Gazzetta d'Alba online Logo San Paolo
 

 
Gazzetta d'Alba, n. 48 del 18 dicembre 2007

n. 48 del 18-12-2007
Questa settimana
scelti per voi...

Auguri scomodi del Vescovo
di MON. SEBASTIANO DHO

E Apro torna a sorridere
di M.G.O.

Pure i camionisti muoiono
di A.R.

13 addetti vigilano tra Alba e Bra
di M.G.O.

La fondazione Cassa di risparmio di Torino finanzia

Troppo azoto nel Venesime
di FEDERICO BARBIERI

Il Tar salva la Giunta
di FULVIO LOVISOLO

Un accordo per il castello?
di ENRICO FONTE

Carlo, detto Carlin, lo spumantiere che passò alla storia della Moretta
di RAOUL MOLINARI

Sei milioni da spendere nel 2008
di M.G.O.

Babbo Natale in finanziaria
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Domenica: negozi aperti o no?
di DIEGO LANZARDO

Pro e contro, alcune opinioni a confronto
di VALTER MANZONE

A Madonna dei fiori elementare e quartiere si contendono i locali
di VALTER MANZONE

La Dirigente: «Saremo costretti a costituire una sola classe prima»
di V.M.

Gioetti: «Non è più la "scuola del Bronx" anche grazie a noi»
di F.B.

Carabinieri: festa con epilogo letterario
a cura di D.B.

Pavese. Il compagno di scuola solitario
 di A.C.

 

 

 

CERESOLE - I rilevamenti fatti dal Corpo forestale hanno evidenziato sostanze inquinanti negli scarichi dell’Inproma

Troppo azoto nel Venesime

di FEDERICO BARBIERI
  

 

Ora i dubbi avanzati dai ceresolesi negli scorsi mesi iniziano ad avere le prime risposte, e purtroppo l’esito non è quello che ci si auspicava: i risultati dell’indagine effettuata dal Corpo forestale dello Stato, infatti, seguita ai rilievi eseguiti a fine settembre sulle acque del rio Venesime che costeggia gli impianti in località Cantarelli dei Boschi, non danno adito ad alcun dubbio: «Una presenza di azoto ammoniacale in quantità superiore ai limiti di legge».

Allertate da una segnalazione telefonica nella quale veniva denunciato il colore scuro, la presenza di schiuma sospetta e il pessimo odore delle acque del rio, (documentate in una foto da Gazzetta), le Guardie forestali del Comando di Bra erano intervenute effettuando dei prelievi e dei campionamenti che avevano interessato sia l’acqua del rio Venesime sia il liquido proveniente dallo scarico dell’Inproma.

Un'immagine dello scarico dell'Inproma nel rio Venesime.
Un’immagine dello scarico dell’Inproma nel rio Venesime.

Secondo una delle numerose prescrizioni dettate dalla Conferenza dei servizi la ditta che si occupa dello smaltimento di carcasse animali è autorizzata soltanto a far defluire l’acqua piovana attraverso lo scarico che sfocia nel rio e nessun altro liquido. I risultati emersi dalle analisi, invece, avrebbero individuato la presenza di azoto ammoniacale oltre i limiti consentiti dalle normative, non soltanto nello scarico, ma anche nelle acque dello stesso rio.

Questa particolare sostanza chimica è facilmente riscontrabile negli scarichi fognari degli allevamenti zootecnici e in particolare in quelli dei maiali, oppure nei reflui delle industrie chimiche e talvolta anche di quelle alimentari. La pesante anomalia riscontrata, di conseguenza, è stata notificata alla Procura della Repubblica di Alba, già detentrice di un esposto avanzato nelle scorse settimane dall’Arpa.

La notizia, deflagrata martedì scorso, negli uffici comunali ha lasciato tutti di sorpresa, a partire dal primo cittadino Bruno Lovera, il quale era sì a conoscenza dell’effettuazione dei prelievi, «mentre per quanto riguarda i risultati», ha commentato, «il Corpo forestale non ci ha fatto pervenire alcuna documentazione».

