Gazzetta d'Alba online Logo San Paolo
 

 
Gazzetta d'Alba, n. 46 del 4 dicembre 2007

n. 46 del 4-12-2007
Questa settimana
scelti per voi...

Schiacciati dal peso delle tasse
di MARIA GRAZIA OLIVERO

I pensionati non ce la fanno più

Fine anno e tasche vuote
di GIUSEPPE BALESTRA

"Terre Alfieri", nuova Doc
di ALESSANDRO CASSINELLI

Ceduta anche la Borgogno?
di R.B.

Verde, fontana e pedoni
nella nuova piazza Savona
di M.G.O.

Vincenzo Buronzo e Renato Ratti
«Mai sufficientemente rimpianti»

di
RAOUL MOLINARI

La politica? Un teatrino
di DANIELA SCAVINO

Convinti di stare al centro
di MARGHERITA RICCI

Il Pd cuneese parte in salita
di M.G.O.

Il calcio deve restare gioco
di G.S. 

Eros e Thanatos al principio del piacere
e dell’aggressività. Il "dio" denaro
come valore

di GIOVANNI ASTEGGIANO

Le scuole si rifanno il trucco
di G. S.

L’area dell’ex Scientifico
fa ancora discutere...

di A.C.

Obiettivo aria pulita
di M.G.O.

Mister tartufo 2007

Veder bene dopo i 50 anni
di A.R.

Famiglia uguale felicità
di BATTISTA GALVAGNO

La maggioranza scricchiola,
ma regge

di DIEGO LANZARDO

Torna la rassegna della carne
di R.D.B.

1,4 milioni per riparare
le case popolari braidesi

di VALTER MANZONE

Narzole: approvato il Prg
di MIRANDA CIRAVEGNA

Coltivare olive: perchè no?
di ENRICO FONTE

Tre giorni di appuntamenti
per la Fiera di Santa Lucia

di FEDERICO BARBIERI

L'autodifesa è pericolosa
di C.O.

Festa per il Moscato nuovo
di FABIO GALLINA

Alla A&B arrivano i cinesi
15-20 lavoratori in più?
di GIUSEPPE SINI

Capannoni a tutti i costi
di ALESSANDRO CASSINELLI

In processione per l'Immacolata
di MARESITA BRANDINO

A Cortemilia la letteratura è
Gigante
di VALERIA PELLE

Andreas Jetter, un maestro
alla Rassegna organistica
internazionale di Alba
di VINCENZO VITALE


 


 

ASTI - L’azienda acquistata da una società di Hong Kong

Alla A&B arrivano i cinesi
15-20 lavoratori in più?

di GIUSEPPE SINI
 

 

In genere sono gli italiani che vanno a investire in Cina, mercato da un miliardo e mezzo di anime in continua espansione. Ma può anche capitare il contrario, cioè che una società con sede a Hong Kong, la Dragon & strong decida di acquistare una fabbrica astigiana, la A&B impianti, specializzata nella progettazione e realizzazione di macchinari e tecnologie per la produzione di mattoni. Una quindicina i dipendenti, destinati ad aumentare di 15-20 unità. Ma il dato più significativo è un investimento di circa 2 milioni di euro per la costruzione di un nuovo stabilimento (dovrebbe essere pronto entro giugno 2008) lungo la direttrice di corso Alessandria.

Date queste prospettive incoraggianti, è logico che gli amministratori astigiani, sindaco Galvagno in testa, abbiano accolto in pompa magna una delegazione cinese guidata da Gao Li Hong, presidente della Dragon & strong e anche della A&B impianti. Galvagno ha ringraziato gli ospiti per avere scelto Asti come sede di nuovi investimenti e i cinesi hanno auspicato di poter stringere con la città, definita «amica, bella e ospitale», altri rapporti commerciali per il reciproco interesse.

È la Cina che avanza, dunque, in un mercato che si fa sempre più globale. Non bisogna dimenticare, sempre parlando di Cina, che appartiene a una multinazionale di Hong Kong anche la Gate, con alcune centinaia di operai, fabbrica leader nel settore dei motorini elettrici.

