Gazzetta d'Alba online Logo San Paolo
 

 
Gazzetta d'Alba, n. 3 del 19 gennaio 2010

n. 3 del 19-1-2010
Questa settimana
scelti per voi...

L’urlo di Haiti serva a scuotere
le coscienze

di ADRIANA RICCOMAGNO

Crisi, una lotta infinita
di MATTEO VIBERTI

Abet: mobilità soltanto
su base volontaria

di VALTER MANZONE

Arpa", entro gennaio il Piano di bonifica
di DIEGO LANZARDO

La Provincia si mobilita
per la Oerlikon Graziano

di ADRIANA RICCOMAGNO

115 mila pensionati a 500 euro al mese
di M.G.O.

Stella non vuole l’elemosina
di M.G.O.

Varietà è ricchezza
di CHIARA CAVALLERIS

Annate di ottimo livello
per Barolo e Barbaresco

di GIANCARLO MONTALDO

Troppi in carcere
di CORRADO OLOCCO

Terzo ponte. I fondi i non bastano
di A.C.

Memoria. Il giorno per ricordare
le vittime e i giusti

di P.R.

Bullismo: è nata un’associazione
di genitori

di VALTER MANZONE

Dal commercio segnali di ripresa
di DIEGO LANZARDO

Corso Einaudi più sicuro
di ENRICO FONTE

Pollenzo: ampliata l’area di tutela
del sito Unesco

di DIEGO LANZARDO

Vigolungo: «Offriremo calore
e occupazione»

di ELENA CHIAVERO

 


 

Le iniziative albesi per coloro che furono uccisi nei campi di sterminio e prigionia e chi cercò di opporsi allo sterminio

Memoria
Il giorno per ricordare le vittime e i giusti

di P.R.
 

 

Il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di prigionia di Auschwitz, è il giorno scelto per ricordare chi fu vittima della deportazione e della prigionia, fu assassinato dai nazisti con il gas o, sopravvissuto, portò con sé fuori dai reticolati i segni della barbarie. Un giorno dedicato alle vittime e a chi sfidò il pericolo di essere deportato a propria volta per salvare anche uno solo dei perseguitati, che fosse ebreo, omosessuale, zingaro, oppositore politico.

La data del sabato in cui l’Armata rossa liberò le poche migliaia di prigionieri ancora in vita nel Lager polacco – il complesso più grande per perseguire la «soluzione finale» di Hitler – è diventata un simbolo della sofferenza di milioni di uomini e donne e di coloro che si opposero al progetto di sterminio. Non pochi albesi conobbero la deportazione. Tra essi Angelo Travaglia, che spese una parte importante della sua vita per testimoniare quanto aveva visto e vissuto a Flossemburg e a Dachau.

Padre Vincenzo Prandi.
Padre Vincenzo Prandi.

Alcuni albesi hanno avuto il riconoscimento di Giusti tra le nazioni, come i coniugi Oberto di La Morra o il maresciallo dei Carabinieri Carlo Ravera. Di altri c’è la testimonianza di quanto fecero per salvare il prossimo in pericolo, come Fiorenzo e Carola Barbero (Gazzetta racconterà la loro storia nel prossimo numero).

C’è chi perse la vita, anche lontano dall’Europa, per tentare di salvare degli innocenti. Lo stesso 27 gennaio, nelle Filippine, padre Vincenzo Prandi – sacerdote albese degli Oblati di San Giuseppe – fu massacrato dai soldati giapponesi. Scrissero due suoi confratelli missionari: «Venne avvisato che erano stati arrestati alcuni suoi cristiani, tra i quali anche il sindaco e altri notabili di San José (...). Sapeva benissimo che ormai la fine si avvicinava (...), che la prudenza consigliava di eclissarsi o, almeno, di non muoversi; ma egli non era il tipo di abbandonare i suoi protetti prima di aver tentato ogni via possibile». E così tentò di convincere gli ufficiali giapponesi, ma fu messo insieme agli altri prigionieri. Il giorno dopo, sulla riva di un torrente, fu fucilato e finito con la baionetta e il calcio del fucile. A padre Prandi sarà dedicata la prima delle manifestazioni organizzate ad Alba per la Giornata della memoria. Seguiranno momenti per ricordare padre Giuseppe Girotti, Giovanni Palatucci.

La lapide che ricorda padre Vincenzo Prandi nelle Filippine.
La lapide che ricorda padre Vincenzo Prandi nelle Filippine.

E figure come quella di Mario Segre, studioso di storia antica, in particolare dell’epigrafia, per un biennio professore del liceo classico albese, morto ad Auschwitz, che saranno ricordate ad Alba grazie al lavoro di ricerca dell’Associazione degli ex allievi del liceo Giuseppe Govone.

