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Gazzetta d'Alba, n. 12 del 25 marzo 2008

n. 12 del 25-3-2008
Questa settimana
scelti per voi...

Duomo. Il nuovo volto
della Cattedrale di Alba

di PAOLO RASTELLI

Un distretto per lo sviluppo
di FEDERICO BARBIERI

Giovani e Rc auto
di FEDERICO BARBIERI

Aria fuorilegge
di GIULIO SEGINO

Ferrero fattura 5,7 miliardi

La campagna si accende
di G.S.

Nuovi mercati? Si può fare
di VALTER MANZONE

Alla Scuola di pace interviene
il giudice Piercamillo Davigo

A corte fioriscono i tulipani
di R.B.

L’ex Centro diurno va all’asta
di E.C.

Sant Cugat e Alba...
Emozionante "Fusió"

di V.P.

«Edoardo... non ce l’ha fatta,
grande privazione per la comunità»

di RAOUL MOLINARI

Il santuario compie 100 anni
di LUCIA GANGALE

 


 

Il vincitore del concorso di idee lanciato la primavera scorsa è il gruppo di lavoro guidato dall’architetto Massimiliano Valdinoci

Duomo
Il nuovo volto della Cattedrale di Alba

di PAOLO RASTELLI
 

 

Il Concilio Vaticano II rinnovò il rito della Messa. L’altare venne posto di fronte e più vicino ai fedeli e l’italiano sostituì il latino nella celebrazione. Come avvenne nella maggior parte delle chiese, per rispondere a questi dettati la Cattedrale di San Lorenzo fu arredata in modo «provvisorio», con oggetti che nel passato erano destinati ad altro uso. Il rifacimento dell’impianto di riscaldamento, con i conseguenti lavori, hanno dato l’occasione alla Diocesi di provvedere all’«adeguamento liturgico»; in altre parole a rendere più «stabile e decoroso il luogo della celebrazione». A meno di un anno dalla pubblicazione del bando di concorso il Comitato di valutazione – del quale fanno parte il vescovo, mons. Sebastiano Dho, il vicario, don Giancarlo Gallo, il parroco don Oreste Germanetto e l’Ufficio beni culturali della Diocesi, oltre a don Stefano Russo direttore dell’Ufficio nazionale dei beni culturali ecclesiastici, oltre a esperti dell’Ordine degli architetti e delle Soprintendenze – ha designato il migliore tra i progetti dei cinque gruppi di lavoro finalisti, a loro volta scelti tra i trentacinque che risposero al bando. Massimiliano Valdinoci di Verona guida la «squadra» che conta altri cinque architetti – Maicher Biagini di Reggio Emilia, Andrea Cavicchioli di Modena, Cristiano Cossu di Firenze, Andrea Ricci di Ravenna, Ada Toni di Otranto – un liturgista, fratel Goffredo Cesare Boselli del monastero di Bose, l’artista Erich Demetz di Bolzano e lo storico dell’arte Francesca Flore D’Arcais di Padova.

Il plastico illustra il progetto dell'architetto Valdinoci di Verona, scelto fra 35 concorrenti.
Il plastico illustra il progetto dell’architetto Valdinoci di Verona, scelto fra 35 concorrenti.

Il progetto vincitore ha tenuto conto di due aspetti architettonici del Duomo: l’importanza dell’antico coro, che fa da sfondo al presbiterio, e la particolare decorazione, a fasce sulle colonne, che sottolinea lo sviluppo verso l’alto dell’edificio. Sopra il nuovo altare, posto su una base circolare, sarà posto un ciborio luminoso. Alla sua destra l’ambone, la tribuna da dove vengono proclamate le letture, a sinistra la cattedra del Vescovo. Sono gli elementi principali, insieme alla sede del celebrante – quando non sarà il Vescovo – e alla nuova croce, che caratterizzeranno il nuovo presbiterio. Il costo dei lavori sarà sostenuto dalla Diocesi.

Dice don Valerio Pennasso: «Venerdì scorso ci siamo trovati con tre degli architetti del gruppo di lavoro e ci siamo dati delle scadenze per arrivare a delle soluzioni ancora più rispondenti alle esigenze, tenendo conto delle indicazioni e dei desideri della Parrocchia, che era presente con don Oreste e rappresentanti del Consiglio pastorale. Saranno fatti dei modelli che sistemeremo nella navata della Cattedrale per provare l’effettivo ingombro, i passaggi e i percorsi. La sistemazione definitiva dovrebbe concludersi in autunno. Prima delle vacanze dovremmo avere a disposizione la Cattedrale con tutti i lavori conclusi, pulizia compresa».

Il modello del nuovo presbiterio della Cattedrale di Alba.
Il modello del nuovo presbiterio della Cattedrale di Alba (foto Marcato).

