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Gazzetta d'Alba, n. 21 del 26 maggio 2009

n.21 del 26-5-2009
Questa settimana
scelti per voi...

Quanto costa fare il Sindaco
di MATTEO VIBERTI

Ipermercato divoratutto
di CRISTINA BORGOGNO

La banca dei giovani

La scure della riforma
di
DANIELA SCAVINO

Guai e virtù del digitale
di G.S.

Hilos. Stefano Cavallotto
racconta vite difficili

di
DANIELA SCAVINO

Una tenda per Gesù
di ENRICO FONTE

Nasce lo Sportello unico
per i servizi sociosanitari

di VALTER MANZONE

Confronto-scontro fra i candidati
di GIANLUCA ODDENINO

Le immagini del festival 

Don Paolo Tablino, una vita
per le amate missioni africane

di RAOUL MOLINARI

Maddalena con polemica
di M.V. e M.G.O.

 


 

L’INTERVISTA - Don Franco Gallo - Sabato 30 maggio, alle 18, don Franco Gallo celebrerà la prima Messa nella chiesa della Trasfigurazione

Una tenda per Gesù

di EENRICO FONTE
 

 

Mussotto. «Signore, quanto è bello per noi restare qui; se vuoi, farò tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia» (Matteo 17,1-8). Pietro, sul monte Tabor insieme a Giacomo e Giovanni, aveva appena assistito alla Trasfigurazione di Gesù: dopo duemila anni, la "tenda" del Cristo trasfigurato diventerà la nuova casa della comunità di Mussotto.
   

«Signore, quanto è bello per noi restare qui; se vuoi, farò tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia» (Matteo 17,1-8). Pietro, sul monte Tabor insieme a Giacomo e Giovanni, aveva appena assistito alla Trasfigurazione di Gesù: dopo duemila anni, la "tenda" del Cristo trasfigurato diventerà la nuova casa della comunità di Mussotto. Sabato 30 maggio, alle 18, don Franco Gallo celebrerà la prima Messa nella chiesa della Trasfigurazione.

  • Don Franco, è un sogno che si avvera?

«In un certo senso, è così. Sono attratto dal nuovo: quando visito una città, la prima cosa che faccio è cercare una chiesa moderna. Sono affascinato dal modo in cui l’uomo di oggi riesce a esprimere l’aspirazione verso l’assoluto, presente nei nostri cuori. Le chiese di Ronchamp e dell’autostrada del sole sono le mie preferite. Ho visitato più volte anche la chiesa torinese del Santo Volto progettata da Mario Botta. Il passato è importante, ma è l’oggi che mi attrae e mi impegna».

  • La nuova chiesa della Trasfigurazione, si intuisce dal nome e dalla forma, rievoca uno degli eventi più importanti del Vangelo. Come mai questa scelta?

«La tenda ha una forte risonanza biblica. Basti pensare alle parole pronunciate da Giovanni: "Il Verbo si fece carne e piantò la sua tenda tra noi". La tenda ci ricorda il carattere provvisorio della natura umana. Sulla terra gli uomini sono solo di passaggio, "stranieri e pellegrini", in cammino verso la patria definitiva del cielo».


Foto di Severino Marcato.

  • Le novità riguardano anche l’interno. Il celebrante sarà seduto in mezzo al popolo.

«La disposizione interna della comunità obbedisce alla grande riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II. La chiesa è il popolo di Dio, il celebrante la presiede ma non ne è distinto. Lo sposo è Cristo, la comunità è la sua sposa. Nella parte centrale, lo spazio vuoto a forma di pesce richiama la presenza misteriosa ma reale di Dio tra noi. La nuova struttura cerca di dare importanza anche al campanile: la chiesa, infatti, non nasce dal basso ma dall’alto. Sotto il campanile c’è il battistero, al quale si accede scendendo tre scalini: il Battesimo è immersione nella morte e risurrezione di Cristo. I fedeli potranno essere battezzati per immersione, nel rispetto del significato più autentico».

  • In che contesto è inserita la nuova chiesa?

«È stata scelta un’area perfetta: la chiesa della Trasfigurazione si trova in posizione centrale rispetto ai complessi scolastici, ai centri sportivi e alle aree residenziali. Percorrendo corso Canale e corso Bra si nota come Mussotto sia in forte espansione; la nuova chiesa rispecchia questa crescita».

  • Quali sono le strutture annesse alla chiesa?

«Al piano terra sono presenti due saloni, uno dei quali può ospitare 150 persone. Potremo anche disporre di un’ampia cucina e di altri locali che verranno utilizzati dai ragazzi per momenti di ritrovo e divertimento. Al primo piano, trovano spazio due uffici, le aule per il catechismo e un locale ampio che diventerà la sede dell’Acli. Al secondo piano ci sono le abitazioni per i parroci (quattro bilocali e un salone soggiorno, ndr). L’edificio è dotato di pannelli solari che forniranno luce e riscaldamento anche alla chiesa. Vogliamo ridurre i costi, rispettando l’ambiente».

