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Gazzetta d'Alba, n. 27 del 7 luglio 2009

n.27 del 7-7-20098
Questa settimana
scelti per voi...

Quando i conti non tornano
di MARIA GRAZIA OLIVERO

La radiografia si farà a casa
di A.R.

Rx "mobili" dalle Molinette ad Alba
di A.R.

162 aziende senza Adsl
di MATTEO VIBERTI

Nessun servizio lungo la 231, 
ma le bollette da pagare continuano
ad arrivare puntuali
di MATTEO VIBERTI

Secondo Telecom i contratti alla connessione non consentono investimenti
di MATTEO VIBERTI

Canali irrigui in secca
di A.C. e GIULIO SEGINO

Degiacomi: «Diamo più valore
alle energie locali»

di PAOLO RASTELLI

Fiera del tartufo
 Tre mesi densi di appuntamenti

di PAOLO RASTELLI

La "Regine" chiuderà
di DIEGO LANZARDO

Segnali di ripresa alla "Rolfo"
di ADRIANA RICCOMAGNO

Il Comune paga gli espropri
e poi fa causa all'impresa
di DIEGO LANZARDO

Sarà il "Castello del tartufo"
di LIVIO OGGERO

Docup: avanti adagio...
di VALERIA PELLE

Nasce la collina degli elfi
di ROBERTA VERTERO

Picchioni - Un nuovo premio
letterario del Piemonte

di ALESSANDRO CASSINELLI

Saldi, guerra tra negozi
di CRISTINA BORGOGNO

Una svendita da tre miliardi e mezzo
di C.B.

Mons. Rossano, il fine teologo
legato alla sua terra e alle sue radici

di RAOUL MOLINARI

Immigrazione: continua la demagogia
di DON VALENTINO

 

 


  PIAZZA DUOMO

Quando i conti non tornano

di MARIA GRAZIA OLIVERO
 

 

I lavori avviati sui corsi Piave ed Enotria andranno senz’altro avanti, come le manutenzioni delle scuole previste per l’estate (e l’idea di completare il plesso della Moretta con una nuova media), ma la rotatoria di via padre Girotti e forse gli interventi sul castello di Grinzane potrebbero essere soggetti a uno stop. Non si tratta d’invertire la rotta a ogni cambio di Amministrazione, ma di frenare cantieri non strettamente indispensabili.

  • Che accade?

Gazzetta ha dedicato l’apertura del giornale, il 16 giugno, al problema. Ma i politici, presi dalla campagna elettorale, preferirono glissare. Ora siamo al dunque. Accade che il Comune potrebbe sforare il Patto di stabilità di 2 milioni e mezzo-tre milioni di euro. Ma che significa in concreto? Lo chiediamo al sindaco Maurizio Marello: «Nel tentativo di contenere il debito, il Governo ha fissato tetti di spesa per gli enti pubblici. Il Comune non può far uscire più di quanto sia entrato, anche se i fondi sono a disposizione. Non vi è logica in questa decisione, pure perché si tratta di spese per investimenti, cioè necessarie. Ed è indubbio che il Patto sia un cappio che pesa sui municipi, senza distinzione tra virtuosi e meno, tanto che l’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha denunciato in una riunione torinese a cui ho partecipato la scorsa settimana che l’80 per cento dei sindaci si trova a fronteggiare questa situazione».

Soldi in cassa, dunque, nessun buco di bilancio, ma i cantieri non possono partire o proseguire a meno di violare il Patto di stabilità e incorrere in sanzioni. Perché non si è corsi prima ai ripari? Marello: «L’Amministrazione ha sempre cercato di non sforare e fino al 2008 c’è riuscita. La situazione aggiornata al 20 maggio, però, diceva che lo sfondamento era già di 200 mila euro e al 23 giugno si è toccata quota 750 mila. Di questo passo, se non interverremo, si arriverà ai tre milioni».

  • Che ha fatto Rossetto?

