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Gazzetta d'Alba, n. 9 del 27 gennaio 2007

n. 9 del 27-2-2007
Questa settimana
scelti per voi...

Se Rossetto torna in campo...
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Dipendente sotto accusa
di FU.LO.

Apro sull’orlo del baratro
di
MARIA GRAZIA OLIVERO

La formazione che volle don Gianolio
di
MARIA GRAZIA OLIVERO

Mussotto posa la prima pietra
di GIULIO SEGINO

Tre compleanni da ricordare
di CORRADO OLOCCO

Canzone copiata a Sanremo
di ALBERTO GIORDANO

La refurtiva era in Francia
di
GIORGIA BARILE

Soccorso? Senza fretta
di A.C.

Asl: Giovanni Monchiero
confermato alla guida

di G.S.

Un giornale per i giovani
di
A.G.

San Nicola: destino segnato
di PIETRO IVALDI

Ancora un ricorso al Tar
dei vicini della "Città di Bra"
di D.L.

Parte la raccolta dell'alluminio
di
DIEGO LANZARDO

Chiude il sottopasso-cloaca
di DIEGO LANZARDO

Fuoristrada, via dalle rocche
di ANDREA AUDISIO

Natale (Talin) Cordero,
il capocantiniere della Calissano

di RAOUL MOLINARI

«L’Asti-Cuneo non c’è più»
di G.S.

Di Pietro: «Non ci sono problemi»

Virtuosi berlinesi in concerto
di PAOLO RASTELLI

 

 

  Domenica 4 marzo si terrà la cerimonia, la chiesa sorgerà al centro del nuovo quartiere

Mussotto posa la prima pietra

di GIULIO SEGINO
 

 

Lavori affidati all’impresa Aldo Barberis, che assicura di completare l’edificio in meno di due anni.
  

Il quartiere Mussotto è in fermento e si sta tirando a lucido per l’imperdibile appuntamento di domenica 4 marzo. Sarà il giorno in cui verrà benedetta la "prima pietra" della nuova chiesa, o meglio, della lapide commemorativa dell’inizio lavori. «La scelta della data non è casuale», spiega il parroco don Franco Gallo. «Il Vangelo della seconda domenica di Quaresima rivive la Trasfigurazione di Gesù, e proprio alla Trasfigurazione sarà intitolata la nuova chiesa». La giornata inizierà alle 10.30 nell’attuale chiesa, dedicata alla Natività di Maria Santissima, con la Messa presieduta dal vescovo Sebastiano Dho, nel corso della quale verrà benedetta la prima pietra. Alle 11.30, la comunità mussottese offrirà ai presenti un rinfresco augurale.

Don Franco Gallo.
Don Franco Gallo

Per avvicinare i parrocchiani alla nuova chiesa è prevista una serata informativa. Venerdì 2 marzo, alle 20.45, all’interno del momento di preghiera inserito nel cammino quaresimale, l’architetto Ugo Dellapiana, progettista del nuovo edificio, illustrerà con un filmato la nuova chiesa, i criteri architettonici, biblici ed esistenziali che l’hanno ispirata.

L'attuale chiesa, dedicata alla Natività di Maria Santissima.
L’attuale chiesa, dedicata alla Natività di Maria Santissima.

Quali sono tali criteri? Il progetto della nuova chiesa è stato concepito, come ben illustrano le immagini della ricostruzione "virtuale" scaturita dai progettisti e che sono pubblicate in queste pagine, a forma di tenda, simbolo che richiama importanti pagine della Bibbia. «Il Vangelo di Giovanni inizia con queste parole: "E il Verbo si fece carne e piantò la sua tenda tra noi"», si legge nel bollettino parrocchiale che verrà distribuito a Mussotto nei prossimi giorni. La parrocchia sarà dedicata alla Trasfigurazione e in quell’episodio, «riportato da tutti gli evangelisti e centrale nella vicenda terrena di Gesù, Pietro esce in quella espressione piena di stupore: "Signore, è bello per noi stare qui, facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia"».

Ricostruzioni digitali dell'aspetto, interno ed esterno, che avrà la nuova chiesa di Mussotto.
Ricostruzioni digitali dell’aspetto, interno ed esterno,
che avrà la nuova chiesa di Mussotto.

«È stato affascinante confrontarci con l’architetto Dellapiana – aggiunge il Parroco – sul profilo architettonico che la chiesa andava assumendo in fase di progetto e sul significato spirituale e trascendentale della stessa. È d’obbligo un grazie al professionista per il risultato raggiunto».

Nei giorni scorsi la Parrocchia mussottese ha proceduto ad assegnare l’appalto dei lavori. Tre le offerte pervenute tra cui è stata scelta quella che ha presentato la percentuale di ribasso più consistente rispetto ai costi inseriti nel capitolato. A realizzare la nuova chiesa di Mussotto sarà l’impresa Aldo Barberis. «Assicureremo all’impresa la massima collaborazione – commenta il Parroco – ma è doveroso ringraziare le altre due imprese (Marino e Germano Busca e Prunotto, nda) per l’impegno e la serietà dimostrata nel partecipare alla gara d’appalto».

Ricostruzioni digitali dell'aspetto, interno ed esterno, che avrà la nuova chiesa di Mussotto.

«Molti, soprattutto anziani, chiedono se vedranno la chiesa finita», si legge nel bollettino. «Posso rispondere di sì – ribatte il Parroco – non come augurio di lunga vita, ma per i tempi rapidi che oggi hanno i lavori di costruzione, anche delle chiese. L’impresa vincitrice dell’appalto ha infatti sottoscritto un impegno per portare a termine l’opera in circa due anni».

Ricostruzioni digitali dell'aspetto, interno ed esterno, che avrà la nuova chiesa di Mussotto.