La valutazione di don Valerio è positiva: «Il progetto che ha vinto secondo me è quello, tenuto conto delle indicazioni del bando, della nostra sensibilità e anche dell’impatto all’interno della chiesa, più lineare e che non va a inserire elementi figurativi, architettonici e artistici troppo invasivi. Qualcuno potrebbe pensare che sia un progetto "minimale", perché per certi versi si ritrovano – pur in posizioni diverse – gli elementi dell’adeguamento precedente. Però con questa soluzione la chiesa viene "vestita", anche grazie ai colori, per la celebrazione anche quando questa non è in atto. L’altare acquisisce un’estrema centralità, sottolineata anche da un ciborio in chiave moderna, un velario luminoso che ne indica l’importanza. L’ambone torna a ripresentare un luogo fondamentale per l’annuncio della Parola e sempre visibile. La cattedra e la sede del celebrante apparterranno all’assemblea nella posizione di dipendenza verso i due poli liturgici, pure in diretto rapporto con altare e ambone. Ulteriori descrizioni del progetto saranno a disposizione in una pubblicazione in cui compariranno tutte le idee progettuali della prima e seconda fase del concorso». A maggio è prevista, nell’androne del Vescovado, una mostra di tutti i progetti e dei cinque modelli finalisti e saranno presentati gli atti del convegno sul restauro statico della Cattedrale.

Paolo Rastelli


      

   
COMMERCIO - Siglato l’accordo tra Alba e Bra, le Associazioni dei commercianti e l’assessore regionale Caracciolo

Un distretto per lo sviluppo

di FEDERICO BARBIERI
   

È nato giovedì 20 alle 15 il Distretto commerciale Alba-Bra con il rito dell’apposizione delle firme da parte dei rappresentanti dei due Comuni capofila del progetto, delle Associazioni commercianti albesi e braidesi e dell’assessore regionale al commercio Giovanni Caracciolo.

A far da cornice alla cerimonia è spettato alle stanze del Comune di Santa Vittoria, dove Giancarlo Drocco, direttore dell’Aca albese, ha sottolineato come «il proponendo Distretto Alba-Bra sia uno strumento promosso dalla Regione il cui scopo è quello di valorizzare il sistema commerciale e produttivo della nostra zona, caratterizzata da una spiccata omogeneità territoriale. Partendo dall’approfondimento dei dati economici», ha poi aggiunto, «e con il coinvolgimento di tutto mondo economico artigianale, agricolo, commerciale, industriale e del turismo, ci proponiamo di individuare un numero sempre maggiore di strumenti per l’ulteriore crescita di tutto il territorio, ossia la consapevolezza di essere ormai una "comunità locale"».

Il Distretto commerciale Alba-Bra si rivolge a 77 Comuni della zona; tanti tra gli amministratori lo hanno tenuto a battesimo.
Il Distretto commerciale Alba-Bra si rivolge a 77 Comuni della zona;
tanti tra gli amministratori lo hanno tenuto a battesimo (foto Bruno Murialdo).

I numeri riguardanti il commercio e sfornati dalle indagini effettuate negli scorsi mesi, che andranno a caratterizzare il Distretto Alba-Bra, sono cifre importanti, a partire dai circa 13 mila addetti al settore commerciale, per poi passare alle 13 grandi strutture, ai 67 alberghi, agli 87 bed and breakfast, ai 157 agriturismi, ai 127 affittacamere, alle 28 strutture extralberghiere.

Una realtà florida e in continua espansione, dunque, che coinvolge attualmente 27 Comuni limitrofi ai due capoluoghi, ossia che hanno flussi di relazioni commerciali, i quali hanno fornito la propria disponibilità a entrare a far parte dell’iniziativa. «Una volta formato il tavolo di concertazione», si auspica ancora Drocco, «il nostro proposito è quello di allargare la possibilità di partecipazione anche a molti altri centri della Langa e del Roero, i quali per motivi di lavoro, di commercio, di traffici, di pratiche amministrative, di svago e di studio sono legati ad Alba e a Bra, per un totale di 77 Comuni aderenti».

Il consigliere regionale Alberto Cirio, il quale fin dai primi momenti è stato tra i promotori del progetto, che in poco più di un anno è giunto alla costituzione, ha dichiarato: «Da questo momento il nostro territorio potrà contare su uno strumento in più a sostegno del mondo del commercio e del terziario. Distretto commerciale Alba-Bra vuol dire maggiore autonomia nella definizione delle politiche commerciali locali e soprattutto una concreta possibilità di adottare azioni concrete nella lotta contro il dilagare dei supermercati e della grande distribuzione e nuove forme di sostegno ai piccoli esercizi commerciali, specie nei Comuni di minori dimensioni in cui questi svolgono una insostituibile funzione di presidio sociale».

Il primo passo del neonato distretto, una volta incassato il contributo regionale di 220 mila euro legato alla sua istituzione, sarà la realizzazione del tavolo di concertazione incaricato di elaborare cinque iniziative condivise: un piano di adeguamento e sviluppo della rete distributiva, un ufficio di coordinamento extra-comunale, un portale telematico, un progetto per mantenere i piccoli negozi di vicinato e quelli itineranti e la creazione di un osservatorio distrettuale del commercio.

Federico Barbieri