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Gazzetta d'Alba, n. 9 del 27 gennaio 2007

n. 9 del 27-2-2007
Questa settimana
scelti per voi...

Se Rossetto torna in campo...
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Dipendente sotto accusa
di FU.LO.

Apro sull’orlo del baratro
di
MARIA GRAZIA OLIVERO

La formazione che volle don Gianolio
di
MARIA GRAZIA OLIVERO

Mussotto posa la prima pietra
di GIULIO SEGINO

Tre compleanni da ricordare
di CORRADO OLOCCO

Canzone copiata a Sanremo
di ALBERTO GIORDANO

La refurtiva era in Francia
di
GIORGIA BARILE

Soccorso? Senza fretta
di A.C.

Asl: Giovanni Monchiero
confermato alla guida

di G.S.

Un giornale per i giovani
di
A.G.

San Nicola: destino segnato
di PIETRO IVALDI

Ancora un ricorso al Tar
dei vicini della "Città di Bra"
di D.L.

Parte la raccolta dell'alluminio
di
DIEGO LANZARDO

Chiude il sottopasso-cloaca
di DIEGO LANZARDO

Fuoristrada, via dalle rocche
di ANDREA AUDISIO

Natale (Talin) Cordero,
il capocantiniere della Calissano

di RAOUL MOLINARI

«L’Asti-Cuneo non c’è più»
di G.S.

Di Pietro: «Non ci sono problemi»

Virtuosi berlinesi in concerto
di PAOLO RASTELLI

 


 

Il Sindaco di Alba non può, ad oggi, ricandidarsi per la poltrona più pesante di piazza Duomo

Se Rossetto torna in campo...

di MARIA GRAZIA OLIVERO
 

 

Ma assicura la continuità: «Penso alla politica a livelli diversi, ma è certo che non farò mancare il mio apporto alla città nelle file dell’Udc». Il suo successore? «Non saprei proprio che pesci pigliare».
  

Le elezioni si terranno – a meno di traumatici avvenimenti – nel 2009. E il sindaco Giuseppe Rossetto – che non sarà ricandidabile – pare invertire la rotta impressa in passato.

  • L’opposizione incalza, non le pare, Sindaco?

«Sì. Ho notato questa recrudescenza».

  • Recrudescenza?

«Mi pare un modo di attaccare le persone sul piano personale, un piano sul quale non voglio scendere, anche se ne avrei ben donde».

  • Si riferisce ad Apro?

«Anche. E al tema dell’incompatibilità di consiglieri e assessori a ricoprire altre cariche o alla polemica sui servizi e sul Piano regolatore».

  • Nulla di vero?

«Ho una chiave di lettura. L’opposizione per qualche mese ha confidato nello sfaldamento autonomo della maggioranza e non ha calcato la mano. Persa questa speranza – sebbene non significhi non esistano screzi –, l’opposizione ha ora alzato il tiro. Ho la sensazione che sia iniziata la lotta di successione al sindaco Rossetto e il centro-sinistra ha la convinzione che nel 2009 verrà il suo momento. Le polemiche sono utili, ad avviso dell’Ulivo, a intaccare l’immagine dell’Amministrazione».

Il sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto.
Il sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto (foto Severino Marcato).

  • Nel 2009, peraltro, è vero che lei non ci sarà più.

«Sarò impegnato non come sindaco o assessore, ma per l’Udc, per la continuità dell’Amministrazione. Penso alla politica in direzioni e livelli diversi, ma assicuro fin d’ora che non farò venir meno il mio apporto alla città. E agli albesi dico: guardate ai fatti, fatelo ogni volta che si affacciano sterili discussioni che arrivano dall’opposizione o anche da schegge della maggioranza».

  • Lei stesso afferma che esistono problemi nel Polo.

