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Gazzetta d'Alba, n. 5 del 3 febbraio 2009

n. 5 del 3-2-20098
Questa settimana
scelti per voi...

Comunicazione
«Nuove tecnologie nuove relazioni»
di L.D.

Il bancomat dei poveri
di MATTEO VIBERTI

Sessant’anni solidali
di SEVERINO MARCATO

Un appello ai piemontesi
a donare da Eleonora Artesio

di FABIO BAILO

Tutti i donatori premiati, uno per uno

Unesco. Cinque eccellenze
di GIULIO SEGINO

Bra dice stop agli ipermercati
di GIANLUCA ODDENINO

Cuneo al top in Piemonte
di CHIARA CAVALLERIS

Due telecamere al cimitero
di M.G.O.

Bere latte crudo in sicurezza si può
di DIEGO LANZARDO

118: forse c’è la soluzione
di ENRICO FONTE

Doc Alfieri o Roero allargato?
di ELENA CHIAVERO

L’Onaf compie vent’anni
di CORRADO OLOCCO

Eligio Nicolotti, testimone della tragica disumanità dei lager
di RAOUL MOLINARI

Il quartiere raddoppia
di ADRIANA RICCOMAGNO

C44. Abitanti preoccupati dal traffico
di ADRIANA RICCOMAGNO

Tremonti. Alba, modello per l’Italia
di MATTEO VIBERTI

Devono finanziare le infrastrutture
di MATTEO VIBERTI

Se siamo virtuosi, premiateci
di M.G.O.

Due vite un cammino

Otto Vicarie, quindici percorsi
di VALERIA PELLE

Da leggere e riflettere insieme

Il pub "Da Irma" in piazza XX settembre?
di VALTER MANZONE

Stop alla musica al "Victor pub"
di Bandito

di VALTER MANZONE

 


 

GENTE DI CASA NOSTRA

Eligio Nicolotti, testimone
della tragica disumanità dei lager

di RAOUL MOLINARI
 

 

La "memoria" celebrata in questi giorni è luoghi, avvenimenti, volti, affetti, vittime innocenti rubate a un’esistenza non vissuta, un impoverimento di tutta la società civile. Questa ricorrenza riferita a un momento storico che poneva fine alla barbarie di Auschwitz e a quella di tanti altri campi di sterminio nazisti non può, però, e non deve, limitarsi allo spazio di un giorno, né alla sola shoah. Indubbiamente lo sterminio programmato e sistematico contro una grossa parte di umanità, che comprendeva tutti i diversi oltre che tutto un popolo, tocca le corde più sensibili e profonde di ogni essere umano e ragionevole, tuttavia il nostro orrore non può limitarsi a quella sola immane tragedia. La nostra memoria non può dimenticare le vittime di tutte le guerre.

L’attualità, purtroppo, in odore di revisionismi, di negativismi e di crescente intolleranza razziale, ben foraggiata da un’informazione di parte, rende inefficaci questi momenti di partecipazione fortemente voluti perché "non si dimentichi". Proprio nei giorni scorsi, il prefetto di Cuneo, Bruno D’Alfonso, per ricordare i deportati e gli internati nei lager nazisti, ha consegnato 19 medaglie d’oro (di cui 8 alla memoria) ai sopravvissuti dei campi di concentramento. La provenienza di questi "miracolati" è sparsa un po’ ovunque, anche sulle nostre colline. Ci ha colpito in modo particolare la storia di uno di loro: Eligio Nicolotti di Cossano Belbo, raccontataci dalla moglie, signora Giovanna, e dal figlio Fabrizio.

Eligio Nicolotti.La classe 1922 delle nostre terre di alpini in forza nella Cuneense, ben nota per la sua tragica storia, è stata quasi completamente cancellata nella folle campagna di Russia. Anche la classe 1923 non ebbe sorte tanto migliore: ricevuta la cartolina precetto, a metà del ’42, quei ragazzi non ancora ventenni furono inviati ai vari fronti di guerra. Eligio Nicolotti era uno di loro: chiamato alle armi e aggregato al 41° reggimento Fanteria di Mondovì, venne destinato al fronte greco. Il 26 ottobre 1942, partito da Imperia, con marce forzate, via terra, giunse a Kalàvryta. Dal 18 novembre di quell’anno fino all’8 settembre 1943, prese parte con il suo reggimento a diverse operazioni di guerra nel gruppo assaltatori. In quell’infuocato fronte del Mediterraneo le nostre truppe operavano con quelle tedesche. Sopraggiunto l’armistizio, gli alleati di prima si trasformarono nei nostri più feroci nemici. Per i nostri ragazzi era tagliata ogni via di fuga: Eligio Nicolotti seguì la tragica sorte dei suoi compagni. Catturato insieme a tanti altri sventurati e fatto prigioniero, venne deportato in Germania dove rimase fino all’aprile del 1945.

