Gazzetta d'Alba online Logo San Paolo
 

 
Gazzetta d'Alba, n. 48 del 23 dicembre 2008

n. 48 del 23-12-2008
Questa settimana
scelti per voi...

Una scelta vincente
di G.S.

I neolaureati: «Il corso è duro,
tosto e lungo» e sperano in un 
master tenuto ad Alba

di G.S.

Miroglio taglia 30 impiegati
di G.S.

Il centro Ferrero è fallito
di VALERIA PELLE

Stop alla cementificazione
di DANIELA SCAVINO

Elisabetta va in Rai
di M.G.O.

Gas: arrivano maxibollette
di VALTER MANZONE

A Narzole scuola inagibile
di MIRANDA CIRAVEGNA

Nessuna piazza per Ghindo
di CORRADO OLOCCO

Le bandiere arancioni
a Bergolo e Grinzane

di ENRICO FONTE E LIVIO OGGERO

Cin cin land vuole ripartire
di PAOLO STACCHINI

Semplicità e autenticità di Gelindo mantengono vivi gli antichi valori
di RAOUL MOLINARI

Natale, «un Dio caldo che
sorride e respira»

di ANTONIO RIZZOLO

Apro sterza. Ed evita il baratro
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Degiacomi: «Il Consiglio approfondirà
a gennaio gli aspetti didattici e formativi»

di MARIA GRAZIA OLIVERO

A Piera una C1 fiammante

Sotto l'albero una nuova sezione
per i nostri lettori

Paolo Borgna - Gli avvocati "difesi" 
da un pubblico accusatore

di PAOLO RASTELLI

Più meritocrazia, perchè possano
andare avanti i migliori, non i più ricchi

di P.R.

 


 

NARZOLE - Appena restaurata, secondo il Comune i lavori eseguiti presentano gravi carenze

A Narzole scuola inagibile

di MIRANDA CIRAVEGNA
 

 

Sono emersi ancora nuovi e grossi problemi per le scuole elementari di Narzole, il cui parziale rifacimento era stato completato a tempi quasi record solo alla fine dello scorso mese di ottobre. Nel corso del Consiglio comunale di mercoledì 17, è stata data risposta a un’interrogazione presentata cinque giorni prima dalla minoranza: con essa si chiedeva di verificare l’esecuzione dei lavori sui tetti, eseguiti nel corso dell’estate, ritenuta non a regola d’arte, di nominare quindi una commissione conoscitiva con il compito di riferire sui provvedimenti presi in caso di difformità accertata e di ovviare alla mancanza di sistemi protettivi contro la caduta della neve.

Dopo un primo sopralluogo eseguito martedì 16 alla presenza di alcuni amministratori comunali, del direttore dei lavori (ing. Ezio Chiesa) e del responsabile dell’Ufficio tecnico (arch. Katia Bravo) e uno successivo anche con la consulenza dell’ing. Enzo Curti, responsabile collaudatore dei lavori, sono effettivamente state riscontrate gravi carenze rispetto agli elaborati di progetto (travi non poste correttamente, pilastri realizzati con mattoni forati e non pieni, movimenti anomali in giunzioni strutturali), con conseguente giudizio di "insicurezza statica". Ne è conseguita l’adozione di alcune misure urgenti, tra cui le dimissioni del direttore dei lavori e l’ordinanza sindacale per il momentaneo non utilizzo della scuola, ulteriormente necessitata anche dal carico delle imponenti nevicate di inizio settimana.

Richieste legittime della minoranza e senso civico degli amministratori nell’accoglierle vista la serietà della questione: questo è emerso negli scambi di opinione tra i due schieramenti di palazzo civico. L’opposizione ha espresso soddisfazione per essere stata considerata nelle proprie osservazioni e suggerimenti, mentre il Sindaco ha espresso scuse e disappunto per il nuovo fastidio che ne verrà a studenti e famiglie (ma si spera di poter ovviare durante le vacanze natalizie e di poter provvedere ad alcuni lavori anche con la presenza degli allievi). È stata altresì nominata in assemblea la Commissione conoscitiva richiesta nell’interrogazione (composta da Giacomo Arcostanzo e Mario Giaccardi per la minoranza; Fulvio Dalpozzo, Livio Taricco e Paolo Dellatorre per la maggioranza), che si metterà immediatamente al lavoro e provvederà, se necessario, all’individuazione di un tecnico per valutazioni più specialistiche.

Miranda Ciravegna


      

   
CRAVANZANA - Inopportuna, secondo la Prefettura, l’intitolazione al campione di balon incarcerato per collaborazionismo

Nessuna piazza per Ghindo

di CORRADO OLOCCO
   

Piazza Ghindo (Giuseppe Filippa) tornerà a essere piazza della chiesa. L’intitolazione al celebre giocatore di balon di inizio Novecento, decisa nei mesi scorsi dall’Amministrazione civica, è stata ritenuta "inopportuna" da parte della Deputazione subalpina di storia patria, che ha trasmesso il parere alla Prefettura, la quale ha inoltrato la segnalazione al Comune.