«I temi si sono sostanzialmente chiariti. An ha sospeso un consigliere (Olinto Magara) per le dichiarazioni che ha fatto in assise comunale. Ora occorre seguire l’evoluzione della situazione. L’altra anomalia era data dalla mancata rappresentanza di Alba popolare in Giunta, che si è risolta con la nomina di Claudio Taretto. Oggi abbiamo, ben definiti, i gruppi di Forza Italia, Udc e Alba popolare. Ci sono 12 consiglieri con il Sindaco, un gruppo in grado di garantire l’approvazione delle deliberazioni e il numero legale. Vero è che gli screzi non sono stati tutti eliminati, ma occorre si faccia riferimento al senso di responsabilità. Spero sia raccolto l’esempio politico positivo di Domenico Boeri, che ha lasciato da parte – dichiarandolo – i personalismi».

  • Da fuori è parso chiaro per un certo periodo che lei optasse per strade differenti rispetto alla politica. In quel frangente la maggioranza ha sofferto della mancanza di un leader e di una guida forti. Sta invertendo la rotta?

«Sì. Esiste una mia responsabilità nella situazione odierna. Avevo immaginato, scegliendo strade diverse, di poter tranquillizzare. Invece, è apparso che la guida non ci fosse più, che mancasse la continuità. Ho dato molto, tutto alla città, negli anni migliori, in cui avrei potuto fare una scelta professionale importante. Ma se questo è avvenuto è accaduto anche perché molti hanno creduto in me. C’è stato, insomma, un vicendevole scambio. Riprendere in mano la situazione rappresenta, in effetti, per me, una nuova linea strategica».

  • Il problema resta, visto che lei non può candidarsi come sindaco. Chi la sostituirà?

«A oggi, non saprei che pesci pigliare. Abbiamo una serie di nomi degnissimi: Zanoletti, Cirio, Castellengo, Pelisseri. Sappiamo che l’"ok" lo devono dare i centristi, ma in una logica condivisa. Al massimo entro un anno occorre arrivare a sciogliere questo nodo».

  • Esclude l’ipotesi del terzo mandato?

«Certo, anche se venisse approvata una nuova legge. Ma posso assicurare la presenza nelle file del Consiglio, per dare compattezza e continuità come ha fatto Tomaso Zanoletti nel mio passato mandato».

  • Parliamo di servizi. A parte Asti-Cuneo, Guardia di Finanza ed Enel, riemerge come una costante la sanità.

«E qui rimarco una situazione paradossale».

  • Perché paradossale?

«Perché? La Regione si è comportata bene. Ha mantenuto l’Asl 18. E non credo che, perché piccoli, avremo difficoltà. Ma il paradosso è che Massimo Scavino, segretario provinciale Diesse e consigliere comunale albese, lavora contro gli interessi di Alba, puntando all’Asl unica con Cuneo. Abbiamo da un lato il centro-sinistra che dice che occorre una sola Asl provinciale, mentre dall’altro denuncia la perdita dei servizi».

  • Ma ci sono problemi pure sulla formazione. Apro...

«Il discorso è delicato. Oggi si tende ad accorpare la formazione nell’ambito della scuola e

non in quello delle agenzie di stampo ex regionale, trasformate in consorzi. In questo quadro sono stati tagliati i fondi e dobbiamo chiarire che lo saranno sempre di più. Dobbiamo allora ripensare le strategie delle agenzie di formazione, per metterle in grado di tirare avanti e soddisfare le esigenze sociali. Non esiste solo una soluzione. So che nell’ultimo anno c’è stato un forte incremento delle ore di formazione all’Apro – il 30-40 per cento – con solo il 2 per cento in più di ricavi. È evidente il taglio dei fondi. Dobbiamo liquidare questa importante realtà? Se ha uno scopo educativo-sociale, certamente no. Ma come salvarla? Qui si apre il fronte del dibattito».

  • E quello relativo al ruolo del pubblico e del privato.

«Se si vuole ricollegare il problema al Sindaco, dico che mio fratello è uno dei soci e sta facendo i salti mortali, spendendo di suo, come gli altri, per far vivere l’Agenzia. Il pubblico? Ricordiamo che più mantiene una percentuale elevata, più paga. Si può affrontare il problema solo alla luce di un confronto chiaro. I termini? Alba non ha toccato al rialzo Ici e Irpef, mentre due terzi dei Comuni italiani sta rivedendo l’Irpef, con incidenze notevoli sul portafogli del cittadino. Restiamo, dopo Saluzzo, in provincia, la città meno cara. Riflettiamo».