«L’Amministrazione uscente ha fatto partire ingenti spese nel 2009. Si tratta di un’eredità pesante, che ci pone di fronte a varie ipotesi: bloccare i cantieri, una strada che non intendo imboccare; non farsi problemi e sforare, affrontando le sanzioni; cercare una via d’uscita a livello politico, tramite l’Anci e la Regione; valutare le strade per rientrare nel Patto. Non mi aspettavo una situazione così complessa e un comportamento tanto disinvolto. Pare peraltro che dal decreto anticrisi potrebbero arrivare provvedimenti per far ripartire i cantieri nel Paese, in modo da aiutare l’occupazione. Spero che questa soluzione ci venga incontro. Nel frattempo, stiamo riflettendo al da farsi, senza frenare i progetti. Il 24 giugno è stato chiuso il bando per individuare i progettisti del terzo ponte sul Tanaro e della viabilità a esso collegata, un’opera da 21 milioni: sono state depositate 18 domande. A breve sarà nominata la Commissione – che sarà composta da tecnici anche esterni e da professionisti del Politecnico di Torino – chiamata a individuare lo studio migliore. Entro ottobre si assegnerà la progettazione».

Maria Grazia Olivero
  

Un patto scellerato

È indubbio che il Patto di stabilità sia un cappio che pesa sui municipi, senza distinzione tra virtuosi e meno, tanto che l’Anci ha denunciato in una riunione torinese a cui ho partecipato la scorsa settimana che l’80 per cento dei sindaci si trova a fronteggiare questa situazione.

L’Amministrazione uscente ha fatto partire ingenti spese nel 2009. Si tratta di un’eredità pesante, che ci pone di fronte a varie ipotesi: bloccare i cantieri; non farsi problemi e sforare, affrontando le sanzioni; cercare una via d’uscita a livello politico, tramite l’Anci e la Regione; valutare le strade per rientrare nel Patto.

Maurizio Marello
sindaco di Alba


      

  
SALUTE
- Terza età

La radiografia si farà a casa

di A.R.
  

Avvio. Sono state realizzate le prime quattro radiografie del Servizio sperimentale di radiologia domiciliare attivato dall’Asl Cn2 Alba-Bra in alcune case di riposo – Ottolenghi di Alba e La pineta di Cerretto – e all’ospedale di Cherasco.

Esito. Il computer portatile montato su un mezzo attrezzato dell’Asl è in rete con il Servizio di radiodiagnostica del San Lazzaro. Il referto può essere così consegnato sul momento dal tecnico al paziente a casa o al suo medico.
  

Mercoledì primo luglio sono state realizzate le prime quattro radiografie del Servizio sperimentale di radiologia domiciliare attivato dall’Asl Cn2 Alba-Bra in alcune case di riposo dell’albese. Ne parliamo con il direttore Valter Boffa.


Nelle immagini lo staff delle Molinette al lavoro a Torino e ad Alba,
presso l’Ottolenghi, mercoledì scorso.

  • Dottor Boffa, com’è nato il progetto?

«L’idea è partita dalle Molinette di Torino, dove Marco Grosso – con l’attuale direttore sanitario Ottavio Davini – ha lanciato il progetto a livello di volontariato. Alle Molinette il servizio è coordinato da Teresa Cammarota. A Torino si sono accorti della "processione" di barelle con anziani trasportati in ospedale per radiografie anche banali, come quelle al torace o a un’estremità ossea: hanno dunque pensato di portare da loro l’attrezzatura e attivato il servizio su base volontaria. La Regione ha apprezzato l’idea, attivando circa un anno fa un progetto che ora intende sperimentare anche su una Azienda sanitaria periferica: nessuna al pari della nostra, così grande e non eccessivamente lontana da Torino, poteva rispondere meglio. La sperimentazione è partita e fra un anno la Regione opererà valutazioni di tipo economico e sociale: è evidente il valore aggiunto di un servizio che consente di non spostare malati in difficoltà, ma penso si potranno riscontrare anche benefìci economici».

  • Chi può usufruire del nuovo servizio?