Le cifre di quegli anni della tragedia e dell’orrore sono fin troppo eloquenti.

Eligio Nicolotti era di forte fibra contadina e aveva forgiato il suo fisico nei ripidi "sorì" della Langa di San Bovo di Cossano; venne perciò destinato ai lavori più duri come quelli della miniera. Furono giorni, mesi, anni interminabili di fatica inenarrabile, di condizioni disumane, di privazioni e di fame che avrebbero minato anche le tempre più robuste. Le violenze da parte dei carcerieri tedeschi erano frequenti e reiterate: ogni minimo appiglio era buono per infierire sulle vittime inermi. Eligio si portò per tutta la vita i postumi invalidanti di uno di quegli episodi di violenza: uno dei carretti da lui trasportati, disgraziatamente, si ribaltò rovesciando il pesante carico che lui doveva trasportare; violenta fu la reazione del suo guardiano: col calcio del fucile lo colpì ferocemente e ripetutamente causandogli una ferita alla gamba tale da non guarirne più. Non poteva nascondere il ricordo di quella violenza perché ne portò fino alla fine dei suoi giorni le conseguenze dolorose. Di tutti gli altri ricordi non amava parlare: li aveva relegati nel profondo per dimenticare e per non far vivere alla moglie e ai suoi tre figli immagini e momenti di estrema sofferenza, che erano troppi e che ancora gli bruciavano nel profondo.

I suoi familiari, la moglie Giovanna e i figli Fabrizio, Graziella e Laura ce lo descrivono come un uomo che non solo non ha mai fatto pesare la sua infermità, ma ha saputo superare un tragico passato, trovando tra gli affetti e nelle sue vigne, tra i suoi filari, quella serenità contadina e quell’amore per la propria terra che i suoi vecchi gli avevano trasmesso.

Raoul Molinari


      

  
TETTI BLU - La città che cresce

Il quartiere raddoppia

di ADRIANA RICCOMAGNO
 

Quartiere Europa. Il Comune ha di recente accolto la proposta di completamento della società Clarke, che si occupa della realizzazione della seconda variante al Piano esecutivo convenzionato dell’area C44 ("Tetti blu").

L’Assessore: «Manca al quartiere il fronte edilizio su corso Europa: avrà una destinazione commerciale, terziaria e in maniera residuale residenziale. Si capirà così la versione architettonica e migliorerà la vivibilità».
  

Il Comune ha di recente accolto la proposta della società Clarke, che si occupa della realizzazione della seconda variante al piano esecutivo convenzionato dell’area C44 (Tetti blu) per il completamento del quartiere.

Spiega l’assessore Alessandro Pelisseri: «Avevamo preso l’impegno di tenere informati sulle evoluzioni dello sviluppo urbano dell’area i referenti dei diversi gruppi, in modo da raggiungere con le informazioni i residenti e raccogliere eventuali osservazioni. Così è stato».

Nelle scorse settimane, sono stati convocati i quartieri Piave, San Cassiano e il Comitato dei residenti dell’area.

  • Che cosa manca ancora al quartiere, Assessore?

«Manca il fronte edilizio su corso Europa, oggetto di questa variante: avrà una destinazione commerciale, terziaria e in maniera residuale residenziale, sul fronte opposto alla strada. La costruzione di questo settore farà anche capire la versione architettonica definitiva del quartiere; la destinazione commerciale e dei servizi ne migliorerà la vivibilità».


(Foto Bruno Murialdo).

  • Qual è il contenuto della proposta?

«Fino a oggi non era stata ben definita la posizione dell’area di 500 metri quadrati che, come da convenzione, devono andare al Comune. La società Clarke aveva infatti fra gli altri oneri – la costruzione della scuola, delle aree verdi, dei marciapiedi, dei percorsi, dei parcheggi –, anche quello di consegnare questo spazio, individuato all’interno di un edificio, al primo piano, con un accesso indipendente e una reception».

