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Gazzetta d'Alba, n. 25 del 22 giugno 2004

n. 25 del 22-6-2004
Questa settimana
scelti per voi...

Convento aperto. Anche per te
di don AMPELIO CREMA

Gli Spirit in dance ad Alba
di ADRIANA RICCOMAGNO

Avis: 55 anni di solidarietà
di SEVERINO MARCATO

Poste: è stato sospeso il piano
di chiusure estive degli uffici

di CORRADO OLOCCO

«La mia squadra, nonostante tutto»
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Scheda gialla lunga un metro: 
un incubo per tutti gli scrutatori

di GIULIO SEGINO

Il conteggio ufficiale premia i Ds
di GIULIO SEGINO

An all’opposizione? Perché no?
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Costa: «Prima studio, poi agisco»
di GIULIO SEGINO

Supervincitrici del Grinzane
di DANIELE VAIRA

Fortunato, storia italo-canadese
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Marmo: ci sono ancora molte cose da fare per la provincia
di GIUSEPPE SINI

La visita di Shirin Ebadi
di G.A.

 


 

Bilancio e personale al centro dei primi interventi del nuovo Presidente. Il 5 luglio la Giunta

   
Costa: «Prima studio, poi agisco»

di GIULIO SEGINO
 

  A una settimana dal voto Raffaele Costa ha iniziato la sua carriera da presidente della Provincia Granda, incontrando il suo predecessore Giovanni Quaglia che ha lasciato i palazzi cuneesi dopo sedici anni trascorsi alla guida dell’ente locale.

Ora l’Onorevole monregalese, eletto per il centro-destra, procederà con una serie di incontri "sul campo" per prendere confidenza con l’organismo provinciale. «Inizierò con l’incontrare e conoscere capi area, capi settore, per prendere conoscenza analiticamente delle strutture e degli uffici. Non vuole essere una analisi critica, ma una indagine conoscitiva».

I primi mesi di amministrazione provinciale saranno dedicati quindi alla conoscenza. Continua Costa: «Baserò la mia attività su due pilastri fondamentali: il bilancio e il personale. Il quadro contabile va visto nelle varie angolature e verificato nei dettagli. L’ordinaria amministrazione verrà gestita con la massima diligenza mentre i piani triennali andranno analizzati e adattati alla situazione contabile». È fuori di dubbio per il Neopresidente che il bilancio provinciale goda degli adeguati sforzi per farlo crescere: «Cuneo è una provincia che, senza voler fare del localismo, ha sempre dato, anche in termini economici, di più di quanto abbia ricevuto. Lavorerermo per equilibrare la situazione. Non dimentichiamo che sono tutti bravi a dire e programmare, ma poi dobbiamo arrenderci davanti alle disponibiltà finanziarie».

«L’attività amministrativa di un presidente è fatta di provvedimenti da prendere e di messaggi da trasmettere, ma spetta ai funzionari e ai dipendente metter in atto le direttive e prendere contatto con il cittadino e con l’impresa che realizza i lavori». Per questo l’attenzione di Costa sarà particolarmente attenta verso il personale della Provincia: «L’intera squadra al servizio dell’ente va verificata in ogni dettaglio ponendo attenzione alle necessità di ogni settore e di ogni ufficio». Si tratta di un lavoro impegnativo: la Provincia di Cuneo conta infatti su oltre 800 dipendenti e, nel corso del 2003, la spesa per il personale ha inciso per il 12% sul bilancio dell’ente.

Giovedì 17 giugno è avvenuto lo scambio di consegne tra il nuovo presidente della Provincia Raffaele Costa e Giovanni Quaglia.
PRESENTE E PASSATO. Giovedì 17 giugno è avvenuto lo scambio di consegne
tra il nuovo presidente della Provincia Raffaele Costa e Giovanni Quaglia.

