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Gazzetta d'Alba, n. 24 del 16 giugno 2009

n.24 del 16-6-2009
Questa settimana
scelti per voi...

Un patto che strozza
di ALESSANDRO CASSINELLI

Se metti i ragazzi nel parco

Rotonda in piazza Spreitenbach
di VALTER MANZONE

Bene i lavori, pochi i soldi
di VALTER MANZONE

Cambiamento in Municipio
di MIRANDA CIRAVEGNA

Un testimone d’eccezione al premio
Terre del Barolo

di LIVIO OGGERO

Centrale a biomasse: partita riaperta

Bella festa, ma per pochi
di GIANCARLO MONTALDO

Quando il somaro fa storia
di D.S.

Vivere bene, mangiando
di A.R.

La raffinata ironia, la schiettezza,
l'eleganza di Teobaldo Cappellano

di RAOUL MOLINARI

Alba al ballotaggio
di GIULIO PARUSSO

Stroppiana:«Marello avrà il premio
di maggioranza. Distinguo voti validi
e voti di lista»

di M.G.O.

Sfida Catellengo-Marello
di MARIA GRAZIA OLIVERO

La Bianco segna il passo
di ADRIANA RICCOMAGNO

 


 

SALUTE - INIZIATIVA - Alimentazione

Vivere bene, mangiando

di A.R.
 

 

Pollenzo. L’Azienda regionale per i servizi sanitari (Aress) ha dato il via al progetto – frutto della collaborazione con l’Asl Cn2 Alba-Bra e l’Agenzia di Pollenzo – di costituire un Parco della salute per promuovere una nuova cultura alimentare

Obesità. Il 7,7% dei bambini piemontesi di 8 e 9 anni, il 7,4% degli undicenni, il 2,42% dei tredicenni e il 2,11 dei quindicenni è obeso. La percentuale cresce con l’età adulta, raggiungendo il 10% tra i 18 e i 69 anni.
  

Parco della salute e dell’alimentazione: l’alimentazione come determinante della salute: è il titolo del convegno svoltosi a Pollenzo la scorsa settimana. L’Azienda regionale per i servizi sanitari (Aress) ha così dato il via al progetto – frutto della collaborazione con l’Asl Cn2 Alba-Bra e l’Agenzia di Pollenzo – di costituire un Parco della salute per promuovere una nuova cultura alimentare, consapevole delle ricadute del cibo.

Oms. Le stime dell’Organizzazione mondiale della salute relative al 2005 indicano che più di un miliardo di persone nel mondo sono in sovrappeso. In Europa il sovrappeso colpisce dal 30 all’80% degli adulti. In assenza d’interventi efficaci, l’Oms prevede che l’obesità interesserà entro il 2010 ben 150 milioni di adulti e 15 milioni di bambini del vecchio continente. L’aumento dell’obesità infantile è un dato ancora più allarmante. In Europa è 10 volte maggiore rispetto agli anni Settanta e ciò aggrava la sfida sanitaria per la prossima generazione.

Sovrappeso e obesità sono responsabili di circa l’80% dei casi di diabete di tipo 2, del 35% delle cardiopatie ischemiche e del 55% della malattia ipertensiva tra gli adulti, causando ogni anno oltre 1 milione di morti e un numero elevato di anni di vita trascorsi in cattive condizioni di salute. L’obesità e le patologie a essa correlate influenzano anche lo sviluppo economico e sociale poiché aumentano i costi dell’assistenza sanitaria (oltre il 6% delle spese in ciascun Paese europeo), riducendo la produttività e il reddito.

Il direttore generale dell’Asl Cn2 Alba-Bra Giovanni Monchiero: «L’Azienda sanitaria Cn2 ha una responsabilità in più, ma ne siamo onorati. Il territorio è peraltro percepito a livello internazionale come luogo di attenzione all’alimentazione e l’Agenzia di Pollenzo e l’Università del gusto hanno consolidato l’immagine. Il messaggio che deve passare è: si può vivere in salute, mangiando bene, l’alimentazione sana è cioè compatibile con un’alimentazione buona».

Nessun messaggio negativo o penalizzante, dunque, ma informazione. Ne parliamo con il direttore dell’Aress, Oscar Bertetto.

  • Che cos’è il Parco della salute, dottor Bertetto?

«Intendiamo creare a Pollenzo un punto di riferimento per la discussione sui temi dell’alimentazione e della salute. Oggi sono presenti rappresentanti del Ministero ed esperti a livello regionale e nazionale per trattare in particolare dell’ambito collettivo e scolastico, legato all’alimentazione. In futuro affronteremo le tematiche del rapporto tra stili alimentari e salute: l’alimentazione nelle patologie, quindi la prevenzione primaria, le mense degli ospedali e delle residenze per anziani. L’ultimo incontro verterà sulla promozione dei prodotti locali: filiera corta e "chilometri zero"».

  • Perché creare il parco?

