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«Cristo,
mia speranza, è risorto». Con queste parole della sequenza pasquale
auguro a tutti i lettori, i collaboratori e gli amici di Gazzetta,
a nome anche della redazione, una lieta e santa Pasqua. La speranza
cristiana non ci esime dalla fatica di vivere, ma ci dà forza e coraggio
nelle difficoltà, nella sofferenza. Ci rende capaci di solidarietà, di
amore, di perdono. Perché Cristo è risorto, la morte e il male non
avranno l’ultima parola. Questa speranza, scrive Paolo ai romani, «non
delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per
mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».
Antonio Rizzolo

ASSISTENZA - DISABILI
- Medici al lavoro
L’esercito
dei 18 mila invalidi
di ADRIANA RICCOMAGNO
Assistenza.
Nell’Asl Cn2, 165.000 abitanti, sono più di 18.000 gli invalidi:
significa che oltre il dieci per cento della popolazione ha necessità
di cure costanti. Solo pochi di loro – 1.800, la decima parte –
ricevono assegni o pensioni.
Soluzioni. Se ne parlerà il 18 aprile in
un convegno dal titolo: La gestione della disabilità nelle malattie
neurologiche croniche. Il percorso è il frutto di un anno di lavoro
tra Asl Cn2, Consorzio socio-assistenziale e Università di Torino.
Creare
un "manuale" per i medici di famiglia,
che li orienti nel compito di assistere il
disabile nei suoi 10-30 anni di malattia cronica.
Se ne parlerà sabato 18 aprile presso il centro Ferrero
di via De Amicis, dove si svolgerà un
convegno dal titolo: La gestione della
disabilità nelle malattie neurologiche croniche.
Il percorso è il frutto di un anno di lavoro tra
il Dipartimento di neurologia dell’Asl Cn2
diretto da Giovanni Asteggiano, il Consorzio
socio-assistenziale e il Dipartimento di
neuroscienze dell’Università di Torino.
Cronicità e disabilità. I progressi della
medicina sono riusciti a bloccare l’evoluzione
di molte malattie, impedendo una morte precoce, ma
creando molti disabili, persone che hanno
necessità di un’assistenza continua. Sanità e
socio-assistenza si integrano, in questo campo,
grazie ai Piani sanitari e socio-assistenziali: i
progetti dei consorzi socio-assistenziali vengono
recepiti dai servizi sanitari, chiamati ad
affrontare la fase acuta della malattia, la
cronicità e la disabilità, vere sfide della
medicina.
Invalidità e disabilità.«È necessario
distinguere tra invalidità e disabilità»,
spiega Francesco Romanazzi, direttore del Servizio
di medicina legale dell’Asl Cn2. «La tutela
dell’invalidità è più antica e riguardava
dapprima gli invalidi per cause di guerra. La
normativa sull’invalidità civile, che un tempo
era demandata alla beneficenza pubblica, risale al
1971, con la legge 118. Il concetto di disabilità
e di handicap legato all’invalidità ha
avuto una definizione sistematica con la legge 104
del 1992».

18 mila invalidi. Nel territorio dell’Asl
Cn2, che conta circa 164.000 abitanti, sono oltre
18.000 gli invalidi. «Sono però pochi – 1.800,
il 10 per cento – a ricevere assegni o pensioni.
Nel 2008 la Commissione invalidi civili e handicap
ha visitato 630 persone, che hanno chiesto il
riconoscimento della disabilità: un trend in
crescita, perché recenti interventi normativi
hanno esteso, anche ove non sia superata la soglia
per i contributi economici, tutele di altra natura
per gli invalidi e le loro famiglie».
Lanfranco. «Il convegno è un’iniziativa
importante, che nasce dal tentativo di dare
attuazione all’"azione 6" del tavolo
disabili, su cui il territorio ha lavorato a
fondo. L’obiettivo (sono 16 le
"azioni" dedicate ai disabili) è di
sviluppare un percorso di accompagnamento clinico,
psicologico e sociale per il disabile in età
adulta e per la famiglia», spiega Maddalena
Lanfranco, direttrice del Consorzio
socio-assistenziale.
L’incontro. «Il convegno del 18 è un
modo per ragionare sulla clinica applicata alla
disabilità, partendo dall’esame delle patologie
che la causano. Il punto d’arrivo, nell’autunno,
sarà un protocollo, un percorso condiviso, che
avrà come cardine la figura dei medici di base,
con il supporto degli specialisti e il naturale
accompagnamento del sociale», conclude Lanfranco.
L’iscrizione al convegno è gratuita fino a
esaurimento dei posti sul sito Internet www.odiconference.it.
Adriana Riccomagno

TERZA ETÀ -
ANZIANI - Casa di riposo
Monolocali
all’Ottolenghi
di A.R.
Corso Asti. Saranno realizzati, oltre
alle camere, monolocali con angolo cottura che potranno accogliere
anziani autosufficienti, rimasti soli oppure in una difficoltà
economica tale da non potersi permettere l’affitto di un alloggio.
Il
Comune di Alba ha approvato il progetto di variante per il completamento
della casa di riposo Ottolenghi. Saranno realizzati, oltre alle
camere, anche monolocali con angolo cottura che potranno accogliere
anziani autosufficienti, rimasti soli oppure in una difficoltà economica
tale da non potersi permettere l’affitto di un alloggio.
Paolo Spolaore, direttore della casa di riposo, spiega: «La
modifica consentirà la creazione di dodici nuovi posti letto, che
andranno ad aggiungersi agli altri 96, grazie al recupero del progetto
originario della parte nuova della casa di riposo, che permette una
maggiore funzionalità dei servizi e che per questo abbiamo voluto
riprendere. Il nuovo blocco comprenderà lavanderia, stireria e
guardaroba. Così sarà liberato lo spazio per i nuovi posti al primo
piano. Si tratterà di camere singole, che a differenza degli altri 96
posti che hanno un indirizzo sanitario, avranno carattere assistenziale».

L’ampliamento sarà dedicato alle persone con problemi di natura
sociale, come la carenza di sostegno familiare, o di risorse economiche. «L’intervento
contribuirà anche a risolvere il problema delle abitazioni, perché
sappiamo che le liste d’attesa sono lunghissime. I nuovi posti non
saranno semplici camerette, ma quasi dei piccoli monolocali, con angolo
cottura».
Il Comune di Alba dispone già, in proprietà e gestione diretta, di 70
minialloggi in zone centrali assegnati, in locazione a prezzo sociale, ad
anziani ultrasessantacinquenni, in particolari situazioni di bisogno
economico e abitativo. Le assegnazioni degli alloggi comunali vengono
effettuate sulla base delle graduatorie di edilizia residenziale pubblica
sovvenzionata tra i cittadini albesi.
L’investimento. «L’opera costerà 550.000 euro. Prima non si
pensava di sfruttare gli spazi del primo piano. Costeranno circa 350.000
euro, soprattutto per la realizzazione dei servizi igienici. La somma
sarà in parte frutto di un contributo della fondazione Cassa di
risparmio di Cuneo. Oltre alle somme che abbiamo da parte dovremo
accendere dei mutui», dice Johnny Marengo, presidente dell’Ottolenghi.
«Prevediamo che entro la fine di settembre siano ultimati il
ristorante, che aprirà agli ospiti e alle loro famiglie, la cucina, il
collegamento fra parte vecchia e parte nuova e la lavanderia; i nuovi
posti letto saranno inaugurati entro la fine dell’anno», conclude
Spolaore.
a.r.
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