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Gazzetta d'Alba, n. 48 del 18 dicembre 2007

n. 48 del 18-12-2007
Questa settimana
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Domenica: negozi aperti o no?
di DIEGO LANZARDO

Pro e contro, alcune opinioni a confronto
di VALTER MANZONE

A Madonna dei fiori elementare e quartiere si contendono i locali
di VALTER MANZONE

La Dirigente: «Saremo costretti a costituire una sola classe prima»
di V.M.

Gioetti: «Non è più la "scuola del Bronx" anche grazie a noi»
di F.B.

Carabinieri: festa con epilogo letterario
a cura di D.B.

Pavese. Il compagno di scuola solitario
 di A.C.

 


 

A Madonna dei fiori elementare e quartiere si contendono i locali

di VALTER MANZONE
 

 

La scuola elementare del quartiere Madonna dei fiori lancia un grido d’allarme per le gravi carenze di spazi, a fronte di una popolazione scolastica in costante aumento. Il refettorio è ormai incapace di contenere tutti i piccoli allievi, il laboratorio di informatica è stato trasformato in aula didattica, i numerosi strumenti musicali sono stati ammassati dietro un mobile perché non c’è un ambiente per la musica. E il cortile, in condominio con il Comitato di quartiere, è pericoloso. E tutte queste problematiche stan-no creando molti disagi agli studenti e ai docenti.

L'elementare del quartiere Madonna dei fiori.
L’elementare del quartiere Madonna dei fiori.

Spiega la dirigente Silvana Manna: «Quando ho assunto questo incarico la scuola di Madonna dei fiori aveva cinque classi. In quegli anni è quindi nata la collaborazione con il Comitato di quartiere, che continua tutt’oggi, e sono stati assegnati allo stesso Comitato anche i locali dell’edifico che si trova nelle vicinanze dell’ingresso. Negli anni – grazie a un’offerta formativa diversificata e accattivante e a un team di docenti molto motivati – sempre più famiglie hanno deciso di iscrivere qui i loro figli. E a settembre abbiamo riaperto i battenti accogliendo 230 allievi, che però adesso cominciano a subire la grave carenza di spazi».

Aggiunge il maestro Nino Cornaglia, che da molti anni opera in questa scuola, nella quale ha attivato diversi progetti e laboratori: «Non abbiamo un’aula di musica e neppure di informatica, disponiamo solo di due batterie di bagni e la palestra è stata privata degli spogliatoi per fare posto a un’aula di emergenza. Ma adesso non ci stiamo proprio più. Senza fare una "guerra tra poveri" vorremmo ritornare in possesso dei tre locali oggi del Comitato di quartiere, per poterci allargare e sistemare in modo didatticamente adeguato. Ma abbiamo anche un altro grave problema: ci mancano gli spazi per far gio-care gli studenti. Il cortile è in condominio con i vecchietti che vengono a giocare a bocce. Peccato però che lascino gli strumenti da giardinaggio all’aperto, che usufruiscano di una serie di bidoni dell’immondizia e di sedie e panche sparse per l’area dedicata al gioco: tutti questi sono elementi di pericolosità per i nostri alunni».

Anche i genitori, stufi di questa situazione, hanno scritto una missiva al sindaco Camillo Scimone e all’assessore Gianfranco Dallorto, minacciando di non mandare più i figli a scuola, se non si interverrà in modo concreto.

Replica l’assessore Dallorto: «Sono dispiaciuto per come si sono messe le cose in quel plesso, oggetto di molti interventi di edilizia scolastica. Con il Comitato di quartiere abbiamo già fatto un incontro, proponendogli uno spostamento in piazza Lenti (in un prefabbricato ad hoc) che non è stato accettato. Per fare qualche intervento occorrerà che ci ritroviamo tutti intorno a un tavolo, in modo da studiare tutte le strade percorribili. Nella speranza che il quartiere lasci spontaneamente i locali».

Conclude il presidente del Comitato di quartiere Paolo Giustacchini: «Noi saremmo disponibili a consegnare le chiavi anche domani, se però l’Amministrazione comunale ci dicesse dove reperire una nuova sede. Ci hanno proposto un prefabbricato in piazza Lenti: se anche andasse bene a noi del quartiere, non possono immaginare la reazione della quindicina di associazioni che ospitiamo nei nostri locali. La più nutrita delle quali è il Centro anziani, che conta circa 280 iscritti».

