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Il tema.
Lo Stato ha impostato, con il taglio del numero di insegnanti e ausiliari,
una politica che porterà a un sistema didattico inadeguato. Lo sostiene
il Coordinamento genitori, che chiede quale ruolo avrà il Comune.
Question time. Ai sei in corsa per la
successione a Giuseppe Rossetto è stato chiesto quale importanza daranno
all’istruzione e quali iniziative sosterranno a livello nazionale, nell’ambito
dell’Associazione dei Comuni.
Sostegno. Ivana Miroglio: «L’Amministrazione
ha difeso il tempo pieno anche in passato». Castellengo: «Lo sviluppo
economico si basa soprattutto sugli investimenti nelle risorse umane».
Magara: «La scuola va sostenuta a ogni livello».
Priorità. Asteggiano: «Troveremo il modo
per pagare insegnanti e personale». E mentre Cervella insiste sulla
necessità di «pari opportunità» per tutti, Marello pone in evidenza l’edilizia
scolastica e annuncia un Assessorato alla famiglia.
Un
confronto utile per gli elettori albesi, tanto che in molti si sono
chiesti perché non applicare lo stesso principio ad altri incontri: i
candidati si confrontino avendo a disposizione pari tempo e condizioni per
rispondere su domande poste dal pubblico o da un moderatore. Mercoledì
scorso, nel palazzo delle mostre e dei congressi in piazza Medford, la
formula è stata usata per l’incontro dedicato al tema: Il Governo
taglia sulla scuola. E il Comune? Il ruolo del Comune nella scuola senza
mezzi. La questione era (ed è) come Alba si impegnerà ad assorbire i
forti tagli che coinvolgeranno la scuola dal prossimo anno scolastico.
Il coordinamento genitori e la scuola albese. La presidente del
Comitato genitori di Alba – «professoressa e genitrice» –, Patrizia
Scanu, ha detto che i progetti del Governo sono i tagli al personale della
scuola che coinvolgeranno 87 mila docenti e oltre 44 mila ausiliari: «Negli
ultimi dieci anni le spese per la scuola si sono ridotte del 70 per cento.
È vero che gli stipendi del personale incidono, anche se dell’80 per
cento e non del 97 come ha sostenuto il Governo, ma a scuola non si
producono rubinetti, si produce qualcosa di impalpabile e prezioso come il
sapere». La Scanu ha ribadito l’inadeguatezza del «sistema didattico»
del maestro unico e concentrato l’intervento sulla scuola albese e le
sue necessità: «Serve cura per le strutture scolastiche e conoscenza del
sistema. Alba ha un’organizzazione particolare: il 97% dei genitori ha
ribadito la richiesta del tempo pieno o prolungato, ottenendo come esito
dei tagli un tempo pieno senza compresenze per il prossimo anno scolastico».
L’intervento del Comune per sostenere le lacune lasciate dai tagli è «una
questione politica, che abbiamo portato in un Consiglio aperto a novembre».
Tra problemi di sicurezza, qualità del servizio, cura dei disabili, non
ultimo è quello delle «risorse per il funzionamento delle scuole: le
spese per le supplenze, gli esami, la Tarsu, le ore aggiuntive, fino alle
più piccole necessità: carta igienica o sapone o carta per fotocopie
sono spese che incidono sulle scuole lasciate sole a dovervi provvedere,
tanto che alcuni dirigenti scolastici si sono autodenunciati per falso in
bilancio (è successo in Lombardia a fine aprile, nda)».

Da sinistra: Giovanni Asteggiano, Ivana
Miroglio, Carlo Castellengo, Olindo Cervella, Olinto Magara e Maurizio
Marello nel corso dell’incontro, moderato dal direttore di
"Gazzetta" Antonio Rizzolo
(sotto - foto
Severino Marcato)
Tre domande per i candidati. La serata, moderata dal direttore di Gazzetta
d’Alba don Antonio Rizzolo, ha seguito uno schema rigoroso: tre
domande per i candidati a sindaco, che hanno avuto ognuno tre minuti per
rispondere. La prima riguardava l’importanza della scuola nel programma
dell’Amministrazione albese e cosa farà il futuro Sindaco per
difenderla, anche a livello nazionale, nell’ambito dell’Associazione
nazionale dei Comuni. È poi stato chiesto se l’Amministrazione avrebbe
continuato a sostenere il tempo pieno, anche pagando docenti e personale,
e quali capi di spesa si sarebbero potuti sacrificare per ottenere lo
scopo.
Le risposte. Giovanni Asteggiano, direttore del servizio di
neurologia dell’Azienda sanitaria, ha sottolineato che nella sua squadra
«saranno molti gli insegnanti e i formatori presenti. È importante
conoscere il problema: un aspetto fondamentale, al quale dedicheremo cura,
è quello dei bambini disabili o che hanno bisogno di insegnanti di
sostegno, che continueremo in ogni modo ad appoggiare. La nostra
amministrazione troverà il modo per pagare insegnanti e personale, che
sono per noi una priorità».
Ivana Brignolo Miroglio, assessore della giunta Rossetto, ha portato la
propria esperienza: «La nostra Amministrazione ha sempre sostenuto la
scuola, difendendo il tempo pieno già all’epoca in cui la riforma
Moratti intendeva ridurlo. E così pure interverremmo nel sostenere il
personale necessario, dov’è possibile, come con gli insegnanti di
sostegno». E ha ridimensionato la portata dei tagli, almeno per il
momento: «Il prossimo anno scolastico, in realtà, non porterà ancora
grandi disagi, se non dove c’è mai stato il tempo pieno, ma il tempo
prolungato».

