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Gazzetta d'Alba, n. 16 del 18 aprile 2006

n. 16 del 18-4-2006
Questa settimana
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Alba viaggia a metano
di MARIA GRAZIA OLIVERO

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 Bottiglie e vignaioli più sicuri

 

 

  Il distributore di Piana Biglini s’inaugura ai primi di maggio. 
Mezzi pubblici a gas?

Alba viaggia a metano

di MARIA GRAZIA OLIVERO
 

 

Albapower – al via a breve – produce energia pulita per Ferrero e potenzia il teleriscaldamento. Le richieste del Comune in tema di emissioni. Una "quinta" per schermare l’impianto.
   

Per i primi di maggio il distributore di Piana Biglini sarà pronto per erogare anche gas metano per autotrazione. Il Comune pensa a un’inaugurazione atta a portare l’attenzione sul nuovo servizio, a lungo atteso ad Alba, primo in provincia di Cuneo (anche se alcune città si sono mosse sulla medesima linea e sono ora in dirittura d’arrivo, Mondovì in testa).

«Il distributore entra nella rete nazionale di gas metano per autotrazione, inserendo Alba in un circuito virtuoso che da tempo si attendeva», spiega l’assessore Alessandro Pelisseri. «Il gas ha un costo dimezzato rispetto al gasolio e notevoli vantaggi in tema di emissioni inquinanti. Inoltre, esistono in commercio un gran numero di modelli d’auto di ogni tipo e potenza. I costi di realizzazione dell’impianto di distribuzione sono elevati e la gestazione è stata lunghissima, in quanto i titolari hanno potuto fruire di consistenti contributi previsti per un investimento a lungo termine, al momento non molto vantaggioso».

Nella foto di Severino Marcato il nuovo distributore di Piana Biglini dei fratelli Venti, che funzionerà anche a metano.
Nella foto di Severino Marcato il nuovo distributore di Piana Biglini
dei fratelli Venti, che funzionerà anche a metano.

«Alla giornata di inaugurazione inviteremo rivenditori e cittadini», prosegue Laura Campigotto, responsabile del Settore comunale competente. «Con molte auto a metano potremo ottenere un positivo impatto sull’ambiente. I gestori dell’Erg hanno partecipato a un bando regionale che permette di avviare un’importante politica di prevenzione degli inquinanti. Ora anche il Comune può pensare alla conversione dei propri mezzi». Ma c’è di più. Nell’ottica del rispetto per l’ambiente si muove anche la nuova centrale termica Albapower. Ieri, venerdì 14, la Giunta era riunita per l’esame dei chiarimenti richiesti dai due qualificatissimi esperti incaricati: Cesare Boffa e Paolo Coppa. In attesa del via definitivo della Provincia di Cuneo all’impianto, il Comune è chiamato a esprimere il proprio assenso. Ancora Alessandro Pelisseri: «Per Alba si profila un importante passo avanti. Ferrero ed Egea realizzeranno un impianto per la produzione di energia capace di alleggerire le emissioni in città, producendo elettricità e vapore. I tecnici hanno suggerito di dettagliare alcune scelte legate alle emissioni e al consumo d’acqua. Chiederemo anche che una parte dell’elettricità prodotta possa essere utilizzata dal pubblico».

Prosegue Rossetto: «Le richieste del Comune sono orientate ad abbassare ulteriormente la quota di Nox, peraltro già ora sotto la soglia di legge, e a chiarire l’apporto energetico complessivo di Albapower. Esistono in città altri motori per il teleriscaldamento, da via dell’acquedotto a via Vivaro. Meglio dunque, valutare nel complesso la situazione.

Il sindaco di Alba Giuseppe Rossetto e l'assessore Alessandro Pelisseri.
Il sindaco di Alba Giuseppe Rossetto e l’assessore Alessandro Pelisseri.

Inoltre, chiediamo approfondimenti circa l’uso dell’acqua del Tanaro. In momenti di siccità Albapower si approvvigionerà all’acquedotto? Si potrebbe utilizzare invece un condensatore ad aria? Si tratta di osservazioni che riteniamo siano rapidamente risolte per procedere alla Conferenza dei servizi nella seconda metà di maggio. Solo in seguito il Comune potrà esaminare il permesso di costruire».

Per l’involucro esterno della centrale – come aveva già ipotizzato Gazzetta – è caduta l’idea della progettazione affidata a Mario Botta. Il progetto è seguito da Edoardo Asteggiano – il tecnico che ha curato per Ferrero la ristrutturazione dell’ex filanda Pelisseri. «Si pensa a una semplice schermatura», spiega Rossetto. «Nella procedura di Valutazione di impatto ambientale si esaminerà l’elaborato pure da questo punto di vista».