Il progetto Provincia per Raffaele Costa passa anche attraverso tutta una rete fatta di dialogo e programmazione concertata con gli altri attori del territorio. Per questo il Neopresidente si appresta a incontrare e sentire chi ha responsabilità nel panorama di gestione quali le organizzazioni di categoria e sindacali. «Un altro passo», continua Costa, «sarà portare avanti una intensa azione di dialogo su argomenti cardine quali il bilancio con l’apparato dello Stato. Penso non solo ai Comuni e alla Regione, ma soprattutto agli enti previdenziali, all’Agenzia delle entrate, alle Forze dell’ordine». Per avere più forza in questi frangenti, Costa manterrà il suo incarico in seno alla Camera dei deputati, anche se ha già annunciato di non ricandidarsi quando l’attuale legislatura si esaurirà.

Emilio Lombardi.
Emilio Lombardi.

Costa presenterà la sua Giunta durante il primo Consiglio provinciale (data probabile di convocazione il 5 luglio). Per ora un solo nome è certo: quello di Emilio Lombardi (già assessore nella precedente Amministrazione) in qualità di vice-presidente, come annunciato durante la campagna elettorale. «Per il resto non comprendo e non escludo nessuno. Occorre verificare i risultati elettorali e l’opinione delle forze politiche della coalizione, senza dimenticare il rapporto di fiducia, personale e politica, con chi sarà chiamato in Giunta e la necessità di un equilibrio geografico in una provincia policentrica com’è la Granda. Non escludo infatti di utilizzare le attuali sedi della Provincia distribuite sul territorio come uffici collaterali del Presidente per mantenere un contatto più stretto con i grandi Comuni».

Giulio Segino
    

La biografia del Presidente:
avvocato, deputato, ministro

Raffaele Costa, 67 anni, monregalese, è il nuovo presidente della Provincia di Cuneo. Costa, espresso dalla coalizione di centro-destra composta da Polo del futuro, Piemont, An, Verdi verdi, Impegno per la Granda, Pensionati, Pri, Udc, Lista Costa, Uniti con Lombardi per la Granda e Forza Italia, ha ottenuto al primo turno 171.892 voti di preferenza pari al 53,5% del totale, battendo gli avversari Elio Rostagno, espressione del centro-sinistra (Partito comunisti italiani, Lista Di Pietro, Ds, Centro con Rostagno, Partito comunista rifondazione, Socialisti e Repubblicani europei, Provincia solidale, Crescere giovani insieme, Verdi per la pace, Margherita, Alleanza popolare-Udeur) che si è fermato al 37,60%, Guido Brignone (Lega nord) al 7,86%, Giuseppe Franchi (No Euro) allo 0,54% e Roberto Colombo (Patto Segni-Scognamiglio) allo 0,46%.

Raffaele Costa.Laureato in giurisprudenza e scienze politiche, Costa ha ricoperto la carica di deputato nelle legislature iniziate nel 1976, 1979, 1983, 1987, 1992, 1994, 1996 e 2001. In ambito governativo è stato ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie e affari regionali (1992), ministro della sanità (1993), ministro dei trasporti e ministro ad interim della marina mercantile (nel governo Ciampi). È stato anche Sottosegretario al Ministero di grazia e giustizia, agli affari esteri (VIII legislatura), agli interni (nel governo Craxi I), ai lavori pubblici (IX legislatura). Tra gli incarichi istituzionali ricoperti quello di Presidente della Commissione difesa della Camera e Vicepresidente della Commissione agricoltura e foreste della Camera (1976-79).

L’attività politica l’ha portato ad assumere la segreteria del Partito liberale (Pli) negli anni 1993-1994 e la presidenza del gruppo parlamentare "Federalisti liberal-democratici" (1995-1996). È responsabile dell’Ufficio del difensore del cittadino di Forza Italia a livello nazionale. Raffaele Costa è deputato al Parlamento italiano (iscritto al gruppo di Forza Italia) ed è stato deputato al Parlamento europeo (gruppo Partito popolare europeo). È stato consigliere provinciale dal 1975 al 1977, dal 1985 al 1986, dal 1990 al 1992.