Carlo Castellengo, assessore dell’Amministrazione uscente, ha
ricordato gli investimenti del Comune nella scuola come «fondamentale per
la creazione di capitale umano. Lo sviluppo economico si basa soprattutto
sugli investimenti nelle risorse umane. Porteremo avanti il sostegno alla
scuola. In questi anni altre battaglie sono state condotte per la scuola,
come l’ottenimento di una sezione meccanotronica dell’Ittis o la
difesa dell’Istituto enologico». Sui tagli, Castellengo ha precisato: «Non
se ne conosce l’entità, dunque non possiamo fare previsioni. Alba sarà
in grado di assorbire, senza trascurare altri punti di spesa, tagli che
incidessero del 5-10 per cento sul bilancio comunale».
Olindo Cervella, insistendo sulla necessità di «pari opportunità per
tutti», ha dichiarato la priorità della spesa per la scuola, «anche
trovando i fondi rinunciando a notti bianche e fiere. Sosterremo la
scuola, difendendo anche quelle eccellenze locali, come l’Enologica, che
rischia di essere travolta dalle riforme».
Olinto Magara ha sostenuto: «Compito della politica è trovare le
risorse ma ancora di più impiegarle bene, evitando gli sprechi che il
caso Grinzane ha messo in luce. Più dei grandi eventi, i fondi per
la crescita culturale andrebbero impiegati nella formazione e nell’istruzione.
E la scuola va sostenuta a ogni livello, dall’infanzia agli istituti
superiori».
Maurizio Marello ha ricordato la centralità della scuola nel programma
e i danni della "riforma": «Mette in discussione le aree di
eccellenza della scuola locale, come il tempo pieno. Una delle priorità,
ad Alba, è l’edilizia scolastica, per cui bisognerà lavorare insieme a
Provincia e Regione considerando che i fondi saranno minori e andranno
investiti meglio. Fondamentali sono le risorse umane, che ci impegniamo a
sostenere: la scuola forma le menti prima ancora che la ricchezza
materiale di un Paese. Proponiamo un Assessorato alla famiglia e che il
presente tavolo di lavoro tecnico-politico (costituitosi alla fine del
2008 tra il coordinamento genitori, il mondo della scuola e
Amministrazione, ndr) diventi permanente ed esteso a tutto il
territorio. Bisognerà lavorare in rete, anche sui servizi culturali».
Il pubblico. Nella sala, gremita, le domande del pubblico non sono
mancate: sull’eventualità della chiusura delle scuole dei piccoli
Comuni intorno ad Alba, sugli effetti del federalismo fiscale sulla scuola
albese. Numerosi sono stati gli auspici per le strutture culturali della
città: il Museo, la Biblioteca, l’Istituto musicale, trascurati o non
messi abbastanza a disposizione dei cittadini.
Un confronto che ha aperto altri punti critici.
Daniela Scavino

VERDUNO – SANITÀ -
Progetto per la vivibilità
Un
ospedale a colori
di A.R.
Innovazione.
Centomila euro saranno impiegati per un innovativo progetto nazionale
sulla percezione negli ambienti di cura. L’obiettivo è un nosocomio
meno "triste", non solo per i colori, ma anche per chiarezza
delle indicazioni e illuminazione.
Giulio Bertagna, direttore scientifico. «Il
nuovo ospedale parlerà ad addetti ai lavori e pazienti: non sarà un
contenitore vuoto dove mettere un comodino o un letto, ma un involucro
architettonico che porterà una comunicazione».
Sono
molti gli aspetti innovativi che si concretizzeranno nel nuovo ospedale
dell’Asl Cn2 Alba-Bra: l’ecosostenibilità, l’autonomia energetica,
la razionalizzazione voluta da due Comuni. La fondazione Nuovo ospedale,
presieduta da Elisa Miroglio, sarà anch’essa un esempio di virtuosa
collaborazione fra pubblico e privato. Obiettivo primario è rendere
accogliente e vivibile la nuova struttura, la quale dovrebbe diventare un
migliore ambiente di lavoro oltre che un ospedale meno "triste";
in questa direzione si colloca il finanziamento da 100.000 euro di un
innovativo progetto nazionale sulla percezione negli ambienti di cura.
«Il progetto non riguarda solo il colore, ma la vivibilità nel suo
complesso, quindi anche la chiarezza delle indicazioni, ad esempio.
Vogliamo che gli utenti possano vivere meglio un momento, quello della
permanenza nella struttura, che non è per loro felice», spiega Dario
Rolfo, vicepresidente della Fondazione. Il direttore Luciano Scalise parla
anche di opere d’arte: «Il 70% delle camere avrà un letto solo, il 30%
due: è un salto di qualità dal punto di vista dell’umanizzazione.
Dovrà diventare il più bell’ospedale del Piemonte. Vediamo Il
nosocomio unico come un’opportunità storica e sentiamo il dovere morale
di impegnarci per la migliore riuscita possibile».
Da pochi giorni è on line il sito della Fondazione: www.fondazioneospedalealbabra.it,
che contiene tutte le informazioni utili per donare il cinque per
mille. Il codice fiscale da indicare è 90041890048. A breve sarà
inaugurata la nuova sede in piazza Rossetti 7/a.
a.r.
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