Maria Grazia Olivero


      

 
Oggi, senza un impianto di erogazione, è difficile
cambiare. Le considerazioni di un automobilista

di G.S.
 

«Estate 2005, arriva il momento di cambiare l’auto. Stufo di spendere migliaia di euro l’anno per il carburante, con i prezzi della benzina ormai fuori controllo, decido di cercare qualcosa di più economico»: a parlare è l’automobilista Sandro Pelassa. «Penso al gasolio, ma mi accorgo che, la differenza di prezzo rispetto alla benzina è ormai esigua e le emissioni inquinanti non sono certo minori. Quasi per caso, sento delle voci: nei pressi di Alba pare si costruirà un distributore di metano».

Il metano è utilizzabile come combustibile per auto e in alcune zone dell’Italia la rete di distributori è capillare, così come in altre zone d’Europa e del mondo. In Piemonte però la situazione non è omogenea: operano una ventina di distributori, per lo più concentrati nella zona Centro Nord della regione. La provincia di Cuneo è buona ultima: non ha impianti attivi. Esiste però un progetto volto a cambiare registro, costituito da finanziamenti per i nuovi distributori (fino a 150.000 euro per ogni impianto) ed ecoincentivi diretti agli acquirenti dei mezzi a metano (per i mezzi privati i risparmi vanno da 650 a 1.500 euro). «Peccato che il progetto tardi a essere recepito e attuato», continua Pelassa. «La cultura del metano, unita al minor impatto ambientale dei mezzi, in buona sostanza è ancora mancante».

Girando tra vari concessionari il nostro interlocutore ha scoperto che essi conoscono poco la materia metano e, spesso, lo sconsigliano. Inoltre è quasi impossibile una prova su strada: anche le concessionarie più grandi non hanno in sede modelli a metano; la disponibilità è garantita solo previo acquisto dell’auto. «Nonostante ciò decido per l’acquisto di un’utilitaria col doppio impianto benzina-metano», conferma Sandro Pelassa che ha effettuato un’attenta analisi su pregi e difetti del passaggio al gas. «Gli svantaggi teorici valutati prima dell’acquisto e riscontrati nella pratica sono: una piccola perdita di potenza del motore, la riduzione dello spazio del bagagliaio, il peso più elevato dell’auto, la poca capillarità nella rete di distribuzione del carburante, il maggior tempo di attesa per avere l’auto, la necessità di attivarsi di proprio pugno per ottenere le informazioni opportune».

«I vantaggi, a mio avviso, si sono rivelati schiaccianti e mi hanno dato modo di superare le difficoltà: anzitutto il notevole risparmio sul carburante, stimabile del 60% rispetto a un’analoga vettura a benzina e del 35% circa sull’analoga diesel, l’esenzione completa del bollo (le auto immatricolate col doppio impianto gpl-benzina o metano-benzina in Piemonte hanno il bollo gratuito, nda), la maggior durata del motore e quindi dell’auto in sé grazie alla combustione del metano più pulita rispetto a benzina e gasolio, nonché il minore inquinamento ambientale che consente la circolazione delle auto metanizzate anche in presenza di blocchi del traffico e targhe alterne».

Insormontabile però l’approvvigionamento del combustibile ecologico. «L’impianto in costruzione ad Alba è stato strategico nel decidere il mio acquisto. Peccato che, pur avendo aperto da mesi le pompe erogatrici per benzina e gasolio, quella del metano sia tuttora non funzionante. Pare ci siano circa 5.000 richieste di utilizzo della suddetta pompa di metano provenienti dalle zone limitrofe, e che persino gli stranieri si stupiscano del suo mancato funzionamento, visto che l’impianto è ormai segnato sulle mappe». Pelassa ha anche indagato sui ritardi nell’apertura della pompa di metano: «Il collaudo di una parte dell’impianto è già stato effettuato, ma mancano le gomme della pompa e terminate tutte le procedure, sarà necessaria l’abilitazione da parte dei Vigili del fuoco di Cuneo. Come al solito l’attribuzione delle responsabilità sui ritardi appare confusa».

Cosa farà ora Sandro Pelassa, oltre ad approfitare dei distributori di gas metano di Carmagnola e Asti, quando il ragazzo sarà di passaggio da quelle parti? «Tenterò di attivarmi nel sollecitare le autorità competenti in questione, la stessa collettività dovrebbe intervenire per sbrogliare l’intricata matassa. L’ente pubblico ha approvato i finanziamenti ai distributori di metano, allora deve verificare che tali sovvenzioni siano onorate e che l’impianto vada presto in esercizio».

g.s.