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Gazzetta d'Alba, n. 11 del 17 marzo 2009

n.11 del 17-3-20098
Questa settimana
scelti per voi...

Grinzane: quegli attacchi contro Soria
di ANTONIO RIZZOLO

5 sfidanti e una poltrona
di A.R. e ALESSANDRO CASSINELLI

Colline d’acqua in piazza
di CHIARA CAVALLERIS

Licenzieremo, è l’ultimo appello
di M.G.O.

Istituto musicale in palestra
di A.C.

Italia indispensabile a Kabul
di MATTEO VIBERTI

2.500 militari italiani di esercito, aeronautica e marina, attivamente
presenti nel Paese

di MATTEO VIBERTI

54 anni alla Vestebene
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Un medico per gli uomini
di ADRIANA RICCOMAGNO

Comoglio candidato sindaco
di tutto il centro-destra (forse)

di DIEGO LANZARDO

Disoccupati iscritti: +25%
di FRANCO BURDESE

Scuole superiori: al Cfp
più iscritti che posti 

di FRANCO BURDESE

Poche iscrizioni alla prima Scientifico rinviato al 2010
di E.C.

Ippica al Cin cin land, il 2009
accende una luce

di PAOLO STACCHINI

Il "Piera Cillario" è salvo
di ENRICO FONTE

La casa al centro del paese
potrà essere abbattuta

di FABIO GALLINA

Tra ricerca e innovazione

Casa dolce casa
di CRISTINA BORGOGNO
e MARIA GRAZIA OLIVERO

 


  EDITORIALE

Grinzane: quegli attacchi contro Soria

di ANTONIO RIZZOLO
 

 

Il premio Grinzane Cavour, dopo l’arresto del professor Giuliano Soria, è caduto come un castello di carte. Non avevo intenzione di ritornare sulla vicenda perché il mio pensiero l’avevo già espresso la settimana scorsa su queste pagine: un premio che deve ritrovare lo slancio originario per continuare, rimettendo davvero al centro i giovani, il territorio, lo spirito cattolico. Concludevo dicendo che le scelte che si stavano facendo non lasciavano spazio a prospettive positive. Ora la situazione è addirittura precipitata. Ma voglio aggiungere un’appendice alle considerazioni già scritte. Riguarda la persona stessa del professor Soria.

Mi hanno dato fastidio in questi giorni gli attacchi, con aggettivi pesanti, che tutti, più o meno, si sono sentiti "in dovere" di fare nei confronti di Giuliano Soria. C’è un’indagine in corso, con accuse molto gravi verso di lui: malversazione, appropriazione indebita, sfruttamento del lavoro clandestino, maltrattamenti e violenze sessuali. Spetta agli inquirenti fare luce sulla vicenda e se le accuse risultassero fondate, è giusto che Soria paghi fino in fondo per i suoi sbagli.

Tuttavia non mi piace questo infierire verso la persona del professore, questo prendere le distanze o voltare le spalle da parte di chi fino all’altro giorno lo adulava. Lo stesso vale per chi, pur avendone la possibilità, non è mai intervenuto per fermare o denunciare gli errori e le ingiustizie commessi da Soria, o l’uso "allegro", magari a fini personali, dei fondi pubblici. Tanti sono stati conniventi o comunque superficiali. È troppo facile dichiararsi ora "senza peccato". Anche da parte di chi non ha mai avuto a che fare con il Grinzane.

Non possiamo dimenticare, infatti, che quella di cui è accusato Soria, sull’uso dei finanziamenti pubblici, è una pratica piuttosto diffusa. Per non parlare delle spese per "consulenze" di Comuni, Province, Regioni, gonfiate a dismisura, a volte senza nemmeno la contropartita di un lavoro ben fatto. In breve, penso che la vicenda che ha convolto il premio Grinzane non sia che uno dei tanti casi italiani di cattivo uso dei fondi pubblici. Su questo c’è bisogno davvero di un ripensamento generale, di un controllo effettivo, di un’amministrazione corretta, equa, verificabile. E chi ha usato male i soldi pubblici, cioè dei cittadini, dovrebbe rendere conto del suo operato e in qualche caso lasciare ad altri il compito di amministare in futuro. Certo che un diffuso modo di intendere la politica in senso clientelare e il ricandidarsi tranquillo di chi non ha brillato in passato per una buona amministrazione non lasciano ben sperare per il futuro.

