| |
|
È
la prima azienda al mondo per la propria ottima reputazione, ma l’estero
non regala solo soddisfazioni alla Ferrero. Dopo aver vinto un’importante
causa in Cina un anno fa per concorrenza sleale sui Ferrero Rocher,
l’azienda combatte una nuova battaglia giudiziaria per un suo prodotto.
Questa volta per il Raffaello, la pralina bianca di wafer al cocco
assai diffusa e apprezzata in Europa centrale e orientale, e contro un’azienda
russa accusata di aver imitato e contraffatto il prodotto sul mercato ex
sovietico.
La Ferrero aveva lanciato Raffaello in Russia nel 1995,
ma un concorrente locale – la società Landrin – nel 2007 ha
iniziato a produrre e commercializzare (anche in Ucraina, Lettonia,
Lituania e Georgia) una pralina del tutto identica denominandola Waferatto.
Ne è subito seguita una controversia giudiziaria che, dopo alterne
vicende, ha visto, il 14 aprile scorso, la Corte suprema d’arbitrato
russa decidere in favore della Ferrero, bloccando in tal modo l’imitazione.
Sembrava che la vicenda fosse chiusa in modo definitivo, quando un
altro tribunale moscovita, con sentenza del 2 giugno scorso, ha dato
ragione a Landrin, che, con un’altra azione legale, aveva
addirittura contestato la validità in Russia del marchio originale Raffaello
della Ferrero e ottenuto così la sua cancellazione. Il
controricorso ha portato il gruppo dolciario di Alba a presentare la
propria istanza contro l’ultima sentenza presso la Corte di appello di
Mosca. La sentenza, prevista in un primo tempo per il 24 agosto, è
slittata al pomeriggio di lunedì 31. La Ferrero spera di poter
ottenere ragione e così bloccare un’azione sleale in un mercato che
vede gli albesi leader e pronti a investire ancora.
A Vladimir, città a 150 km ad est di Mosca, è stato appena ultimato
un nuovo stabilimento di 40 ettari di superficie che dovrebbe entrare in
funzione a ottobre e impiegare 500 persone dopo un investimento da 150
milioni di euro. Anche per questo la Ferrero spera di poter vincere
la propria battaglia giudiziaria.
Gianluca Oddenino

GIOVANI
Volontario in Croce rossa:
esperienza indimenticabile
di A.R.
Simone,
17 anni, di Alba, frequenta l’Istituto superiore per geometri: «C’era
già mio fratello nei pionieri quando sono entrato tre anni fa, mi diceva
che si facevano attività interessanti e che era un ambiente divertente. A
me piace soprattutto andare nei centri anziani: ho anche fatto il corso di
quattro giorni per diventare operatore Asa, attività socio-assistenziali».

Matteo, 18 anni, di Alba, frequenta il Liceo scientifico: «Ho
scoperto l’esistenza dei pionieri tramite una conoscente che è nella
sezione femminile Cri; sono entrato a 14 anni. L’anno scorso a Borgo San
Dalmazzo ho frequentato il campo interprovinciale Cuneo-Torino per
diventare operatore tecnico del settore emergenze: è stato molto utile
perché anche eventi come la Fiera del tartufo di Alba che richiamano
migliaia di persone possono essere considerati dal punto di vista della
gestione come delle emergenze».
Annalisa, 18 anni, di Alba, frequenta lo Scientifico: «Sono
entrata nei pionieri da due anni; mia mamma è infermiera volontaria e mi
ha parlato di questa possibilità. L’anno scorso ho fatto il corso per
diventare operatore delle attività socio-assistenziali e infatti l’attività
che mi piace di più è quella nei centri anziani».
Valentina, 21 anni, di Guarene: «Mio padre è volontario del
soccorso e io sono entrata da quattro anni nei pionieri. Come
specializzazione, ho fatto il corso di attività per i giovani perché mi
piace lavorare con i bambini e i ragazzi, e anche di truccatore per le
simulazioni di emergenze. Mi piace molto anche l’attività nei centri
anziani perché c’è la possibilità di dare a loro e al contempo
ricevere».
Enrico, 21 anni, di Alba: «Sono entrato nei pionieri da 5 anni, e
ho fatto il corso per avere l’allegato A, per andare sulle ambulanze, e
quello per usare il defibrillatore semiautomatico. Anche mia sorella è
entrata in Cri: è un bell’ambiente e ci divertiamo molto».
A.R.

GIOVANI -
In partenza un corso per la componente più giovane della Cri che si
occupa anche dei centri anziani
Ragazzi,
diventate pionieri
di A.R.
Partirà
a metà settembre il corso per diventare pioniere della Croce rossa
italiana. La componente è nata ad Alba nel 2004 e raggruppa, a oggi, 58
ragazzi dai 14 ai 25 anni; numerose le attività che vedono impegnati i
pionieri, a partire da quelle nei centri anziani, oltre al centralino
presso la sede Cri, l’assistenza a feste e manifestazioni sportive. Da
qualche mese i pionieri si occupano anche del servizio "Pronto
farmaco": dalle 20 del venerdì alle 6 del lunedì telefonando in
sede si può richiedere che i pionieri vadano in farmacia e acquistino i
farmaci di cui si ha bisogno, per poi consegnarli a domicilio; per questo
servizio, i pionieri utilizzano i due scooter che hanno in dotazione.
«Il
corso per diventare pioniere Cri è articolato in 25 lezioni, che si
terranno il lunedì e il giovedì dalle 18.30 alle 20.30 presso la sede
Cri. Gli argomenti trattati nel corso sono la storia della Croce rossa,
Protezione civile, attività per i giovani, attività socioassistenziali,
primo soccorso. Dopo un anno nella componente, si possono scegliere vari
campi di specializzazione», spiega l’ispettore dei pionieri del
Comitato locale della Croce rossa italiana, Danilo Bonada. I due
viceispettori sono Domenico Vecchio e Fabio Giordano.

Il gruppo dei pionieri albesi, pronti a
entrare in azione.
«Per poter fare anche il servizio di
emergenza 118, bisogna aver compiuto 18 anni e frequentare altre 20 ore di
corso per conseguire l’attestato regionale, l’allegato A. Un secondo
corso insegna a utilizzare il defibrillatore semiautomatico», dice Bonada.
I pioneri portano avanti la campagna
nazionale "Abc", in collaborazione con il Ministero della
salute, per combattere le malattie sessualmente trasmissibili: quattro ore
del corso per diventare pioniere sono dedicate a questo tema.
«Mi è
sempre piaciuta molto questa componente, che ha sempre funzionato e
continua ad avere grande successo: hanno aderito molti giovani e per noi
è importante perché è il vivaio per i futuri volontari del soccorso. I
giovani hanno la possibilità di svolgere attività di volontariato
indispensabili per il territorio», spiega Ivana Brignolo Miroglio,
presidente del Comitato locale. «Il merito di questo successo va a chi se
ne occupa: solo un responsabile di gruppo molto motivato e con forte
carisma e presa sui ragazzi può portare avanti così bene la componente e
creare un gruppo compatto».
Per informazioni sul corso telefonare in
sede al numero 0173-44.17.44 oppure scrivere un’e-mail all’indirizzo
pionieri.cn@tiscali.it.
A.R.
|