  • Come è stato possibile realizzare tutte queste opere?

«Metà della spesa – 3.355.000 euro – è stata coperta dalla Cei, attingendo all’otto per mille. La fondazione Cassa di risparmio di Cuneo ci è venuta incontro con un contributo di un milione di euro. Le restanti spese sono state sostenute dalla Parrocchia e dalla Diocesi. I parrocchiani si sono fatti onore, acquistando l’arredo interno della chiesa. La gara di solidarietà che si è innescata mi ha commosso».

  • Che cosa rappresenta una chiesa per la comunità?

«La chiesa è un po’ come l’abito nuziale per la sposa. L’abito ha la sua importanza, fa parte di quel complesso di piccole cose, come l’alloggio o il lavoro, su cui si basa l’amore tra due sposi. Anche la chiesa, intesa come edificio, fa parte della comunità credente. Capisco bene quanto sia importante per i musulmani presenti sul nostro territorio avere una moschea. Ora la comunità ha intrapreso un cammino di crescita: le premesse sono buone, la voglia di fare è tanta e per il resto ci affideremo all’azione dello Spirito Santo, che non abbandona mai la Chiesa. Emblematiche le parole dell’apostolo Paolo: "Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere"».

  • Ha un messaggio per chi visiterà la chiesa?

«Invito tutti a visitare la chiesa della Trasfigurazione, che rimarrà sempre aperta. Prima di esprimere un giudizio frettoloso, cercate di capire la chiesa, immedesimandovi nel progetto studiato da Ugo Dellapiana e dai suoi collaboratori. Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera».

Enrico Fonte


      

   
SERVIZI - Asl e consorzio "Intesa" insieme per offrire un servizio più completo agli utenti

Nasce lo Sportello unico per i servizi sociosanitari

di VALTER MANZONE
   

«Uno Sportello unico sociosanitario, capace di dare risposte integrate all’utenza, promuovendo sinergie tra il servizio sanitario e quello sociale». Così il presidente del consorzio Intesa, Piero Degetto, presentando questa nuova realtà. Continuando, ha aggiunto: «Si era già parlato di questo nuovo servizio anche nei Piani di zona, quando si era deciso di far collaborare insieme soggetti pubblici e privati per definire in modo più chiaro la rete dei nostri servizi. Per questo sportello abbiamo ricevuto un finanziamento una tantum dalla Regione di 127 mila euro, con i quali dovremo far fronte alla sua gestione, a partire da una segreteria, un sistema informativo, la formazione dei soggetti che lo gestiranno e l’acquisto di un’auto per attivare uno sportello mobile».

La direttrice del Consorzio Anna Abburrà ha aggiunto: «I destinatari di questo progetto sono i cittadini, le istituzioni coinvolte e la comunità locale nel suo insieme. Oggi disponiamo di tre sedi operative dell’Asl 2, di ben 22 ambulatori di medici di medicina generale e di 15 unità operative locali del Consorzio, nelle quali si trovano l’assistente sociale, gli educatori professionisti e gli educatori sociosanitari. Pur essendo questi punti una risorsa, hanno anche un aspetto critico: essendo molti e disseminati su tutti i Comuni, non risultano così integrati fra il comparto sociale e quello sanitario. Con lo Sportello unico intendiamo proporre ai cittadini un approccio maggiormente coordinato e condiviso».

Elio Laudani, medico e direttore del Distretto n. 2 dell’Asl, ha aggiunto: «Lo sportello, più che un luogo fisico, è una funzione: il paziente che vi si rivolge potrà infatti essere preso in carico per la soluzione dei suoi problemi sia di ordine sanitario sia di carattere sociale».

A Bra sarà localizzata la segreteria organizzativa di quelle che sono le "porte di accoglienza", ovvero il risultato atteso dal progetto: 19 sedi unitarie nei vari paesi, dove il servizio sociale e quello sanitario offrono ai cittadini unicità di accoglienza, di risposta e di analisi dei bisogni. Particolarmente importante sarà quindi il raccordo tra il lavoro degli assistenti sociali e i loro collaboratori con i medici di medicina generale e i pediatri.

Molta importanza avranno anche i volontari di tante associazioni del territorio, che continueranno a collaborare con lo sportello per renderlo veramente operativo, anche per tutte le persone che vivono in situazione di non autosufficienza.

Valter Manzone
  

I NUMERI
  • 40 sportelli: quelli attuali, dell’Asl 2 e del consorzio Intesa
  • 19 porte di accoglienza: saranno le sedi unitarie, dislocate a Bra e negli 11 Comuni che fanno capo al consorzio
  • 8 gruppi e/o associazioni di volontariato che hanno aderito al progetto
  • 127 mila euro dalla Regione per l’attivazione dello Sportello unico