Anche per questo mi ha dato fastidio in questi giorni l’infierire contro Giuliano Soria. Al quale voglio perciò esprimere la mia solidarietà. Ancor prima, però, a tutti coloro che lui ha trattato male, di cui si è approfittato, in particolare tra i dipendenti e collaboratori del Grinzane. Mi auguro che possano ottenere giustizia. A Soria vorrei ricordare il finale di Delitto e castigo. Non so se le accuse nei suoi confronti sono vere. Se lo sono c’è sempre però una possibilità di riscatto. E potrebbero valere anche per lui i pensieri di Raskòlnikov nella sua prigione, dopo aver preso in mano il libro del Vangelo: «E poi, che importanza avevano, ora, tutte le pene passate? Ogni cosa, perfino il suo delitto, perfino la condanna e la deportazione, gli parvero allora, in quel primo impulso, come fatti esteriori, estranei, cose che non erano accadute a lui. Quella sera, tuttavia, non gli era possibile pensare a lungo ad una sola cosa, né concentrarsi in un solo pensiero; non riusciva a ragionare su nessun problema: poteva soltanto sentire... Alla dialettica era subentrata la vita, e nella sua coscienza si preparava ormai qualcosa di completamente, oscuramente diverso. [...] Egli ignorava perfino che quella nuova vita non gli veniva data così, gratuitamente; che avrebbe dovuto pagarla, e a caro prezzo: pagarla compiendo qualcosa di grande negli anni a venire. Ma qui, ormai, comincia una nuova storia, la storia della rinascita di un uomo, della sua graduale trasformazione, del suo lento passaggio da un mondo a un altro mondo, del suo incontro con una realtà nuova e fino a quel momento completamente ignorata".

Antonio Rizzolo   


      

  
POLITICA - Verso le elezioni

5 sfidanti e una poltrona

di A.R e ALESSANDRO CASSINELLI
  

Piazza Duomo. Cresce il numero dei candidati a sindaco. Dopo Carlo Castellengo, Maurizio Marello e Olindo Cervella, si fanno avanti Giovanni Asteggiano, direttore del Servizio di neurologia, e il consigliere comunale Olinto Magara.

Olinto Magara: «Serve il ricambio generazionale, perché c’è ancora troppo vecchio che opprime la città. C’è bisogno di una nuova liberazione dopo quella dei "23 giorni": una liberazione da un vecchio sistema di potere che ancora persiste».

Giovanni Asteggiano: «Il nostro simbolo è la vite, i cui tralci si estendono sia a destra che a sinistra: ciò che conta sono i grappoli. Pensiamo cioè che i problemi di Alba siano reali e concreti e non invece di destra o di sinistra».
  

Cresce il numero dei candidati alla carica di sindaco di Alba. Dopo Carlo Castellengo, Maurizio Marello e Olindo Cervella, si fanno avanti Giovanni Asteggiano, direttore del Servizio di neurologia dell’Asl Cn2, e il consigliere comunale Olinto Magara.

Magara: «Serve una nuova liberazione»

  • Qual è l’obiettivo della sua candidatura, Magara?

«Il ricambio generazionale, perché c’è ancora troppo vecchio che opprime la città. C’è bisogno per certi versi di una nuova liberazione dopo quella dei "23 giorni", una liberazione da un vecchio sistema di potere. Il ricambio generazionale è naturale e avviene in tutto il mondo: pensiamo agli Stati Uniti, che eleggono un presidente quarantenne, mentre da noi il vecchio avanza».

  • Quali liste appoggiano la sua candidatura?

«La mia lista civica di centro-destra, Alleanza civica, con il motto Un solo interesse: i cittadini, La Destra, che fa riferimento a Walter Stella, una lista civica già presente in Consiglio (pare faccia l’occhiolino a Gaetano De Luca, ndr), e probabilmente di un simbolo a carattere nazionale».

  • Perché candidarsi?

«La città ha bisogno di un’ulteriore possibilità di scelta nell’ambito del centro-destra: mi pongo come alternativa, cercando il consenso tra gli scontenti, tra quelli che possono non gradire il nuovo "assembramento" del Popolo delle libertà o il candidato prescelto dai partiti. Spero che anche altri si aggiungano a questa cordata di centro-destra per dare appoggio a un’alternativa rispetto alle situazioni cristallizzate dei partiti, dove è già stato deciso tutto».

  • Quali progetti ha?

«Revisione del progetto preliminare del Piano regolatore: dedicheremo la massima attenzione alle richieste dei cittadini e minima a quelle delle lobbies, dei portatori di interessi privati. La speculazione va bloccata e Alba deve tornare in mano agli albesi, non agli speculatori. È da diminuire la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, perché le nuove tecnologie permettono di recuperare i materiali. Massima attenzione sarà dedicata all’ambiente e alla qualità dell’aria».

Asteggiano: «Punto sulle donne e sulla novità»

  • Perché candidarsi, dottor Asteggiano?

«Per dare una testimonianza d’impegno e idee nuove. L’impostazione della lista La nuova Alba punta tutta sul nuovo».

  • Quali sono le novità?

