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Piergiovanni
Toppino: «Cerchiamo di non perdere di vista che il Cva, in
ottemperanza ai dettami del Vangelo, intende rendere, a quanti si trovino
in situazioni di disagio fisico e psichico, un servizio qualificato,
volontario e gratuito».
L’appello: «I servizi richiesti aumentano
di giorno in giorno. Purtroppo, per mancanza di forze, non siamo in grado
di soddisfare tutte le chiamate. Facciamo perciò appello alla generosità
delle persone di buona volontà».
Cva,
Centro volontari assistenza: un solo nome per molte anime del
volontariato. Ne parliamo con il presidente Piergiovanni Toppino.
- Quali sono le finalità del Cva, Presidente?
«Cerchiamo di non perdere mai di vista che il Cva, in ottemperanza ai
dettami del Vangelo e con la partecipazione e la cooperazione di tutte le
persone di buona volontà, intende rendere, a tutti coloro che si trovino
in particolari situazioni di disagio fisico e psichico, un servizio
qualificato, volontario e gratuito».

Nel servizio fotografico di Severino Marcato
alcune delle attività svolte dai duecento aderenti al Centro volontari
assistenza; nella foto il Direttivo.
«I circa 200 volontari operano in diversi settori. Alcuni di essi si
sono resi disponibili, nel corso del 2008, per il servizio di compagnia
domiciliare a 10 persone anziane o disabili, facendo visite costanti e
consentendo loro di vivere alcuni momenti della giornata in un clima di
serenità. Quando gli assistiti non sono più in grado di rimanere a casa
da soli e vengono ospitati in case di riposo, il volontario condivide il
loro cammino, facendogli visita due volte a settimana. La nostra
associazione collabora poi da diversi anni con l’ospedale di Alba; tutti
i giorni i volontari sono presenti nelle ore dei pasti nei reparti. Le
assistenze continuative ai reparti di medicina 1 e 2 sono state 732: l’impegno
settimanale di 14 volontari ha consentito di assistere circa 1.500 pasti.
Le assistenze saltuarie negli altri reparti sono state 175. Sono attivi
anche un servizio di lavanderia per la biancheria dei malati soli su
richiesta del personale infermieristico e un guardaroba per i degenti
privi della biancheria necessaria. Varie attività di collaborazione sono
svolte con i reparti di dialisi, chirurgia, anestesia, psichiatria e con
il Centro d’igiene mentale. Al San Lazzaro e al Cottolengo tre
volontari svolgono servizio di parrucchiere e alcuni al Cottolengo sostituiscono
il personale nel fine settimana. Collaboriamo anche con la Casa
circondariale e il mercoledì cinque volontarie confezionano indumenti per
i bisognosi».

- Un’importante attività è quella del trasporto delle persone in
convenzione con il Consorzio socio-assistenziale.
«La più impegnativa. Per i 106 viaggi fissi settimanali vengono
utilizzati i nostri cinque mezzi: due auto, due pulmini attrezzati e un
Doblò. Spesso, quando i mezzi non bastano, alcuni volontari mettono a
disposizione le loro auto, molte volte rinunciando al rimborso della
benzina. Nel 2008 sono stati effettuati con i soli mezzi del Cva 2.802
viaggi per un totale di 77.461 chilometri; a questi vanno aggiunti circa
300 viaggi con le auto private. Il 60% dei trasporti viene effettuato per
il Consorzio socio-assistenziale, con cui siamo convenzionati; il resto
per i privati che ne fanno richiesta. Altre attività riguardano il
prestito di attrezzature sanitarie, di cui abbiamo un magazzino ben
fornito e che è in via di rinnovamento grazie al contributo della
Consulta del volontariato, e il servizio ambulatoriale, su cui operano 12
infermiere professionali. L’ambulatorio presso la sede in via Pola è
aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 10 con un’infermiera
a disposizione per il controllo di pressione, glicemia, colesterolo e
terapia iniettiva. L’ambulatorio di Mussotto, nella piazza della chiesa,
è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 11 e fa anche prelievi del
sangue. Nel 2008 le ore di ambulatorio presso la sede sono state 137, per
427 prestazioni infermieristiche; presso la sede di Mussotto abbiamo
effettuato 200 ore, per 971 prestazioni infermieristiche. Le persone che
ne hanno usufruito sono oltre 200».

