| |
|
Epidemia.
Secondo caso (domenica) di nuova influenza confermato in Italia. Si tratta
di un giovane romano di 25 anni rientrato da poco da un viaggio in
Messico, dopo il cinquantenne di Carrara già guarito.
Nel mondo. L’Organizzazione mondiale della
sanità ha confermato 787 casi accertati di nuova influenza e 20 morti nel
mondo. Il virus ha fatto la sua comparsa in 19 Paesi. La situazione più
difficile in Messico (506 con 19 morti).
La
situazione è in continua evoluzione: l’influenza suina – ma la
novità è che non si chiama più così, bensì influenza da nuovo virus
A/H1N1 – si diffonde e ha raggiunto l’Europa e l’Italia. Gazzetta
ne parla con il responsabile del Servizio vaccinazioni e profilassi
malattie infettive dell’Asl Cn2 Alba-Bra Franco Giovanetti.
- Che cos’è l’influenza suina, dottor Giovanetti?
«Si tratta di una malattia respiratoria del maiale causata da virus
influenzali del tipo A, quelli più instabili dal punto di vista genetico.
Sono possibili epidemie tra i suini, che occasionalmente possono
trasmettere il virus all’uomo. È possibile la trasmissione da persona a
persona».

- Come può avvenire la trasmissione del virus?
«In due modi: attraverso il contatto con maiali infetti o attraverso
il contatto con persone affette da influenza suina, le quali trasmettono
il virus tramite tosse e starnuti».
- La carne di maiale è pericolosa?
«Il virus non viene trasmesso per via alimentare, quindi la carne di
maiale può essere consumata senza rischio».
«Analogamente alla comune influenza stagionale, anche l’influenza da
nuovo virus A/H1N1 può manifestarsi in varie forme, da quelle miti sino
alle più gravi. I casi occorsi al di fuori del Messico hanno avuto sino a
ora un decorso benigno».

«Ad oggi (sabato 2 maggio) non sono stati accertati casi in Italia.
Ciò non esclude che a breve possano anche verificarsi».
- Qual è la situazione nelle zone interessate dall’epidemia?
«Casi umani di influenza suina sono stati segnalati in Messico a
partire dalla seconda metà di marzo 2009. Le zone sono principalmente
Città del Messico, San Luis Potosi e Mexicali. I campioni di virus
isolati in alcuni pazienti messicani sono risultati simili a quelli
identificati nei casi ricoverati in California e Texas».
- Quali provvedimenti sono stati adottati?
«In questa fase il provvedimento più importante è rafforzare la
sorveglianza e prepararsi alla probabile pandemia (epidemia globale). Ciò
è stato fatto sotto la guida dell’Organizzazione mondiale della sanità
(Oms), che sta seguendo l’evolversi della situazione. Non sono stati
adottati al momento provvedimenti nei confronti dei viaggiatori al rientro
dalle zone epidemiche; comunque la Sanità aeroportuale ha comunicato ai
viaggiatori di prestare attenzione a eventuali sintomi di influenza per 10
giorni dopo il rientro. Sono sconsigliati i viaggi verso le aree
interessate».

IN CANADA SUINI CONTAGIATI DA UOMO. Alcuni
suini in un allevamento
della provincia canadese di Alberta sono stati trovati positivi al virus
A/H1N1.
Lo hanno reso noto le autorità, confermando una notizia diffusa dalla
rete
televisiva canadese Cbc. A trasmettere il virus agli animali potrebbe
essere
stato il titolare dell’allevamento, che di recente era stato in viaggio
in Messico.
- L’Oms ha comunicato che ci troviamo in fase 5 di allerta. Che cosa
significa?
«La fase 5 è caratterizzata dalla diffusione interumana del virus in
almeno due Paesi di una delle regioni Oms. L’Italia, peraltro, da tempo
si è dotata di un piano d’intervento in caso di pandemia».
«Il rischio maggiore è il panico, che può produrre comportamenti
irrazionali o rischiosi, quali ad esempio accertamenti di laboratorio
inutili oppure l’assunzione di antivirali: il virus è rilevabile solo
quando sono presenti i sintomi della malattia e solo i laboratori di alta
specializzazione sono in grado di identificarlo; inoltre, l’uso
indiscriminato di antivirali può in breve tempo rendere il virus
resistente».