Il programma. Sabato 23 gennaio, alle 17, nel santuario di Nostra Signora della Moretta sarà celebrata la Messa in suffragio di padre Vincenzo Prandi.

Domenica 24 gennaio, alle ore 10.30, nella chiesa del Divin Maestro, sarà celebrata la Messa in suffragio di tutti i Caduti nei campi di sterminio e di prigionia e il ricordo dei Giusti tra le nazioni dell’albese. Alle 11.30, in via padre Girotti e, successivamente, nell’area verde di viale Cherasca verranno deposte le corone di alloro in memoria di Padre Girotti e di Giovanni Palatucci Giusti fra le nazioni.

Venerdì 29 gennaio, alle 11, nella Biblioteca storica del liceo classico Giuseppe Govone, gli allievi leggeranno testimonianze e pensieri. La lettura sarà accompagnata da musiche e proiezioni.

Mario Segre.Sabato 30 gennaio, alle 10, nel palazzo delle mostre e dei congressi Giacomo Morra si terrà l’incontro La vita, l’opera ed il sacrificio del prof. Mario Segre, vittima della legislazione antirazziale. Il professor Mario Segre, insegnante di latino e greco al Liceo classico di Alba, e la sua famiglia, vennero assassinati ad Auschwitz nel maggio del 1944. Interverranno Fabio Levi dell’Università di Torino e il professor Riccardo Bottoni dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Alle 13, al ristorante didattico dell’Apro, è previsto un pranzo (a pagamento: prenotazione obbligatoria allo 0173- 29.24.56, entro il 28 gennaio).

p.r.


      

  
DISAGIO - "Giovani, legalità e sicurezza" vuole prevenire nuovi episodi di violenza

Bullismo: è nata un’associazione di genitori

di VALTER MANZONE
   

Un’associazione per prevenire – e anche combattere, laddove ce ne fosse bisogno – il fenomeno del "bullismo". Nasce all’ombra della Zizzola, a cura di un gruppo di 11 genitori molto sensibili al tema, che hanno dato vita proprio all’associazione "Giovani, legalità e sicurezza". La loro preoccupazione è scaturita dai recenti fatti di bullismo tra adolescenti, di cui la città è stata teatro nello scorso mese di novembre. Fatti che hanno richiesto anche l’intervento efficace dell’Arma dei Carabinieri, la quale ha individuato alcuni responsabili, denunciandoli alle autorità. Scrivono i fondatori: «Da un po’ di tempo a questa parte sentiamo raccontare dagli adolescenti di atti di bullismo violento compiuto da gruppi di coetanei nei confronti di giovani amici. Che spesso non avvengono nelle vie buie della periferia braidese, magari in ore notturne, ma addirittura in quelle del centro». È evidente il riferimento soprattutto agli ultimi dati di cronaca emersi, che hanno permesso ai Carabinieri di sgominare una gang di ragazzi, tra i quali molti minorenni, che in pieno centro, di giorno, picchiavano e umiliavano coetanei.

Enrico Agnelli, uno dei fondatori, commenta: «Ci preoccupa molto il fatto che nei luoghi dove i ragazzi si incontrano, per vivere la città, possano succedere fatti di questa gravità. Come genitori vogliamo poter dire la nostra: per questo abbiamo deciso di unirci, per avere più forza e maggior incisività, proprio per evitare che questo fenomeno prenda piede e si diffonda ulteriormente».

E poi ci sono le testimonianze vere, quelle arrivate dai figli: «Parliamo con loro e scopriamo che durante l’estate un loro amico è stato malmenato il pomeriggio in via Cavour, un altro è stato picchiato e ferito sull’Ala alle 22, un altro ancora è stato aggredito all’uscita della scuola media».

Un altro socio continua: «Spesso i dati ufficiali sottostimano il fenomeno, perché la maggior parte delle volte l’evento non viene denunciato per evitare ritorsioni o problemi aggiuntivi. Questo atteggiamento però crea le condizioni ottimali per il ripetersi delle angherie, direttamente connesse al senso di impunità per il bullo e di remissiva solitudine per la vittima».

La nascente associazione "Giovani, legalità e sicurezza" verrà presentata in un incontro, che avrà luogo stasera (ore 18) nella sala della Resistenza di palazzo comunale. Concludono i genitori: «Abbiamo invitato tutte le forze sociali che possono essere interessate al problema, dalle Forze dell’ordine a chi opera nella scuola, i genitori, i giornalisti e l’Amministrazione comunale. Intendiamo mettere insieme molte risorse per affrontare in modo sistematico questo problema. Vogliamo evitare che germi di violenza trovino – tra indifferenza, paura, e menefreghismo – un terreno fertile per trasformarsi in violenza vera e propria con tutto ciò che ne deriva».

Valter Manzone