«Le persone, che non hanno mai fatto politica. Inoltre, partiamo dai problemi concreti come il traffico, i megasupermercati, la salute, l’integrazione e l’informazione. Nella lista c’è una notevole partecipazione femminile, siamo fuori dai partiti, pensiamo che la scelta del sindaco dovrebbe svolgersi come un concorso pubblico, per curriculum vitae, professionale e sociale, facendo la riflessione che oggi i posti di potere come le dirigenze Asl e le fondazioni sono di nomina politica».

  • Siete di centro-sinistra?

«No, ma il nostro simbolo è la vite, i cui tralci si estendono sia a destra che a sinistra: ciò che conta sono i grappoli. Rifiutiamo le categorie di destra e sinistra, pensiamo che i problemi di Alba siano reali e concreti e non invece di destra o di sinistra».

a.r.

Carlo Castellengo.
Carlo Castellengo.

Maurizio Marello.
Maurizio Marello.

Olindo Cervella.
Olindo Cervella.

Giovanni Asteggiano.
Giovanni Asteggiano.

Olinto Magara.
Olinto Magara.

PROVINCIA

Si complica la partita per occupare per occupare la poltrona di sindaco. Carlo Castellengo è insidiato a destra da Olinto Magara, ma pare che Olindo Cervella e Giovanni Asteggiano cerchino voti sia nel bacino di centro-sinistra, appannaggio di centro-sinistra, appannaggio di Maurizio Marello, che in quello avverso.
 

Per il centro-destra, è il momento di trovare una "quadra" a livello provinciale. Mentre il centro-sinistra prosegue la propria campagna elettorale con Mino Taricco, Pdl e Lega nord non sono ancora riusciti ad accordarsi sul nome del candidato alla poltrona di presidente della Provincia. Ma è questione di giorni.

Gianna Gancia, proposta a sorpresa dal Carroccio non più di tre settimane fa, è in pole position. Venerdì, a Cuneo, si è tenuto un incontro tra la Gancia, il segretario provinciale della Lega nord Stefano Isaia, il coordinatore provinciale di Forza Italia Matteo Viglietta e il presidente provinciale di Alleanza nazionale William Casoni. Non sembra sia emerso nulla di nuovo, se non rassicurazioni sul fatto che Lega e Pdl correranno insieme. Che cosa si aspetta, allora, a ufficializzare la candidatura? In realtà, dopo tre settimane di mugugni, i vertici Pdl sembrano essersi messi l’anima in pace: se Gancia dev’essere, Gancia sia.

Mugugni. Nelle scorse settimane, se ne sono dette di tutti i colori, Lega e Pdl: al Pdl non piaceva la candidatura della Gancia, definita ironicamente "la signora di Narzole" (peraltro, per nulla legata alla dinastia delle bollicine), sempre più vista come "imposta" dalla Lega per questioni "di famiglia" (è la compagna di Roberto Calderoli). Lei si è difesa, ricordando la sua militanza ventennale nella Lega, dal 1991, in tempi "non sospetti". Il Pdl, in contrapposizione a Gancia, aveva fatto dei nomi. In primis, c’era quello di Alberto Cirio. Più defilato Franco Guida. Addirittura, vi era chi proponeva un altro mandato per Raffaele Costa.

Le acque si sono calmate. Cirio risponde con un mix di pacatezza e consapevolezza che quel posto non sarà suo. «I vertici nazionali decideranno il 20 marzo», spiega. «Abbiamo proposto candidature di tutto rispetto, la Lega ha fatto lo stesso. Adesso è una questione politica. Ci rimettiamo alle decisioni». E sui malumori del Pdl? «Normali. Ciascun partito avrebbe piacere di esprimere la propria candidatura; poi si decide con gli alleati. Se a Cuneo non ci sarà il Pdl, ma la Lega, pazienza. Avremo un candidato Pdl ad Alessandria».

Acqua sul fuoco. La getta Paolo Spolaore, segretario cittadino della Lega: «La tensione con il Pdl si è stemperata. Tutti conveniamo che la candidatura di Gianna Gancia sia autorevole: viene dalla base del partito e ci consentirà di avere un rapporto privilegiato con Roma per le grandi opere, Tenda e Asti-Cuneo. Non appena si presenterà agli elettori, questi si renderanno conto della competenza». Perché la candidatura non è ancora ufficiale? «Devono ancora essere sciolti i nodi di Alessandria e Torino», conferma Spolaore.

Ma c’è un altro problema. L’Udc non accetterebbe di dover correre con il Carroccio, e ha già minacciato più volte, per bocca del suo segretario Teresio Delfino, di presentare un proprio candidato. Questo potrebbe avere ripercussioni sulle alleanze alle elezioni comunali?

Alessandro Cassinelli