- Che fine hanno fatto l’influenza aviaria e i vaccini che erano
stati prenotati?
«I Governi hanno indicato il loro fabbisogno ipotetico alle case
produttrici e i vaccini rimangono prenotati. Del resto, l’aviaria non è
sparita: ogni settimana riceviamo segnalazioni, in particolare dall’Asia,
di casi di aviaria in persone a stretto contatto con il pollame. In teoria
non è esclusa una pandemia da virus H5N1, quello dell’aviaria».
«Le grandi epidemie che sono state studiate, la spagnola del ’18, l’asiatica
del ’57 e quella del ’68, sono il risultato del rimescolamento di geni
dei virus animali e umani: è così che nascono virus emergenti. Gli
animali fanno da incubatori e ogni tanto accade che uno riesca a passare
all’uomo. Ogni qualche decennio si verifica una pandemia e negli
intervalli fra l’una e l’altra emergono nuovi virus, candidati alla
pandemia. Gli sforzi per trovare i vaccini si concentrano sui più
probabili. Quando è emersa l’aviaria, si era pensato che l’H5N1 fosse
il più probabile, ma questo nuovo virus di origine suina ha fatto tutto
in modo molto più rapido».
Adriana Riccomagno

INCONTRO
Ragazzi di rispetto
di M.G.O.
Incontro.
In un auditorium della fondazione Ferrero gremito sono andate in scena
musica, testimonianze, riflessioni. Nella mattinata del 27 aprile gli
studenti che hanno partecipato al lavoro sul rispetto lanciato dalla
Fidapa si sono raccontati.
Gli esperti. Per i giovanissimi albesi il
rispetto è un valore ben presente: lo hanno spiegato Alessandra
Borgogno, Marina Patrini ed Elisa Salvano, dell’Università di Torino
e dell’Asl Cn2 Alba-Bra, che ne hanno analizzato le voci.
C' era
anche Elisabetta Bernocco sul palco della fondazione Ferrero lunedì
27 aprile a cantare Rispetta. Come Gazzetta ha già
raccontato, la giovane studentessa del liceo Govone ha partecipato
– insieme ai suoi compagni di classe – al concorso che la Federazione
italiana donne, arti, professioni e affari langarola ha lanciato lo scorso
anno nelle scuole per riflettere e dire la propria sul rispetto – un
sentimento che si è scoperto esistere, eccome, tra le giovani leve albesi
– nei più svariati modi, dal disegno alla scrittura. Ed Elisabetta ha
deciso, viste le sue passioni, di tradurre in versi e in musica le parole
che le venivano dal cuore: così è nata la canzone Rispetta. L’iniziativa
è stata un successo, portata dalla Fidapa in tutta Italia, ed è
approdata pure al Ministero dell’istruzione, dove si sta pensando di
diffonderla, e all’Università di Torino, dov’è stata studiata.
Così, la scorsa settimana, sul palco dell’auditorium di
strada di mezzo sono sfilati per una mattinata d’incontro patrocinata da
Gazzetta e da Famiglia Cristiana 250 ragazzi dai 3 ai 19
anni. C’erano i piccoli della materna di Santa Vittoria, i ragazzi del Govone,
gli allievi dell’Umberto Sacco, i ragionieri e i geometri. Tutti
hanno raccontato una parte dell’esperienza, mettendo in luce che il
rispetto per i giovanissimi è un atteggiamento molto concreto, che guarda
in direzione dell’altro, del diverso e del compagno, ma soprattutto
della famiglia e dell’ambiente.

Disegni, testi, riflessioni, canzoni sono state altrettante tappe di un
itinerario di crescita, percorso con l’aiuto degli insegnanti, a
conferma che Franca Benedusi, presidente della Sezione albese della Fidapa,
non si era sbagliata. In Langa i valori sono radicati e vivono negli
atteggiamenti dei ragazzi (forse, talvolta, più che degli adulti...): lo
hanno spiegato le esperte dell’Università di Torino e dell’Asl Cn2
Alba-Bra, Alessandra Borgogno, Marina Patrini ed Elisa Salvano.
m.g.o.
|