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«GRINZANE CAVOUR» ’97

di CORRADO OLOCCO


Gazzetta d'Alba n. 24 del 18 giugno 1997 - Home Page «La presenza di giurie studentesche nel Grinzane Cavour è elemento determinante di buona riuscita ed è esempio, a livello nazionale, di come si possa attuare l’educazione alla lettura nell’ambito scolastico che sembra diventare via via più arido a questa esigenza. Poi riduce l’eventualità che nelle scelte decisive dei quindici addetti ai lavori prevalga l’opinabile» (Gino Montesanto).

Al premio «Grinzane Cavour» è stato l’anno dei quarantenni. I supervincitori nelle sezioni narrativa straniera e narrativa italiana del prestigioso premio letterario, giunto alla sedicesima edizione, sono l’israeliano David Grossman, 42 anni, autore di Ci sono bambini a zigzag (Mondadori) e Marco Lodoli, 41 anni, con il romanzo Il vento (Einaudi).

La cerimonia di premiazione si è svolta sabato pomeriggio, sotto i bastioni del celebre castello nel cuore della bassa Langa. A sancire la vittoria di Grossman e Lodoli sono state le due giurie del «Grinzane», quella dei critici presieduta da Lorenzo Mondo e quella scolastica, composta da studenti di scuole superiori di Alba (Istituto magistrale), Agropoli, Acqui Terme, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Rimini, Roma, Torino, Trieste, Buenos Aires, New York e Parigi, della Scuola europea di Bruxelles e dei dipartimenti di italianistica delle Università di Mosca e Salamanca.

Il conduttore della cerimonia di premiazione Orlando Perera ha sottolineato i pregi del particolare sistema di votazione adottato per la «creatura» del professor Giuliano Soria, con la doppia giuria (critica e studentesca) che garantisce maggior trasparenza e minori condizionamenti.

David Grossman vive a Gerusalemme e prima di dedicarsi alla scrittura è stato giornalista radiofonico, attività che ha dovuto abbandonare a causa delle sue posizioni in merito alla questione palestinese. Il romano Marco Lodoli, invece, alterna l’attività di insegnante di scuola superiore a quella di collaboratore dell’Unità.

La cerimonia di sabato ha visto salire sul palco anche gli altri finalisti del «Grinzane»: Paolo Di Stefano (Azzurro, troppo azzurro, Feltrinelli), Gina Lagorio (Il bastardo, Rizzoli), il colombiano Alvaro Mutis (Abdul Bashur sognatore di navi, Einaudi) e il tedesco Bernard Schlink (A voce alta, Garzanti).

Inoltre sono stati assegnati premi speciali al braidese Gianni Farinetti, che ha ottenuto il riconoscimento come miglior autore esordiente grazie al giallo ambientato tra Bra, Cherasco e la Costa Azzurra Un delitto fatto in casa (Marsilio), a Daria Galateria, premiata per la saggistica per l’opera Fughe dal Re sole (Sellerio), e ad Agostino Lombardo, per la sua opera di traduttore dall’inglese e in particolare per quella delle opere di Shakespeare.

Il premio internazionale «Una vita per la letteratura» (una sorta di Oscar alla carriera) è andato al poeta francese Yves Bonnefoy, considerato il più grande poeta transalpino vivente e uno dei più importanti del panorama internazionale. Bonnefoy ha ricordato di aver conosciuto e imparato la nostra lingua grazie a Dante e, a gentile richiesta, ha accennato per il pubblico l’inizio della Divina Commedia.

La cerimonia di premiazione del sedicesimo «Grinzane Cavour» ha offerto anche innovazioni tecnologiche, con i collegamenti in videoconferenza con le giurie di Bruxelles, Salamanca e Parigi (con qualche intoppo di rito, come si conviene a una diretta...), mentre un interessante «ponte» tra la letteratura e i fatti di attualità e politica internazionale che tengono banco in queste settimane, è stato fornito da un’intervista registrata con lo scrittore albanese Ismail Kadarè, finalista al «Grinzane» nel 1992.

Un tocco di spettacolarità gradito, anche se ha dilatato i tempi della cerimonia, è stato portato dall’attrice Ottavia Piccolo, che ha letto brani dai dieci libri premiati nelle varie sezioni dando, come ha sottolineato Paolo Di Stefano (uno dei finalisti), una «musicalità» particolare ai testi letterari.

Corrado Olocco
   

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