La nuova chiesa sorgerà vicino al complesso sportivo "Koala" e agli edifici scolastici; lontano dal nucleo abitato storico di Mussotto ma al centro della zona in cui l’Amministrazione comunale ha previsto lo sviluppo urbanistico della zona. «È stata una scelta che ha richiesto molto tempo», spiega don Gallo, «così come non è stata affrettata la decisione riguardo all’utilizzo della chiesa attuale e dell’attuale oratorio. La chiesa rimarrà, come santuario dedicato alla Madonna, mentre è prematuro pensare a un diverso utilizzo dell’oratorio e del terreno adiacente». Anche se la nuova chiesa oltre che ai locali dedicati al culto avrà adeguati spazi per tutte le attività parrocchiali.


Per quanto riguarda il capitolo costi la costruzione della nuova chiesa è finanziata in gran parte con un forte contributo della Commissione episcopale per le opere di culto della Cei e dalla fondazione "Cassa di risparmio di Cuneo". Sulla comunità grava un terzo della spesa complessiva, ma don Franco Gallo è fiducioso: «Molte persone, che desidero ringraziare, hanno espresso il loro aiuto e sono sicuro della collaborazione e della generosità della comunità; poi credo nella Provvidenza, che mai lascia mancare il suo aiuto quando si lavora per il bene spirituale, sociale e umano delle persone».

Giulio Segino


      

   
Nel 2007 il Mermet compie 150 anni, l’Albese 90 e l’Olimpo 50. Previste iniziative tra maggio e settembre

Tre compleanni da ricordare

di CORRADO OLOCCO
   

Il 2007 (anno dispari, quindi senza Olimpiadi o Mondiali di calcio) è ricco di anniversari importanti per lo sport albese. Ricorrono infatti i 150 anni dello sferisterio Mermet, i 90 dalla fondazione dell’Albese e i 50 dell’Olimpo basket.

Il Mermet a fine '800 (da "100 anni di pallone elastico").
Il Mermet a fine ’800 (da "100 anni di pallone elastico")
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Il Mermet, oltre a essere il più antico campo di pallapugno del nostro Paese, è anche uno degli impianti sportivi più vecchi d’Italia (e d’Europa). Sono più "anziani" del Mermet l’Arena di Milano, inaugurata nel 1827, e lo sferisterio di Faenza (1777, dove oggi si gioca a tamburello), oppure, guardando all’estero, il campo di pelota basca Saint-Andrè di Bayonne, risalente alla prima metà del ’700 e ancora oggi usato, sia pure saltuariamente. Inoltre, sono più antichi di quello albese anche gli sferisteri marchigiani di Treia e Macerata, ma il primo (1818) è stato trasformato in parcheggio e solo per pochi giorni all’anno ospita gare di bracciale, mentre il secondo (1829) è da tempo diventato una prestigiosa arena per la lirica. Tornando all’estero, tra gli impianti sportivi più antichi del Mermet ci sono anche alcuni campi da fives (una sorta di pelota basca) del college britannico di Eton e il campo da golf di Saint Andrews, in Scozia.

Per celebrare l’importante "compleanno" del Mermet sono allo studio alcune iniziative che si terranno dal 18 al 21 maggio; tra queste l’inaugurazione del monumento ad Augusto Manzo.

L'Albese nel dopoguerra (foto fornita gentilmente da Mario Fontani).
L’Albese nel dopoguerra (foto fornita gentilmente da Mario Fontani).

Spegne invece 90 candeline l’Albese; la società biancazzurra nacque in una sala della scuola di musica di via Paruzza su iniziativa di un gruppo di soci che si autotassarono di 10 lire a testa. Primo presidente fu l’avvocato Guido Chiampo, da poco rientrato dalla prigionia in Austria. La neonata società calcistica non aveva un campo da gioco e utilizzò il cortile della Maddalena fino al 30 aprile del 1922, quando venne inaugurato il Michele Coppino. Il vicepresidente dell’Albese Alberto Cirio annuncia per fine maggio-inizio giugno una serie di iniziative tra sport e spettacolo per celebrare l’anniversario. «Saranno coinvolti tutti i vecchi giocatori dell’Albese, in particolare quelli degli anni gloriosi della serie C e ci sono contatti con importanti società calcistiche torinesi per iniziative che stiamo definendo», spiega Cirio.

L'Olimpo nel cortile della Maddalena (immagine tratta dalla pubblicazione edita per i 20 anni del sodalizio).
L’Olimpo nel cortile della Maddalena (immagine tratta
dalla pubblicazione edita per i 20 anni del sodalizio).

La storia dell’Olimpo basket si incrocia invece con quelle dei tanti piemontesi che varcarono l’Atlantico in cerca di fortuna. A fondare il sodalizio cestistico furono infatti due fratelli albesi, Luciano e Beppe Teodoro, rientrati da Buenos Aires, dove avevano praticato questa disciplina in una squadra chiamata Olimpo. Anche la formazione di pallacanestro prima di avere un campo da gioco vero e proprio dovette aspettare alcuni anni e nelle prime stagioni giocò (proprio come l’Albese) nel cortile della Maddalena. Solo negli anni ’70 l’Olimpo trovò una sede adeguata, prima in via Pietro Ferrero e poi in corso Langhe. I 50 anni dell’Olimpo saranno festeggiati con alcune iniziative, che inizieranno a fine maggio col "Memorial Livio Boetti" e avranno il momento culminante a settembre.

Continuando a curiosare tra i numeri e la storia sportiva di Alba, tra due anni cadrà il centoventesimo anniversario della fondazione del Veloce club Albese, che nel 1889 fu la prima società ciclistica della provincia di Cuneo e, con ogni probabilità, il primo sodalizio sportivo della nostra città.

Corrado Olocco