Il Presidente della Dragon & strong ha sottolineato l’importanza della tecnologia avanzata che è stata acquisita rilevando la A&B impianti. Il signor Hong ha iniziato la sua carriera lavorando come rappresentante della Morando, nome conosciutissimo nel mondo quando si parla di mattoni e di impianti per la loro produzione. E anche se la Morando, quella di una volta, ora non c’è più, è rimasto il mito che rappresenta un valore aggiunto. In definitiva, anche il Made in Italy è remunerativo per la lontana Cina.

Giuseppe Sini


      

CORNELIANO - Si ripropone in versione ridotta l’ampliamento dell’area artigianale di Val Calcinera dopo il no della Regione

Capannoni a tutti i costi

di ALESSANDRO CASSINELLI
  

Presto Corneliano potrebbe assistere a un ampliamento dell’area artigianale in località Val Calcinera. L’area in questione, visibile dalla strada provinciale che porta a Sommariva Perno, è stata in passato oggetto di pareri discordi: chi ne criticava l’impatto visivo, definendola come un ammasso di fabbricati incastonato in una collina, e chi ne esaltava la funzionalità («Si lavora bene», come testimonia Pier Luigi Binello, vicesindaco e artigiano), la concentrazione, il fatto di essere fuori dal paese. Oggi, grazie all’approvazione in Consiglio comunale (martedì 27 novembre), all’unanimità, di una variante urbanistica al Piano regolatore, si torna a discutere dello sviluppo industriale del paese e della difesa del paesaggio.

Nuova zona artigianale. Cinque ditte hanno manifestato da tempo l’intenzione di rilocalizzarsi. Il Comune aveva individuato nel Piano regolatore l’area che si trova a destra della circonvallazione (guardando verso Alba), vicino al Riddone, immediatamente a seguito della già esistente area artigianale. La Regione, tuttavia, aveva chiesto di stralciare dal Piano l’area perché poco sicura dal punto di vista idrogeologico (è vicina al Riddone) e perché nuovi fabbricati avrebbero avuto un impatto paesaggistico non indifferente. L’Amministrazione, affidandosi all’ing. Ileana Gilardi di Alba, ha risposto stralciando una piccola parte, adducendo l’esistenza delle richieste di rilocalizzazione, e promettendo un mascheramento dei capannoni per diminuire l’impatto visivo.

«L’area non può essere destinata a uso residenziale perché è inserita nella fascia di rispetto del cimitero», ha spiegato l’ingegnere. «Inoltre l’esistenza di abitazioni e di traffico veicolare vanificherebbe la funzione di una tangenziale, anche perché dovrebbe essere previsto un ingresso al complesso residenziale direttamente sullo stradone. Vista la richiesta di spazi, sembra che questa sia la soluzione migliore».

La nuova zona artigianale non avrebbe un ingresso autonomo, ma si servirebbe di quello già esistente; le due aree sarebbero quindi collegate fra di loro. Almeno si spera, per evitare che la nuova zona artigianale abbia sbocco direttamente sulla tangenziale; sarebbe pericoloso e privo di senso.

Nuove case. Nella stessa variante urbanistica è previsto che l’area al confine con il Comune di Piobesi, lungo la strada provinciale, sia destinata a edilizia residenziale. I costruttori sono già pronti. La Regione, però, non è d’accordo e chiede che, per eventuali nuove costruzioni, si utilizzino le numerose aree disponibili nel concentrico (soprattutto lungo corso Torino). Il Comune ha risposto che nessun proprietario ha intenzione di costruire nel concentrico e che, invece, le richieste di nuove costruzioni interessano l’area vicino a Piobesi.

«Se la Regione impedisce la destinazione residenziale», ha spiegato l’ing. Gilardi, «si produrrebbe probabilmente un decremento della popolazione, dovuto all’emigrazione di giovani coppie in cerca di casa. E rilevato il decremento la Regione ci impedirebbe anche negli anni successivi di costruire, vincolando di fatto le possibilità edificatorie all’interno del paese».

Nessun centro commerciale. Sempre in tema di Piano regolatore il Consiglio ha approvato all’unanimità i criteri per l’insediamento del commercio al dettaglio. I nuovi esercizi commerciali non potranno avere una superficie di vendita superiore a 150 metri quadrati (escluse le aree di esposizione e di magazzino). Di fatto, come peraltro richiesto dalle associazioni di categoria, si impedisce la costruzione di centri commerciali, non invece l’insediamento di concessionarie auto, mobilifici (di ridotte dimensioni) e così via.

Alessandro Cassinelli