La ragione del parere negativo sull’intitolazione va cercata negli ultimi anni di vita di Ghindo, morto nel 1947 nel carcere di Susa, dove scontava una condanna per collaborazionismo. Dai libri dedicati al balon non si riesce a sapere molto sull’ingloriosa fine del giocatore. Nel volume 100 anni di pallone elastico (di Luigi Mussi, Remo Gianuzzi e Augusto Manzo, edito nel 1970) si legge: «Forse è, generalmente, poco nota la fine miseranda fatta da Ghindo. Male ispirato dalla moglie, di cui era succube, traditosi, a quanto pare, con alcune frasi imprudenti, quest’uomo, che tutti ci hanno descritto come fondamentalmente buono e generoso, venne dopo l’ultima guerra processato e condannato per collaborazionismo». L’identica frase si trova nel libro Storia del gioco del pallone e similari, scritto dagli stessi autori nel 1952, ma il capitolo si conclude con maggior durezza: «Oggi, chi va a Cravanzana per chiedere informazioni di Ghindo deve tenersi piuttosto prudente perché gli odi contro di lui non sono ancora del tutto sopiti. Ed è questa una cosa che fa pena, specie se si pensa che, un giorno, a Cravanzana, Ghindo era stato considerato come l’araldo delle fortune comunali».

La piazzetta con l’insegna (che ora dovrà essere rimossa).
La piazzetta con l’insegna (che ora dovrà essere rimossa).

Filippa, forse anche a causa della sua notorietà sportiva, ricoprì diverse cariche pubbliche. Nel 1928 venne nominato rappresentante nei sindacati fascisti; successivamente fu ufficiale di Stato civile e conciliatore. Gestì inoltre l’Ufficio postale del paese e nel 1938 divenne podestà. «Con la nostra decisione intendevamo ricordare il personaggio sportivo più importante di Cravanzana, non il suo passato politico. Per questo motivo avevamo scelto il nome col quale era noto sui campi da gioco. Abbiamo comunque accettato l’indicazione della Prefettura», commenta il sindaco Marco Robaldo.

La casa natale del giocatore (nel riquadro, la targa collocata sull'edificio)
La casa natale del giocatore (nel riquadro, la targa collocata sull’edificio)

Si sa di più sulla carriera sportiva di Ghindo, ricca di cronache ai limiti della leggenda. Nato nel 1881, fin da giovanissimo si mise in grande evidenza sulle piazze delle Valli Belbo e Bormida, conquistando numerosissime bandiere (i trofei dell’epoca, nda), che donava ai proprietari del castello, i quali le esponevano in paese in occasione della "Fiera grande" o di particolari ricorrenze. Quando ormai le piazze delle Langhe iniziarono ad andargli strette, Ghindo si presentò su quelle liguri e delle principali città piemontesi. Si ha notizia di partite giocate tra il 1898 e il 1903 a Porto Maurizio, Oneglia, Albenga, Loano e Bra contro i maggiori campioni dell’epoca (Chiarena, Lagorio, Laferrere). Il suo debutto al Mermet, come ricorda Nando Vioglio nel libro Mermet, storie di pallapugno e ordinaria albesità, suscitò l’ironia dei cittadini. Ghindo, appena diciassettenne, si presentò in campo scalzo, ma gli spettatori cambiarono opinione di fronte alla qualità delle sue giocate (di lui si narra che fosse ambidestro). La più celebre partita di Ghindo allo sferisterio di Alba fu quella organizzata nel 1901 per la Festa di San Lorenzo. Il giocatore di Cravanzana era la spalla del doglianese Chiarena. Sull’8-3 in favore dei rivali (capitanati del celebre Laferrere di Cisterna d’Asti) Ghindo rimpiazzò Chiarena in battuta, dando vita a una straordinaria rimonta, conclusa sul 10 pari, quando la partita venne sospesa per oscurità. Celebre anche la finale del 1900 a Mondovì contro Cigliutti, nella quale Ghindo, ferito alla mano, terminò la partita giocando a pugno nudo.

L’insegna sulla piazza. Come si può notare, la grafia adottata è diversa. Inoltre, la targa sulla casa riporta come data di morte il 1946, mentre i principali libri sul balon dicono che Filippa morì nel 1947.
L’insegna sulla piazza. Come si può notare, la grafia adottata è diversa.
Inoltre, la targa sulla casa riporta come data di morte il 1946,
mentre i principali libri sul balon dicono che Filippa morì nel 1947.

Nel 1903 (come riporta Giorgio Caviglia nel libro Le sfere volanti) il settimanale La stampa sportiva, lo definì «un astro che sorge in tutta la sua luminosissima luce. Le sue ottime qualità fanno pronosticare in lui un futuro campione anche nel pallone toscano». La previsione si avverò e Ghindo si dedicò al più remunerativo pallone col bracciale a Torino, in Toscana e a Roma, dove giocò fino al 1914. Sono le ultime notizie sulla sua carriera sportiva.

Corrado Olocco