- Collaborate con altre associazioni?
«Con l’Unione medico-missionaria italiana, associazione con sede a
Negrar, in provincia di Verona, la quale si occupa della raccolta di
medicinali che vengono inviati ai centri missionari nei Paesi poveri: nel
2008 sono stati fatti 16 invii, grazie anche ad alcune parrocchie
cittadine che hanno contribuito alla raccolta. Collaboriamo pure con il
Centro di prima accoglienza gestito da don Luigi Alessandria ad Alba: 12
volontari preparano e distribuiscono i pasti nei week-end. Siamo
aperti a collaborare con tutte le associazioni che operano sul territorio,
che abbiano quale finalità la persona. Il Cva fornisce inoltre appoggio
giuridico a gruppi di volontari che operano nelle case di riposo dei
Comuni limitrofi; tra queste sottosezioni, vorrei citare quella di Canale,
che offre un servizio molto più ampio di quello che svolgiamo ad Alba».

«Organizziamo incontri formativi per i volontari e svolgiamo attività
quali la distribuzione del pane a persone bisognose grazie alla
generosità de Il tò panatè di Gigi Giacosa e molti altri. I
servizi che ci vengono richiesti dai privati e dalle istituzioni sono
molteplici e aumentano di giorno in giorno. Purtroppo, per mancanza di
forze, non siamo in grado di soddisfare tutte le richieste. Facciamo
perciò appello alla generosità delle persone di buona volontà:
cerchiamo volontari per il trasporto dei disabili, per l’accompagnamento,
per l’assistenza, la compagnia e soprattutto per l’aiuto ai pasti in
ospedale».
Per informazioni si può contattare la sede di via Pola 12
personalmente o telefonicamente al numero 0173-34.063 tutti i giorni
feriali dalle 8.30 alle 12; sito http://www.cva-alba.com;
e-mail: info@cva-alba.com.
Adriana Riccomagno

TURISMO - REGIONE
- Soluzioni da Torino
Ben vengano i privati
di MARGHERITA RICCI
In Regione.
Si discuterà un testo – già condiviso tra assessorato, Atl e
opposizione – in grado di permettere la collaborazione tra pubblico e
privato, evitando la "pubblicizzazione forzata" delle Aziende di
promozione turistica.
L'assessore
al turismo Giuliana Manica ha consegnato per la discussione il testo –
emerso dal confronto con l’opposizione e le Atl – atto a risolvere la querelle
legata alla presenza dei privati nelle Aziende di promozione
turistica, una questione messa in luce nei mesi scorsi pure dal presidente
dell’Ente per il turismo nostrano Fausto Perletto. Proprio nell’albese-braidese,
infatti, la forte presenza privata ha dato impulso all’organizzazione e
alla promozione turistica. Il problema era stato evidenziato dai
funzionari regionali dell’Assessorato al turismo: l’erogazione alle
Atl da parte della Regione dei contributi e delle sovvenzioni pareva
violare il principio della libera concorrenza. Per questo era stata
avviata un’approfondita disamina delle normative nazionali e
internazionali in materia, in ultima analisi paventando la
pubblicizzazione delle Atl.

Dopo mesi di lavoro, incontri con le Aziende di promozione turistica e
opera di mediazione svolta dal consigliere delegato dal Pdl alla materia,
Alberto Cirio, si è arrivati a un accordo per il quale entro alcune
settimane la situazione dovrebbe essere risolta.
Cirio: «La Giunta regionale propone alla Commissione turismo e poi all’aula
di palazzo Lascaris un testo condiviso da approvare all’interno
del dibattito sulla finanziaria sabauda. Sono stati verificati alcuni
punti fermi. L’ente pubblico può svolgere direttamente attività
economiche o decidere di collaborare con i privati. Questa collaborazione
deve ovviamente passare attraverso appalti pubblici oppure tramite la
costituzione di soggetti misti pubblico-privati. L’articolo proposto
consente agli attuali soci e consorziati delle Aziende di promozione
turistica di scegliere la forma di collaborazione tra pubblico e privato
più consona alla propria natura: se quella nella quale i soci si limitano
a svolgere un’attività di concertazione e rappresentanza degli
interessi oppure quella della concreta assunzione di un ruolo gestorio
nella società mista. Sono soddisfatto della soluzione che, a differenza
di quanto ipotizzato nei mesi scorsi, garantisce il nostro territorio. Ha
prevalso il buonsenso, un bell’esempio di superamento delle bandiere, in
tempi in cui la politica non sa farsi apprezzare».
Margherita Ricci
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