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Gazzetta d'Alba, n. 18 del 5 maggio 2009

n.18 del 5-5-2009
Questa settimana
scelti per voi...

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Se 150 anni vi paiono pochi
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Ferraris: «Il motore Cri è tra la gente»
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Abruzzo

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vuol dire farsi del bene

Etichetta carta d’identità del cibo
di M.G.O.

295 nuovi posti di lavoro
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Uniti nel nome del vino
di GIUSEPPE SINI 

Il mercato coperto sprofonda
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di R.D.B.

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di ENRICO FONTE

40 dipendenti verso la mobilità
di VALTER MANZONE 

Confusione elettorale per gli aiuti
ai terremotati

di ROBERTA BERTERO

Ilario Violardo, che unì le due anime delle Langhe e del Monferrato
di RAOUL MOLINARI

Mai lasciarsi influenzare
di ADRIANA RICCOMAGNO

Ragazzi di rispetto
di M.G.O.

 

 


 

SALUTE - COLLOQUIO - Virus A/H1N1

Mai lasciarsi influenzare

di ADRIANA RICCOMAGNO
 

 

Epidemia. Secondo caso (domenica) di nuova influenza confermato in Italia. Si tratta di un giovane romano di 25 anni rientrato da poco da un viaggio in Messico, dopo il cinquantenne di Carrara già guarito.

Nel mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato 787 casi accertati di nuova influenza e 20 morti nel mondo. Il virus ha fatto la sua comparsa in 19 Paesi. La situazione più difficile in Messico (506 con 19 morti).

  

La situazione è in continua evoluzione: l’influenza suina – ma la novità è che non si chiama più così, bensì influenza da nuovo virus A/H1N1 – si diffonde e ha raggiunto l’Europa e l’Italia. Gazzetta ne parla con il responsabile del Servizio vaccinazioni e profilassi malattie infettive dell’Asl Cn2 Alba-Bra Franco Giovanetti.

  • Che cos’è l’influenza suina, dottor Giovanetti?

«Si tratta di una malattia respiratoria del maiale causata da virus influenzali del tipo A, quelli più instabili dal punto di vista genetico. Sono possibili epidemie tra i suini, che occasionalmente possono trasmettere il virus all’uomo. È possibile la trasmissione da persona a persona».

Tabella.

  • Come può avvenire la trasmissione del virus?

«In due modi: attraverso il contatto con maiali infetti o attraverso il contatto con persone affette da influenza suina, le quali trasmettono il virus tramite tosse e starnuti».

  • La carne di maiale è pericolosa?

«Il virus non viene trasmesso per via alimentare, quindi la carne di maiale può essere consumata senza rischio».

  • È una malattia grave?

«Analogamente alla comune influenza stagionale, anche l’influenza da nuovo virus A/H1N1 può manifestarsi in varie forme, da quelle miti sino alle più gravi. I casi occorsi al di fuori del Messico hanno avuto sino a ora un decorso benigno».

Tabella.

  • C’è rischio in Italia?

«Ad oggi (sabato 2 maggio) non sono stati accertati casi in Italia. Ciò non esclude che a breve possano anche verificarsi».

  • Qual è la situazione nelle zone interessate dall’epidemia?

«Casi umani di influenza suina sono stati segnalati in Messico a partire dalla seconda metà di marzo 2009. Le zone sono principalmente Città del Messico, San Luis Potosi e Mexicali. I campioni di virus isolati in alcuni pazienti messicani sono risultati simili a quelli identificati nei casi ricoverati in California e Texas».

  • Quali provvedimenti sono stati adottati?

«In questa fase il provvedimento più importante è rafforzare la sorveglianza e prepararsi alla probabile pandemia (epidemia globale). Ciò è stato fatto sotto la guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che sta seguendo l’evolversi della situazione. Non sono stati adottati al momento provvedimenti nei confronti dei viaggiatori al rientro dalle zone epidemiche; comunque la Sanità aeroportuale ha comunicato ai viaggiatori di prestare attenzione a eventuali sintomi di influenza per 10 giorni dopo il rientro. Sono sconsigliati i viaggi verso le aree interessate».

Tabella.
IN CANADA SUINI CONTAGIATI DA UOMO. Alcuni suini in un allevamento
della provincia canadese di Alberta sono stati trovati positivi al virus A/H1N1.
Lo hanno reso noto le autorità, confermando una notizia diffusa dalla rete
televisiva canadese Cbc. A trasmettere il virus agli animali potrebbe essere
stato il titolare dell’allevamento, che di recente era stato in viaggio in Messico.

  • L’Oms ha comunicato che ci troviamo in fase 5 di allerta. Che cosa significa?