«La diagnostica domiciliare dev’essere pensata come alternativa al servizio ospedaliero soltanto per gli esami per i quali la tecnologia portatile sia in grado di garantire adeguati livelli qualitativi e di sicurezza e per quelli in cui le condizioni cliniche della persona rendano meno gravoso l’esame a domicilio. I vantaggi sono di tipo sociale, relazionale ed economico: a volte il trasporto di malati "complessi" costa più della prestazione, sottraendo mezzi e strutture ad attività urgenti. E pensiamo anche alle giornate lavorative perse dai familiari».

  • Come funzionerà il servizio nell’Asl di Alba-Bra?

«L’apparecchiatura digitale consente che il tecnico possa vedere le immagini appena tornato sull’automobile, dopo aver fatto la radiografia; il computer portatile è in rete con il Servizio di radiodiagnostica del San Lazzaro, che s’impegna a refertare immediatamente le radiografie. Il referto può essere così consegnato sul momento dal tecnico al paziente o al suo medico. Il salto di qualità consiste nella possibilità di trasmettere immagini e informazioni in rete, grazie all’impegno del Centro elaborazione dati e della Direzione sanitaria dell’Asl Cn2. Al momento sono state individuate alcune sedi di case di riposo nelle quali i pazienti vengono seguiti e controllati. Partiremo con l’ospedale di Cherasco, la residenza La pineta di Cerretto Langhe (dove sono già state eseguite le prime radiografie) e la casa di riposo Ottolenghi di Alba. Pensiamo che il progetto possa venire esteso all’assistenza domiciliare, in collaborazione con i medici di base».

  • Esistono servizi simili?

«Con l’ospedale di Canale già oggi si fanno viaggiare le immagini e le informazioni piuttosto che i pazienti. Il sistema è analogo a quello legato alla radiologia domiciliare, ma si tratta di una sede fissa. Se si riuscirà a offrire servizi, selezionando i casi, si potranno davvero trarre importanti benefìci».

a.r.


   

IL CASO
Rx "mobili" dalle Molinette ad Alba

I due tecnici che effettuano il mercoledì il servizio di radiologia domiciliare presso l’Asl di Alba-Bra e l’automobile attrezzata appartengono alle Molinette di Torino, capofila del progetto. Marco Grosso, tecnico sanitario di radiologia medica del nosocomio torinese, è stato fra gli ideatori.

  • Grosso, da dove ha mutuato l’idea?

«Quattro anni fa ho appreso dell’esperienza di Messina: un gruppo di tecnici e radiologi ha fondato un’associazione per svolgere gratuitamente il servizio a domicilio, fuori dall’orario di lavoro. Quando sono tornato a Torino ho cercato di capire se fosse possibile imitare l’esperienza. È partito un iter lungo e complesso, coadiuvato dalla Regione. Nel 2007 è stato reclutato il personale: hanno aderito all’iniziativa 30 tecnici di radiologia e una decina di medici radiologi, con i quali è partita la sperimentazione».

  • Quali sono i requisiti richiesti?

«La Regione richiede che la qualità delle radiografie sia identica a quella raggiunta in ospedale e che i costi siano gli stessi. A un anno dall’inizio della sperimentazione abbiamo verificato che la prestazione costa un terzo».

  • Come funziona il servizio a Torino?

«Da un anno un campione di pazienti del servizio di ospedalizzazione a domicilio ha la possibilità di eseguire a casa anche talune – non tutte – radiografie».

  • Che cosa prevede per Alba?

«La sperimentazione partirà con le case di riposo, ma sarà estesa ai medici di base. Il servizio partirà ad Alba perché si tratta di un’Asl con un’unica radiologia e non troppi medici. In questa sperimentazione testeremo anche le zone nelle quali è possibile trasmettere efficacemente le immagini: l’apparecchiatura funziona con una scheda analoga alla Sim, che risente dell’orografia del territorio. Ci prepariamo, inoltre, per la Val di Susa».

  • Quali sono i costi?

«L’investimento iniziale è molto basso, per un totale di circa 40.000 euro fra attrezzatura e mezzo. Anche il costo di gestione del servizio è poco rilevante: la benzina, la trasmissione delle immagini con la Telecom, con cui abbiamo un accordo molto conveniente».

a.r.