Gazzetta d'Alba n. 16 del 22-4-2003 - Allarme rosso per la flavescenza
Periodici San Paolo - Home Page

Docenti e ricercatori dell’Università di Torino si confrontano sull’agricoltura con la Coldiretti regionale

Allarme rosso per la flavescenza

di ANGELO GARIBALDI
     

   Gazzetta d'Alba n. 16 del 22-4-2003 - Home Page

La Coltivatori diretti regionale ha avviato un serrato confronto con un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università di Torino, guidati dal prorettore Angelo Garibaldi.
Gazzetta d’Alba ha chiesto all’illustre cattedratico un commento sull’iniziativa, che promette di avere sviluppi piuttosto interessanti.

Nei mesi scorsi sono state condotte diverse riunioni tra alcuni docenti rappresentanti i differenti settori della Facoltà di agraria dell’Università di Torino e il presidente Ferrero e il direttore Torchio della Coldiretti piemontese.

L’obiettivo è quello di valutare assieme, ricercatori e tecnici di campo, le priorità della ricerca finalizzata a risolvere alcuni dei problemi emergenti dell’agricoltura piemontese.

In altre parole, si sta cercando di iniziare un rapporto costruttivo tra la ricerca universitaria e la più grande organizzazione dei produttori agricoli italiani, allo scopo di scegliere opportunamente e coerentemente gli argomenti di ricerca da impostare.

Occhio di riguardo per la viticoltura.
Occhio di riguardo per la viticoltura. 

Questo lavoro comune dovrebbe portare a concentrare su alcuni filoni, ritenuti prioritari da parte degli agricoltori e dei tecnici, le risorse che la Regione Piemonte e altri enti investono in ricerca. Ciò dovrebbe migliorare la situazione precedente, nella quale la scelta di investire in alcuni settori era basata più sulle buone intenzioni e talvolta sulle intuizioni dei ricercatori, che su una reale conoscenza delle esigenze dell’agricoltura.

Cercando di fare qualche esempio relativo alla viticoltura piemontese, potrei spingermi a citare alcuni argomenti di ricerca che dovrebbero uscire come prioritari da questi incontri tra tecnici e ricercatori. Porrei in primo luogo il problema della flavescenza dorata, malattia da fitoplasmi che sta lentamente, ma minacciosamente, introducendosi nei vigneti piemontesi.

Si tratta di una malattia complessa, difficile da combattere, contro la quale è necessario unire tutte le forze di ricerca della regione, per trovare soluzioni che siano allo stesso tempo efficaci nel ridurre la diffusione della patologia e prive di effetti collaterali eccessivamente dannosi per l’ambiente. Su questo filone di ricerca dovrà concentrarsi l’azione di entomologi, patologi vegetali, viticoltori e tecnici, perché è solo da un approccio integrato che si può sperare nel breve periodo di ottenere risultati.

Un altro aspetto di ricerca che dovrà essere prioritario è la difesa delle colture nelle aziende che praticano il metodo biologico: questo settore, in vivace crescita, ha bisogno di un sostegno per aiutarlo a continuare nello sviluppo, anche per corrispondere alle richieste sempre più forti provenienti dai consumatori.

Non va dimenticata la ricerca di mezzi alternativi all’impiego del bromuro di metile nella disinfezione del terreno.

Angelo Garibaldi.
Angelo Garibaldi.

In molte zone della provincia di Cuneo, l’orticoltura sta assumendo un’importanza sempre maggiore, con prodotti di alta qualità: su queste colture orticole è necessario procedere e valutare l’efficacia di nuove strategie per combattere i parassiti del terreno.

Ne cito solo due: l’impiego di piante innestate su portainnesto resistente, tecnica già largamente adottata in Sicilia, e il ricorso alle colture fuori suolo che stanno cominciando a svilupparsi anche in Piemonte. Sono due interessanti aspetti che dovranno essere opportunamente valutati, per poter apprezzarne l’effettiva possibilità di applicazione nelle aziende piemontesi.

Questi sono solo alcuni argomenti di ricerca sui quali si ci sta confrontando e mi auguro vivamente che da uno scambio intelligente di pareri e conoscenze tra il mondo della ricerca e quello della pratica nascano risultati utili per tutti. In altre parole, ritengo sempre più necessario che i rapporti tra ricerca e aziende agricole siano intensi e rivolti a trovare assieme quelle soluzioni che meglio si adattano alle condizioni ambientali tanto diverse nelle differenti regioni italiane.

Angelo Garibaldi

   Gazzetta d'Alba n. 16 del 22-4-2003 - Home Page