«Finora in Piemonte sono state numerose le iniziative dedicate a questi argomenti, ma scoordinate fra di loro; ora siamo chiamati a costruire sinergie, facendo in modo che la scuola non sia separata dalla sanità e dagli altri operatori. Non è un caso se come sede del coordinamento a livello regionale è stata definita l’Asl del territorio di Alba e Bra, dove l’attenzione ai temi dell’alimentazione assume un ruolo particolare».

a.r.


      

   
GENTE DI CASA NOSTRA

La raffinata ironia, la schiettezza,
l’eleganza di Teobaldo Cappellano

di RAOUL MOLINARI
   

Nella mia famiglia, sia da parte di mio padre che di mia madre, nelle nostre riunioni, spesso affiorava un’amara nostalgia per la terra d’Africa, quel certo mal d’Africa che fa tanto letteratura. Alcuni miei zii, infatti, con le loro famiglie, dal 1936 al 1944, avevano vissuto e condotto attività ad Asmara. In quella terra di colonia si erano ben integrati con quelle popolazioni a cui, con le loro aziende, davano lavoro e calore umano.

Un mio zio collaborava con la Concessionaria Fiat, gestita da Giovanni Tagliero, che veniva da Castino, e mia zia, ottima musicista, era nota e molto ricercata per tenere concerti nei migliori teatri di quella terra. Nei loro ricordi emergeva un grande rimpianto per quanto avevano costruito e dovuto lasciare in mano agli inglesi, che avevano fatto scempio dell’impegno italiano in opere pubbliche, smantellando, ad esempio, la teleferica Massaua-Asmara, opera ciclopica considerata la più lunga del mondo. La stessa struttura della Concessionaria Fiat, opera dell’architetto astigiano Petazzi, ancor oggi viene considerata non solo un’opera ardita, ma un esempio di alta architettura italiana del Novecento.

Teobaldo Cappellano.All’Asmara si parlava piemontese e, tra le famiglie di coloni eccellenti, emergeva quella di Teobaldo Cappellano, già nota in Italia per aver inventato, alla fine dell’Ottocento, il Barolo chinato. Il padre, Francesco Augusto, nativo di Serralunga d’Alba, era andato in Africa nel 1936 e, pur essendo enologo e geometra, si adattò a fare il camionista, ma, grazie alla sua intraprendenza e inventiva, creò, in poco tempo, un’azienda vinicola tanto particolare nelle produzioni da affermarsi bene e in breve tempo. Il geniale imprenditore importava uva passita dallo Yemen e la trasformava in diverse tipologie di vini a cui dava il nome di vitigni italiani.

Il figlio Teobaldo, recentemente scomparso, pur avendo in Serralunga un’avviata azienda d’eccellenza, sentiva forte, e ne parlava sovente, il mal d’Africa. Proprio là, ad Asmara, era nato il 1° luglio 1944 e là era rimasto fino al 1970, nonostante l’Eritrea non fosse più nostra colonia. Là aveva vissuto una gioventù spensierata e, grazie al suo carattere estroverso e improntato a grande umanità, aveva coltivato amicizie profonde e respirato quei profumi e quegli aromi che sprigionavano dalla terra e dall’attività della famiglia. Compatibilmente con l’attività aziendale, vi ritornava ogni volta che gli era possibile, fermandovisi per lunghi periodi di vacanza.

Teobaldo, Baldo per conoscenti e amici, ad alcuni mesi dalla sua dipartita, ci manca molto per i suoi scritti su Gazzetta, le sue provocazioni sul mondo del vino e sulle varie ra-pine del paesaggio con capannoni e costruzioni incongrue. Ci mancano il suo viso sereno e solare, il suo parlare diretto, privo di ipocrisie e ricco di una raffinata ironia all’inglese: i suoi interventi erano appassionati, competenti, mai fuori dalle righe, anche se non erano privi di momenti accalorati. Sapeva condurre l’azienda con quell’eleganza e quel gusto che sono innati nella borghesia nostrana e dare un’impronta di cultura non solo materiale a ogni attività della sua azienda.

Questo suo stile lo trasferì anche nell’impegno pubblico quando, nel 1984, fu chiamato a presiedere l’Enoteca regionale del Barolo. Fu sua l’idea di dedicare la selezione del Barolo a una personalità dell’arte, della cultura, dello spettacolo, della finanza; la prima personalità chiamata a tenere a battesimo il Barolo ’81 è stata la colta e raffinata Enza Sampò originaria delle colline del Barolo.

Baldo Cappellano ricoprì la carica di presidente per una decina d’anni e, proprio in quel periodo, ebbi la fortuna di essere suo collega per la zona del Moscato. Avevamo molte occasioni di incontro e ci trovavamo in sintonia nel complesso pianeta del vino. Facevamo entrambi parte di quei contestatori che la maggioranza considerava rompiscatole come anche Bartolo Mascarello e la di lui figlia Maria Teresa, Giuseppe Rinaldi detto Citrico e ben pochi altri.

Le voci come quella di Baldo si stanno, purtroppo, diradando e le belle colline del Barolo, uniche al mondo, patrimonio dell’umanità, rischiano di assumere le sembianze di Hollywood, di Disneyland o, peggio, di trasformarsi in enormi cubature di cemento per ospitare aziende megagalattiche.

Raoul Molinari