Gazzetta d'Alba n. 16 del 22-4-2003 - Editoria minore, la grande realtà che Poste e Governo maltrattano
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IL COMMENTO

Editoria minore, la grande realtà che Poste e Governo maltrattano

di MICHELANGELO BUCCI
   

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Da Avvenire a Liberazione, dai settimanali diocesani ai quotidiani locali, tutti uniti per la libertà d’informazione. Il tavolo di coordinamento nazionale "Media no profit" riunisce testate giornalistiche e agenzie d’informazione che fanno capo a cooperative o piccoli editori senza scopo di lucro. Un ventaglio di proposte editoriali che, anche se soddisfa milioni di lettori, è messo costantemente all’angolo dai "poteri forti". Per ragionare insieme dei numerosi problemi che investono il mondo dell’informazione medio-piccola, amministratori e direttori di giornali d’informazione, di idee e del terzo settore, si sono incontrati a Roma l’8 aprile.

«Non chiediamo privilegi e assistenza», ha esordito Roberto Massimo, presidente del Consis (Consorzio servizi settimanali cattolici della Fisc), «solo considerazione e pari dignità». Una dignità al momento negata, tanto dalle istituzioni quanto dal mercato.

Lasciata ai margini della raccolta pubblicitaria, ignorata dalle Poste, schiacciata dal peso della burocrazia, l’editoria medio-piccola cerca di fare quadrato per resistere.

In ballo non ci sono i problemi economici delle testate, ma la stessa libertà d’informazione: «Una società che non favorisce la democrazia informativa è destinata a perdere una parte importante di sé», ha ammonito Massimo. Il Presidente del Consis ha sollecitato le istituzioni a intervenire: «Finora abbiamo visto molta disponibilità teorica e pochissimi fatti. Non sempre le riflessioni fatte hanno trovato rispondenza in scelte normative e legislative adeguate. All’opposto, più si va avanti e più oneri si incontrano».

I numerosi addetti ai lavori presenti, compresa una significativa rappresentanza di direttori della Fisc (Federazione italiana dei settimanali cattolici) e amministratori del Consis, fra i quali il presidente della Fisc don Vincenzo Rini e un delegato del vicepresidente Francesco Zanotti, hanno confermato le difficoltà. I sostegni all’editoria sono stati rinnovati due anni fa, ma una burocrazia soffocante continua a tarpare le ali agli editori. Il mercato pubblicitario si concentra su televisioni e grandi quotidiani, lasciando agli altri poche briciole.

Ma il problema più sentito è il rapporto con le Poste. L’azienda è "costretta" per legge a praticare sconti sull’invio dei giornali, ma i fondi stanziati a questo proposito dallo Stato non bastano per tutti e così molti vecchi beneficiari, complice l’interpretazione restrittiva di decreti e circolari, si vedono applicare la tariffa intera.

«Come Poste, inutile negarlo, siamo interessati a fare sconti ai grandi editori. Su questo punto non vedo alcuna possibilità per i medio-piccoli», ha affermato candido Giuseppe Pantano, direttore della Divisione corrispondenza di Poste italiane.

Purtroppo anche dal Governo non giungono buone nuove. Anzi, non ne giungono affatto. All’assemblea è mancata infatti la presenza di Mauro Masi, capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio, cosa questa che è dispiaciuta ai presenti.

Michelangelo Bucci

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