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Gazzetta d'Alba, n. 22 del 1 giugno 2010

n. 22 del 1-6-2010
Questa settimana
scelti per voi...

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di MAURIZIO BONGIOANNI

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di MARCELLO PASQUERO

Si recupera la più antica chiesa 
del Roero dedicata a San Michele

Il ponte verrà consolidato
di ENRICO FONTE

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di M.V.

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Luigi Barbero guida l'ente turismo
di MATTEO VIBERTI

Il nuovo volto della Fiera

 


 

SANTO STEFANO

Si recupera la più antica chiesa del Roero
dedicata a San Michele

 

 

Da qualche tempo l’Ordine dei Cavalieri di San Michele del Roero sta dimostrando un crescente interesse per il più antico e storico sito del Roero intitolato al proprio Santo Protettore. Si tratta di una chiesetta che occhieggia tra gli alberi dal cocuzzolo di una collina nel territorio di Santo Stefano.

La chiesa di San Michele Anterisio a Santo Stefano.
La chiesa di San Michele Anterisio a Santo Stefano.

Anticamente essa sovrastava l’abitato di Anterixio, prima della sua distruzione a opera degli astigiani verso la metà del 1200. Di questo luogo di culto si hanno notizie già dall’anno 1041, quando l’imperatore Enrico III (il Nero) l’affida alla chiesa di Asti. Nel 1065 essa viene citata nella donazione di Adelaide di Susa al vescovo di Asti. Si trova documentazione dei suoi rettori all’inizio del 1200: sono i presbiteri Oberto di Anterisio (1207) e Anselmo di Anterisio (1216).

Dopo la citata distruzione del borgo di Anterixio, quella chiesa subì un progressivo degrado, tanto che il vescovo di Asti, durante la vista pastorale del 1717, ne ordinò l’abbattimento. Saranno gli abitanti del luogo che, a proprie spese, la ricostruiranno nel 1719, naturalmente nello stile dell’epoca.

Dal 1919 San Michele de Anterisio è stata dichiarata monumento nazionale; ma oggi necessita di restauri per i quali esiste un articolato progetto da realizzare progressivamente secondo le disponibilità finanziarie: i Cavalieri del Roero si sentono impegnati a sostenere questa causa sia con contributi, sia attraverso iniziative che attirino su quel sito l’attenzione di enti, istituzioni e privati.

Quest’anno l’Ordine provvederà all’urgente intervento di consolidamento e restauro del timpano della facciata. Il previsto contributo verrà consegnato al rettore della chiesa, il cav. Ernesto Giovanetti, dal gran maestro dell’Ordine Carlo Rista durante una simpatica marenda sinoira alla campagnola, organizzata in collaborazione con gli abitanti del posto il 5 giugno.

Il luogo è talmente raccolto e pittoresco, immerso com’è nel tipico paesaggio roerino, che invita sia a individuali soste di riflessione e preghiera, sia alle scampagnate in allegra brigata. Il 5 giugno sarà presente una folta delegazione dell’Ordine; la serata sarà allietata da musicisti dell’Istituto musicale di Canale e del Roero e dalla sempre attiva Corale sanstefanese diretta dal maestro Marco Costa.


      

  
CORTEMILIA - L’intervento (da un milione e 200 mila euro) non prevede l’abbattimento. Lavori nella prossima primavera

Il ponte verrà consolidato

di ENRICO FONTE
   

Da diversi anni, negli uffici della Provincia, si parla del consolidamento del ponte sul fiume Bormida. Sono state fatte parecchie ipotesi, ma nessuna ha portato a risultati concreti. Ora, sembra arrivato il momento della svolta. Nei giorni scorsi, la Giunta provinciale, rappresentata dal vicepresidente Giuseppe Rossetto, dall’assessore Luigi Costa e dall’ingegnere Beppe Giamello, ha incontrato l’Amministrazione civica per tracciare i margini dell’intervento, la cui fattibilità è confermata da uno studio appena vagliato.

Dal progetto, che potrebbe diventare esecutivo entro la prossima primavera, è stata definitivamente esclusa la possibilità, ventilata alcuni anni fa e molto discussa dalla cittadinanza, di abbattere il ponte per realizzarne uno nuovo. Spiega il vicepresidente della Provincia Giuseppe Rossetto: «Abbiamo scartato quest’opzione per ragioni economiche e, soprattutto, per evitare gravi disagi alla circolazione (la struttura, infatti, è uno snodo chiave per il collegamento tra le Valli Bormida e Uzzone, nda). In ogni caso, il ponte va rafforzato sia dal punto di vista statico che da quello della sicurezza idraulica».


Il ponte sul Bormida collega i borghi di San Michele e San Pantaleo.

Nel dettaglio, quali sono le cose che non vanno? Scrivono i tecnici provinciali nella relazione relativa allo studio di fattibilità: «Nel tempo, sono stati effettuati interventi di consolidamento alle pile che, però, hanno creato notevole ingombro allo scorrimento dell’acqua. L’attuale sezione idraulica è insufficiente al corretto deflusso della piena, anche perché parte dell’area in questione è stata occupata dalle sottomurazioni aggiunte alle fondazioni originarie. Inoltre, queste opere di rafforzamento, come rilevato dagli operatori dell’Anas, non hanno impedito il procedere dello scalzamento delle pile».

Come procedere, dunque? Rispondono i tecnici: «Verranno demoliti gli allargamenti dei basamenti e, attraverso l’impiego di micropali, sarà realizzato un sistema di protezione dall’erosione. Tra le altre cose, si procederà alla risagomatura dei basamenti, all’installazione di rostri capaci di agevolare il deflusso idraulico e al ripristino delle parti deteriorate. La spesa (a carico della Provincia, nda) si aggira intorno a 1 milione e 200 mila euro».

Soddisfatto dell’incontro, il vicesindaco di Cortemilia Roberto Bodrito ha commentato: «Abbiamo apprezzato la disponibilità della Provincia. La riunione è stata utile per conoscere il piano d’intervento. Le opere accresceranno la sicurezza del ponte e miglioreranno l’area circostante».

A proposito di opere pubbliche, la Provincia ha reso noto che nei giorni scorsi sono stati appaltati alcuni interventi di adeguamento della provinciale 439. Nei prossimi mesi, verrà rinforzato un tratto di strada in località Gisuole, a Gorzegno, e saranno ampliate le curve di strada Valle Bormida, fuori dal centro abitato di Cortemilia, e di località Gorretta, a Torre Bormida. «Finora, fortunatamente, questa pericolosissima strettoia non ha mai causato gravi incidenti; tuttavia, è indispensabile intervenire con urgenza e ci auguriamo che questa volta si possa scrivere la parola fine sulla vicenda», ha dichiarato il sindaco di Torre Bormida Roberto Ranuschio.

Enrico Fonte