      

  
Il 19 giugno hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento Elena Gianini Belotti e Natasha Radojcic

Supervincitrici del Grinzane

di DANIELE VAIRA

Elena Gianini Belotti e Natasha Radojcic: ecco le "supervincitrici" della ventitreesima edizione del premio Grinzane Cavour, premiate sabato 19 giugno. Le 22 giurie scolastiche, dislocate in 11 città italiane, cui si aggiungono le giurie all’estero attivate presso i licei italiani di Berlino, Bruxelles, Buenos Aires, Fiume, Parigi, Praga e presso gli istituti di Italianistica delle Università di Mosca, Salamanca, Stoccolma, Lisbona e New Britain, hanno avuto pochi dubbi nel designare la vittoria delle due autrici. Nella sezione di narrativa italiana ha primeggiato la Gianini Belotti con Prima della quiete, che ha avuto 123 voti; al secondo posto Andrea Vitali con Una finestra vistalago, al quale sono state accordate 109 preferenze, al terzo Marina Jarre con Ritorno in Lettonia, che si è meritato 67 voti.

Da sinistra: Elena Gianini Belotti, supervincitrice per la narrativa italiana, Natasha Radojcic, per quella estera, e Neri Marcorè, che ha condotto la consegna in modo brillante.

Mario Vargas Llosa, che si è aggiudicato il Premio internazionale Provincia di Torino (foto di Severino Marcato).

PREMIAZIONE. Sopra, da sinistra: Elena Gianini Belotti, supervincitrice per la narrativa italiana, Natasha Radojcic, per quella estera, e Neri Marcorè, che ha condotto la consegna in modo brillante. A destra: Mario Vargas Llosa, che si è aggiudicato il Premio internazionale Provincia di Torino (foto di Severino Marcato).

La vincitrice è nata a Roma, dove vive attualmente. Dal 1960 al 1980 ha diretto il centro nascita Montessori di Roma. Ha insegnato per molti anni alle allieve della stessa scuola assistenti infanzia Montessori, che si è trasformata in istituto professionale statale nel 1960. Elena Gianini Belotti, oltre a collaborare da molti anni con giornali e riviste, è autrice di saggi e romanzi che hanno segnato la storia della letteratura italiana degli ultimi trent’anni. Con il suo nuovo romanzo, Prima della quiete (Rizzoli, 2003), l’autrice ha ricostruito con partecipazione la storia di Italia Donati, una giovane maestra elementare che, nelle campagne toscane di fine Ottocento, lotta per la sua identità. Natasha Radojcic è risultata la super vincitrice della sezione di narrativa straniera con ben 187 preferenze.

Giuliano Soria, ideatore del premio Grinzane, con Lorenzo Mondo.

Uno dei tavoli della giuria.

ORGANIZZATORE. A sinistra: Giuliano Soria, ideatore del premio Grinzane, con Lorenzo Mondo; a destra: uno dei tavoli della giuria.

La scrittrice è nata a Belgrado nel 1966 da madre bosniaca musulmana e padre serbo cristiano ortodosso. Dopo aver vissuto per brevi periodi a Cuba e in Grecia e aver studiato cinema per due anni all’Accademia d’arte di Belgrado, nel 1989, all’inizio della crisi della federazione iugoslava, si trasferisce negli Stati Uniti, dove risiede tuttora. Si laurea a Fordham in letteratura inglese e poi si specializza in scrittura creativa presso la Columbia University. La scrittura l’attrae, benché non le siano ancora chiari nella mente percorsi e finalità. Saranno le prime bombe su Belgrado a fugarle dubbi e incertezze: testimone di un conflitto drammatico, avverte d’improvviso l’esigenza di riproporne nella pagina scritta la scia di odio, violenza e sangue. Ritorno a casa è il suo primo romanzo. Scritto in inglese, la seconda lingua dell’autrice, è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2002. È al mondo contadino, ai suoi millenari rapporti di forza e violenza, al suo codice etico oggi andato in frantumi, che attinge l’autrice.

Sayed Kashua. Andrea Vitali, secondo tra gli italiani.

A sinistra: Sayed Kashua;
a destra: Andrea Vitali, secondo tra gli italiani.

Durante la cerimonia, che è stata presentata da uno spumeggiante Neri Marcorè, sono inoltre stati premiati: Mario Vargas Llosa (Premio internazionale Provincia di Torino), Sayed Kashua (giovane autore esordiente) e Odil Jacob (Grinzane editoria).

Daniele Vaira