Valter Manzone
  

La Dirigente: «Saremo costretti a costituire una sola classe prima»

Silvana Manna dirige il secondo Circolo da molti anni. Ha ereditato una "scuoletta" con le classiche cinque classi e l’ha fatta crescere ai livelli attuali (undici classi). Grazie anche alla collaborazione dei suoi docenti, tutti molto validi e motivati. In merito all’esigenza dei locali e ai rapporti con il Comitato di quartiere, sostiene: «Noi abbiamo sempre collaborato con il Comitato, ma adesso abbiamo veramente l’esigenza di riottenere i locali che sono in uso a loro. Naturalmente siamo consapevoli della loro funzione sociale e quindi chiediamo all’Amministrazione di provvedere a una nuova sistemazione. A questo punto vorrei però anche lanciare un monito ai nostri politici. Premesso che ho sempre molto apprezzato l’interessamento dell’assessore ai lavori pubblici Gianfranco Dallorto e la sua operosità, adesso voglio però risposte chiare: o c’è una volontà scritta di intervenire (anche utilizzando lo spazio posto dietro la palestra) oppure mi vedrò costretta, nel prossimo mese di gennaio, ad accogliere le iscrizioni per una sola classe prima, dirottando altrove gli esuberi. Questa ipotesi, che spero di non dover attuare, sarebbe scongiurata solo da una delibera con la quale il Sindaco e la Giunta si impegnano a realizzare quanto sto chiedendo da anni».

v.m.

    

Gioetti: «Non è più la "scuola del Bronx" anche grazie a noi»

Franco Gioetti, ex presidente storico del quartiere Madonna dei fiori, conferma tutto il dispiacimento, se non la rabbia, per come si è sviluppata la questione relativa ai locali. «Si è partiti», afferma Gioetti, «da una raccolta di firme da parte dei genitori che evidenziava problematiche legate alla scuola di Madonna dei fiori. Questa criticità la si è riversata su una questione di spazi, problema che il Comitato di quartiere aveva già a suo tempo segnalato alla dirigente Silvana Manna. Si sapeva già che la scuola di Madonna dei fiori non era fatta per ospitare un così grande numero di allievi. Se ci danno un’altra sede ci spostiamo domani mattina. Non comunque una sede fittizia come l’ipotizzata piazza Lenti. Servono locali che contengano i 280 anziani del Centro d’incontro e tutte le altre attività. Vorrei inoltre ricordare come questa scuola, che in passato veniva chiamata la "scuola del Bronx", è cresciuta anche grazie alle iniziative del Comitato di quartiere. Gli anziani per noi e per i bambini sono una risorsa non un ingombro. La nostra associazione in questi anni si è impegnata per mantenere efficienti i locali a noi assegnati e per porre in atto molte iniziative che hanno portato giovamento, premi e riconoscimenti, tutto grazie all’apporto dei tanti volontari che operano a Madonna dei fiori».

f.b.


      

Carabinieri: festa con epilogo letterario

A cura di D.B.
   

La festa annuale della Virgo fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri, organizzata dalla Sezione braidese dell’Associazione nazionale Carabinieri, ha avuto quest’anno un epilogo letterario particolarmente emozionante.

Al termine del pranzo sociale che ha fatto seguito alla Messa celebrata nel santuario della Madonna dei fiori, il presidente della Sezione Carmine Cagnazzo, rammentata «la concessione ai Carabinieri della speciale protezione della Madonna da parte del pontefice Pio XII, avvenuta il 21 novembre 1949», ha presentato ai numerosi intervenuti, alle autorità presenti e ai Carabinieri in servizio presso la Stazione della Benemerita di Bra, l’iniziativa di solidarietà intrapresa dalla signora Liliana Chabloz, presidente del Centro anziani di Montaldo Roero, che ha voluto tratteggiare la figura del padre carabiniere, il maresciallo Antonio Chabloz, dedicandogli un’agile pubblicazione dal titolo Lo giuro. Storia esemplare di un carabiniere a vita, edita dall’Araba Fenice di Boves, i cui proventi sono destinati a finanziare le opere filantropiche dell’associazione che si occupa degli orfani dei Carabinieri. Una sorta di investitura a "madrina di bandiera" della Sezione che ha suscitato grande interesse, concludendo la cerimonia con la lettura di alcune pagine e della bella prefazione che lo scrittore neivese Franco Piccinelli ha scritto per promuovere la diffusione del libro.

A cura di d.b.