posti occupati risultava pari al 40 per cento di quelli disponibili».

Risultati e no. La discrasia fra le rilevazioni di Zanichelli e l’esperienza degli utenti sembra evidente. Spiega Costa: «Le giustificazioni addotte dal Ministero e daTrenitalia si riferiscono alle fasce orarie della giornata in cui i treni sono meno affollati. Tuttavia, per esperienza personale posso affermare che nelle ore comprese fra le sette e le nove del mattino e fra le cinque e le sette di sera la situazione della linea è davvero problematica. Sul fronte dei ritardi e del sovraffollamento non sono state ancora messe in atto misure concrete, ma un significativo passo in avanti si è verificato sul fronte dell’igiene: le Ferrovie hanno bandito, su tutto il territorio nazionale, le gare d’appalto per l’affidamento del servizio. Un’operazione che garantirà, tra l’altro, prestazione e qualità erogate facili da esaminare e da sanzionare in caso di risultati inadeguati». Costa conclude riferendosi alle testimonianze, anche fotografiche, pervenutegli di recente: «Mi impegnerò in questa battaglia, sperando di raggiungere gli obiettivi in un periodo di tempo accettabile».

m.v.