«La fase 5 è caratterizzata dalla diffusione interumana del virus in almeno due Paesi di una delle regioni Oms. L’Italia, peraltro, da tempo si è dotata di un piano d’intervento in caso di pandemia».

  • Qual è il rischio?

«Il rischio maggiore è il panico, che può produrre comportamenti irrazionali o rischiosi, quali ad esempio accertamenti di laboratorio inutili oppure l’assunzione di antivirali: il virus è rilevabile solo quando sono presenti i sintomi della malattia e solo i laboratori di alta specializzazione sono in grado di identificarlo; inoltre, l’uso indiscriminato di antivirali può in breve tempo rendere il virus resistente».

Nuomero verde: 1500.

  • Che fine hanno fatto l’influenza aviaria e i vaccini che erano stati prenotati?

«I Governi hanno indicato il loro fabbisogno ipotetico alle case produttrici e i vaccini rimangono prenotati. Del resto, l’aviaria non è sparita: ogni settimana riceviamo segnalazioni, in particolare dall’Asia, di casi di aviaria in persone a stretto contatto con il pollame. In teoria non è esclusa una pandemia da virus H5N1, quello dell’aviaria».

  • Ci spieghi meglio.

«Le grandi epidemie che sono state studiate, la spagnola del ’18, l’asiatica del ’57 e quella del ’68, sono il risultato del rimescolamento di geni dei virus animali e umani: è così che nascono virus emergenti. Gli animali fanno da incubatori e ogni tanto accade che uno riesca a passare all’uomo. Ogni qualche decennio si verifica una pandemia e negli intervalli fra l’una e l’altra emergono nuovi virus, candidati alla pandemia. Gli sforzi per trovare i vaccini si concentrano sui più probabili. Quando è emersa l’aviaria, si era pensato che l’H5N1 fosse il più probabile, ma questo nuovo virus di origine suina ha fatto tutto in modo molto più rapido».

Adriana Riccomagno


      

   
INCONTRO

Ragazzi di rispetto

di M.G.O.
   

Incontro. In un auditorium della fondazione Ferrero gremito sono andate in scena musica, testimonianze, riflessioni. Nella mattinata del 27 aprile gli studenti che hanno partecipato al lavoro sul rispetto lanciato dalla Fidapa si sono raccontati.

Gli esperti. Per i giovanissimi albesi il rispetto è un valore ben presente: lo hanno spiegato Alessandra Borgogno, Marina Patrini ed Elisa Salvano, dell’Università di Torino e dell’Asl Cn2 Alba-Bra, che ne hanno analizzato le voci.
  

C'era anche Elisabetta Bernocco sul palco della fondazione Ferrero lunedì 27 aprile a cantare Rispetta. Come Gazzetta ha già raccontato, la giovane studentessa del liceo Govone ha partecipato – insieme ai suoi compagni di classe – al concorso che la Federazione italiana donne, arti, professioni e affari langarola ha lanciato lo scorso anno nelle scuole per riflettere e dire la propria sul rispetto – un sentimento che si è scoperto esistere, eccome, tra le giovani leve albesi – nei più svariati modi, dal disegno alla scrittura. Ed Elisabetta ha deciso, viste le sue passioni, di tradurre in versi e in musica le parole che le venivano dal cuore: così è nata la canzone Rispetta. L’iniziativa è stata un successo, portata dalla Fidapa in tutta Italia, ed è approdata pure al Ministero dell’istruzione, dove si sta pensando di diffonderla, e all’Università di Torino, dov’è stata studiata.

Così, la scorsa settimana, sul palco dell’auditorium di strada di mezzo sono sfilati per una mattinata d’incontro patrocinata da Gazzetta e da Famiglia Cristiana 250 ragazzi dai 3 ai 19 anni. C’erano i piccoli della materna di Santa Vittoria, i ragazzi del Govone, gli allievi dell’Umberto Sacco, i ragionieri e i geometri. Tutti hanno raccontato una parte dell’esperienza, mettendo in luce che il rispetto per i giovanissimi è un atteggiamento molto concreto, che guarda in direzione dell’altro, del diverso e del compagno, ma soprattutto della famiglia e dell’ambiente.

Disegni, testi, riflessioni, canzoni sono state altrettante tappe di un itinerario di crescita, percorso con l’aiuto degli insegnanti, a conferma che Franca Benedusi, presidente della Sezione albese della Fidapa, non si era sbagliata. In Langa i valori sono radicati e vivono negli atteggiamenti dei ragazzi (forse, talvolta, più che degli adulti...): lo hanno spiegato le esperte dell’Università di Torino e dell’Asl Cn2 Alba-Bra, Alessandra Borgogno, Marina Patrini ed Elisa Salvano.

m.g.o.