Gazzetta d'Alba n. 1 del 8-1-2003 - Boves: strage sempre attuale
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Continuano i lavori degli studiosi e ci si chiede il perché del mancato processo ai responsabili

Boves: strage sempre attuale

di C.S.
   

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Boves. Storie di guerre e di pace (Primalpe, 274 pagine, 16 euro) è l’ultima pubblicazione, in ordine di tempo, sulla Resistenza bovesana. La presentazione è firmata dall’attuale sindaco Riccardo Pellegrino e da quattro suoi predecessori: Mario Martini, Giorgio Biarese, Piergiorgio Peano e Luigi Pellegrino. La prefazione di Lutz Klinkhammer è una sintesi ragionata dei saggi raccolti nel volume e si conclude con una denuncia per la «clamorosa mancanza dei processi contro persone che si sono macchiate di tremendi crimini di guerra».

L’articolata parte storiografica si apre con il saggio di Michele Calandri dal titolo Trono e altare: 1914-1943, che racconta «la lenta fascistizzazione di un paesotto ai piedi della montagna». La ricostruzione dei fatti di Boves attraverso il processo in Germania è il titolo dello scritto di Faustino Dalmazzo. Il terzo saggio è di Christoph Schminck-Gustavus che lo ha titolato: Complici togati. L’inchiesta delle autorità giudiziarie germaniche sulla strage di Boves (1964-1968) e documenta gli inutili tentativi di arrivare ad un processo giusto verso Peiper e i responsabili della strage di Boves.

Del professor Mario Martini è stata pubblicata la relazione tenuta alla Scuola di pace il 7 maggio 2001 e dedicata all’analisi di un lunghissimo memoriale; "Adriana Filippi. Diario di una pittrice partigiana" è il titolo del saggio che si conclude con l’invito «a una seria riconsiderazione del ruolo originale e trascinatore esercitato dalla banda di Boves nei primi mesi del movimento resistenziale».

Il saggio più delicato, dal titolo Partigiani a Boves 1943-1945, è stato firmato da Marco Ruzzi. «Ricostruisce, nel suo saggio documentatissimo sulla guerra partigiana a Boves, non solo in maniera intensa la strage del 19 settembre 1943, ma soprattutto le linee di sviluppo del movimento resistenziale, che nella prima fase riguarda in particolare il gruppo Vian, sotto la minaccia delle rappresaglie avversarie».

Tommaso Salzotti racconta Boves: la guerra, la scuola, la società civile (1943-1945).

Il periodo successivo agli anni di guerra è stato studiato da Mario Cordero. Il suo saggio, dal titolo Il percorso di una memoria pubblica (1945-’87), «dimostra quanto fu importante negli anni Sessanta, dopo una lunga serie di polemiche tra l’Associazione nazionale partigiani di Boves e gli ambienti democristiani locali che gestivano l’Amministrazione comunale, la concessione della medaglia d’oro al Comune». Lo scritto di Cordero arriva fino all’istituzione della Scuola di pace, avvenuta nel 1984, che negli anni prosegue e accresce la sua attività.

c.s

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