  • Come sarà utilizzato?

«Si pensa di spostare il Centro anziani, che ora si trova nella scuola materna. In prospettiva la scuola crescerà è diventerà l’unica destinazione dell’edificio, mentre il Centro anziani potrebbe trasferirsi appunto dall’altra parte. In base alle esigenze future e alle richieste del quartiere si potranno valutare nuove destinazioni, da uffici comunali distaccati a un centro di socializzazione».

  • In che cos’altro consiste l’iniziativa?

«Sarà realizzato un altro parcheggio pubblico, nel lato di viale Masera. La società di costruzione si è anche impegnata a realizzare aree verdi e a completare il sistema viabile fra gli edifici».

  • Quali sono le tempistiche previste?

«La convenzione con la Clarke è valida fino al 2 agosto 2012, ma è normale che un’operazione immobiliare di questa dimensione abbracci un ampio arco temporale. Peraltro, si tratta di buoni interventi edilizi a prezzi accessibili, che saranno rivalutati. Sono convinto che l’area C44 sarà il quartiere migliore della città, un quartiere modello che è stato immaginato con criteri moderni. Il fatto di non essere attraversato da strade lo rende più vivibile e meno pericoloso».

Adriana Riccomagno
    

OPINIONI
C44. Abitanti preoccupati dal traffico

Convocati dall’Amministrazione, i comitati di quartiere stanno raccogliendo informazioni sulla variante.

Nell’area C44 è attiva l’associazione di volontariato Nel viale, il cui rappresentante, Emilio De Vitto, segnala l’esigenza che i lavori siano terminati il prima possibile e affida le ulteriori considerazioni al presidente del Comitato del quartiere Piave Gigi Garassino. «La complessità del documento richiede un approfondimento», spiega Garassino. «Le preoccupazioni riguardano i tempi: i disagi derivano non solo dal cantiere, ma dal mancato completamento delle opere di urbanizzazione. I primi alloggi sono stati consegnati all’inizio del millennio e in base ai termini previsti per la presentazione dei progetti, dei permessi di costruire e per la costruzione, prevediamo che il cantiere possa protrarsi fino al 2016».

Oltre a sottolineare il problema del traffico, Garassino indica «le questioni legate al trasferimento di parte della cubatura da terziario a residenziale, per circa una trentina di alloggi. Comprendiamo i costruttori, ma perché limitare gli uffici, mentre vicino, in via dell’acquedotto, sarà costruito un complesso terziario di grandi proporzioni? Per quanto riguarda i volumi, la variante non introduce novità». Si discute anche sui 5.000 metri quadrati con destinazione commerciale. Garassino: «Si tratta di un centro commerciale, che ha pregi, poiché crea servizi, ma anche difetti, potendo peggiorare il traffico. Il quartiere chiede sia realizzata subito la bretella di collegamento fra corso Piave, corso Europa e la rotonda "della vigna"».

Gigi Garassino

Anche l’altro Comitato di quartiere della zona Piave evidenzia esigenze analoghe, come spiega il presidente Giuliano Pioggia: «Lamentiamo la carenza di parcheggi e il timore che i tempi del cantiere si allunghino eccessivamente. Inoltre, le aree verdi previste sono generiche: proponiamo che nella più grande sia realizzata un’area per gli animali domestici. Un altro grande problema del quartiere è il traffico, in particolare nei pressi della rotonda "della vigna": se le 250-300 famiglie che risiedono al quartiere Europa hanno un grave disagio oggi, figuriamoci con la costruzione dei nuovi edifici, quando gli abitanti raddoppieranno almeno».

Risultano infatti ancora da realizzare, oltre all’intero comparto terziario-commerciale, volumetrie residenziali per circa 65.000 metri quadrati, che consentiranno di raddoppiare il numero delle abitazioni. Pioggia: «Infine, vorrei segnalare che abbiamo ancora la neve sui marciapiedi e che, come più volte abbiamo segnalato all’Amministrazione, l’accesso pedonale da corso Europa al quartiere è buio: il Comune però non può fare nulla in questo caso. È competente a mettere i lampioni: è la società Clarke, che finora non ha provveduto».

a.r.