Passato lo stupore, Lovera, ha poi analizzato a mente fredda la questione: «Questa mossa sicuramente ci permette ancora una volta di comprendere come la situazione sia monitorata al meglio dagli organi competenti: ora però vorremmo saperne di più. Per esempio, dovrà essere effettuata una bonifica dell’area interessata? Se sarà così chi dovrà effettuarla? Il Comune, l’Arpa o chi altro?».

Per adesso queste domande non hanno ancora avuto risposta, mentre sullo sfondo la consapevolezza di chi sostiene di averci sempre visto bene aumenta giorno dopo giorno. «Questi risultati», attacca la capogruppo della minoranza Margherita Demichelis, «fanno evincere ancora una volta di più come l’Inproma continui a non dimostrare assolutamente l’intenzione di rispettare le regole alle quali è stata sottoposta. Ora, dopo la diffida redatta dalla Provincia e alla luce di questi nuovi risvolti, attendiamo dei fatti concreti e dei provvedimenti restrittivi per far sì che finalmente le normative vengano ottemperate».

Federico Barbieri


      

   
SOMMARIVA B. - Inammissibile il ricorso contro la surroga del consigliere Mirabile. Si allontana lo spettro del commissariamento

Il Tar salva la Giunta

di FULVIO LOVISOLO
   

Si è chiusa con un nulla di fatto la vicenda che da mesi vede contrapposte maggioranza e opposizione a Sommariva del Bosco. È infatti arrivata la settimana scorsa la sentenza da parte del Tar sull’atto di surroga del consigliere Giuseppe Mirabile, subentrato lo scorso gennaio a Francesco Spinelli.

«Inammissibile», così è stato giudicato il ricorso presentato dal privato cittadino Pier Luigi Salsano, che al pari di ogni altro sommarivese non avrebbe interesse particolare per chiedere l’annullamento della decisione presa dall’Amministrazione.

Obiettivo del Salsano e del suo legale, il cuneese Pier Carlo Barale, era quello di far dichiarare l’annullamento della delibera con la quale Giuseppe Mirabile era subentrato come consigliere comunale. Occasione che portò, dopo che dalla maggioranza se ne staccò una parte per dare vita a un nuovo gruppo di opposizione, al voto determinante di Mirabile che, primo dei non eletti nella lista Sommariva di tutti, permise al gruppo di maggioranza, partecipando alla votazione, di restare al comando, ma con un solo voto di scarto: otto all’opposizione e nove alla maggioranza, di cui un consigliere contestato per ineleggibilità.

Soddisfatto ma con l’amaro in bocca il sindaco Andrea Pedussia, che all’indomani del pronunciamento del Tribunale amministrativo annuncia che troppo è il tempo che si è perso in mesi di tensioni e inutili battaglie che hanno caratterizzato in modo poco edificante la vita amministrativa di Sommariva del Bosco, rendendo il clima politico molto pesante.

Intanto l’avv. Barale lamenta un vuoto normativo dietro la decisione presa dal Tribunale regionale, vuoto che potrebbe richiedere l’intervento della Corte costituzionale e quindi il ricorso al Consiglio di Stato per tentare di capovolgere ancora una volta le sorti amministrative del Comune.

A questo punto diventa molto difficile mettere in dubbio l’eleggibilità di Giuseppe Mirabile e la legittimità di tutti gli atti di governo, obiettivo che era tra le intenzioni dei legali cuneesi che con il ricorso al Tar intendevano invalidare tutti gli atti deliberativi approvati con la partecipazione del consigliere ritenuto illegittimamente nominato.

La possibilità di un annullamento appare remota e la maggioranza consiliare può tornare al lavoro con maggiore serenità. La sentenza segue di qualche mese quella del Difensore civico regionale, il quale aveva confermato la validità della delibera di surroga. Validi quindi anche tutti gli atti amministrativi assunti dopo l’insediamento di Mirabile.

Fulvio Lovisolo