  • Non è tutto rosa. In tema di tariffe del teleriscaldamento Alba si dimostra la città più cara d’Italia.

«Stiamo affrontando seriamente la questione. La riunione di maggioranza di ieri, lunedì 26, ha posto il tema della disciplina dei Comitati di quartiere – che andrà in Consiglio il 10 marzo – e quello del teleriscaldamento. Intendiamo approfondire i meccanismi relativi ai benefìci economici, per capire se l’introduzione della tariffa binomia rappresenti un effettivo aiuto per gli albesi. La nuova centrale Albapower dovrà comportare vantaggi non solo ambientali – derivanti dall’estensione del teleriscaldamento in destra e sinistra Tanaro –, ma anche economici, sulle bollette. Occorrono però simulazioni chiare. Su questo punto pure i consiglieri di maggioranza hanno chiesto riflessioni. Abbiamo iniziato a farle, per poi portare il dibattito in terza Commissione. E anche se per gli edifici pubblici esistono tariffe agevolate rispetto al passato, occorrono approfondimenti, come per i costi privati. Penso pure a un miglior ricorso alle energie rinnovabili, magari attraverso microcentrali non alimentate a metano. Inoltre, specie nel pubblico, bisogna puntare al risparmio energetico».

  • In Apro come in Egea si pone il tema della capacità del pubblico a essere rappresentato e non fagocitato.

«Sono sempre gli uomini e le donne a influire in maniera determinante sulle situazioni. In astratto, la soluzione ideale credo sia quella di Egea, un sistema dualistico, che prevede un Consiglio di gestione, chiamato ad agire, e un Consiglio di sorveglianza, che controlla e pone gli indirizzi strategici. Il problema è nella pratica, nel ruolo che le persone effettivamente svolgono. Diciamo anche che non è facile da una posizione dell’8,25 determinare le sorti di una società privata all’80%. Resta un rapporto problematico, anche perché il territorio di riferimento denuncia spinte all’individualismo. Torno comunque a difendere la scelta che Alba fece nel ’97 – la condivisi allora dall’opposizione – sulla partecipazione a Egea».

Maria Grazia Olivero


      

   
BALDISSERO

Dipendente sotto accusa

di FU.LO.
 

Sale la tensione tra le mura del Comune di Baldissero. I fatti risalgano al 15 febbraio. Una dipendente comunale è stata richiamata per aver omesso di consegnare copia degli atti richiesti dalla consigliera di minoranza Luciana Mollo, nonostante gli ordini del segretario.

«La dipendente», spiega la sindachessa Cinzia Gotta, «ha omesso di informare me e il segretario comunale. Tale comportamento, oltre che pregiudicare l’azione del consigliere, ha rischiato di compromettere lo svolgimento della seduta».

Poco gradite le modalità del rimprovero. La dipendente, dopo essere stata invitata a sottoscrivere un documento in cui ammetteva i fatti accaduti, ha contattato i sindacati e lamentato un clima lavorativo opprimente. «Esso va oltre questo episodio», spiega la sindacalista. «Più dipendenti comunali sono stati accusati dagli amministratori di far trapelare le notizie e di ostacolare il lavoro dell’Amministrazione. A noi sembra strano che dipendenti che hanno sempre svolto il loro lavoro improvvisamente diventino inaffidabili. Relativamente al fatto», continua Botta, «la dipendente comunale si è premurata di non dare documenti incompleti, in attesa che questi subissero le ultime variazioni. Al momento la situazione è interna al Comune. non c’è nessuna vertenza sindacale».

Il sindaco Gotta: «Alcuni dipendenti comunali agiscono politicamente, mentre l’intento di questa Amministrazione è quello di portare avanti il programma elettorale. Basta scorrere l’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio. Qualcuno si ostina a creare un clima di tensione che rende sempre più difficile il nostro lavoro».

fu.lo.